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WAKEISEIJAKU – Armonia Rispetto Purezza Tranquillità


Parole sagge di un’antico maestro del Tè sono secondo l’autore del sito di Teavigo, da cui riutilizziamo il significato del testo giapponese in seguito riportato, WA che è l’armonia, KEI che è il rispetto, SEI che è la purezza e JAKU che è la tranquillità, laddove in cinese rispettivamente sono la Yōng, il Fèng, la Chúndù e la Ānjìng.

C’è da dire che questi fonemi con i corrispettivi ideogrammi provengono dalla cultura giapponese anche se, per quanto io sappia è il carattere Ai che denota il significato di armonia.

Infatti secondo la spiegazione riportata da Wikipedia del significato di AIKIDO, arte marziale giapponese fondata da Ueshiba Morihei, esso viene espresso dalla congiunzione di tre caratteri sino-giapponesi: 合 (ai), 氣 (ki), 道 (do) la cui traslitterazione è:

1. 合 (ai) che significa “armonia” e nel contempo anche “congiungimento” e “unione”;

2. 氣 (ki) è rappresentato dall’ideogramma giapponese 氣 che, nei caratteri della scrittura kanji, raffigura il “vapore che sale dal riso in cottura”. Significa “spirito” non nel significato che il termine ha nella religione, ma nel significato del vocabolo latino “spiritus”, cioè “soffio vitale”, “energia vitale”. Il riso, nella tradizione giapponese, rappresenta il fondamento della nutrizione e quindi l’elemento del sostentamento in vita ed il vapore rappresenta l’energia sotto forma eterea e quindi quella particolare energia cosmica che spira ed aleggia in natura e che per l’Uomo è vitale. Il 氣 “ki” è dunque anche l’energia cosmica che sostiene ogni cosa. L’essere umano è vivo finché è percorso dal “ki” e lo veicola scambiandolo con la natura circostante: privato del “ki” l’essere umano cessa di vivere e fisicamente si dissolve;

3. 道 (dō) significa letteralmente “ciò che conduce” nel senso di “disciplina” vista come “percorso”, “via”, “cammino”, in senso non solo fisico ma anche spirituale.

Quindi 合氣道 (ai-ki-do) significa quindi innanzi tutto «Disciplina che conduce all’unione ed all’armonia con l’energia vitale e lo spirito dell’Universo».

Ueshiba Morihei, il fondatore dell’aikido, usava dire che l’aikido anela sinceramente a comprendere la natura, ad esprimere la gratitudine per i suoi doni meravigliosi, ad immedesimare l’individuo con la natura.

Quest’aspirazione a comprendere e ad applicare praticamente le leggi della natura, espressa nelle parole “ai” e “ki”, forma l’essenza ed il concetto fondamentale dell’arte dell’aikido.

AI KI DO

AI KI DO

Tornando ai significati nell’atto di preparazione del Tè, secondo Sen no Rikyū, monaco buddhista giapponese zen riformatore della Cerimonia del Tè che codificò in maniera definitiva nella forma wabi-cha, afferma che:

« Il cuore della Cerimonia del tè consiste nel preparare una deliziosa tazza di tè; disporre il carbone in modo che riscaldi l’acqua; sistemare i fiori come fossero nel giardino; in estate, proporre il freddo; in inverno, il caldo; fare tutto prima del tempo; preparare per la pioggia e dare a coloro con cui ti trovi ogni considerazione»

Ma la vera la culla del Tè, nonchè un paese dalle antiche tradizioni nell’uso del tè é la Cina, e oggi il tè non è più soltanto una bevanda dissetante, ruolo principale che ha ricoperto fin dalla sua scoperta ma, cosa più importante, permette di soddisfare alcuni bisogni spirituali, di offrire la propria amicizia e di esprimere sentimenti personali.

Le opere cinesi sul tè sono innumerevoli, ma è fondamentale menzionare l’opera di Lu Yu (733-804) che influenzò profondamente la produzione e la popolarità del tè cinese.

Per tutta la sua vita quest’uomo ha adorato il tè e il suo Libro del tè è celebre nel mondo, al punto che il suo importante contributo per lo sviluppo del tè in Cina e nel mondo gli fece ottenere il titolo onorifico di «Immortale del tè».

Il Libro del tè è un’opera in tre volumi di dieci capitoli che presenta in modo approfondito la coltura, l’evoluzione, la situazione dell’epoca, la tecnica, il servizio e la teoria del tè e che descrive perfettamente l’unione della situazione sociale e dei sentimenti umani e l’atmosfera cordiale e amichevole che si crea grazie alla cultura del tè in cui l’essere umano vive in perfetta armonia.

Fra l’altro la cultura del tè riflette le relazioni di complementarietà reciproca tra le scuole confuciane e taoiste, elemento che poi si traspone a suo modo anche nel buddhismo chan della Cina, quella stessa forma di buddhismo che in Giappone arrivò per mare grazie a monaci zen del calibro di Sen no Rikyū, una relazione complementarietà che rimanda nuovamente al profondo significato della dottrina SanJiao.

Il confucianesimo creò i riti del tè, fatto che permise anche al mondo della politica cinese di accogliere la cultura del tè, laddove il taoismo vi introdusse l’arte, aprendole così anche degli orizzonti artistici.

Unione Uomo e Natura

Unione Uomo e Natura

La cultura tradizionale cinese sottolinea in modo marcato l’unione tra essere umano e natura, e la teoria cinese del tè si ispira a delle idee di Laozi e di Zhuangzi, preconizzanti che il cielo e l’essere umano non sono che uno e che il materiale e l’immateriale si unificano.

Usualmente quando si parla della cultura del Tè si pensa naturalmente alle sue relazioni con il buddhismo, che raccomanda vivamente di bere del tè.

Dalla sua introduzione in Cina, il buddhismo si radicò poco a poco formando un sistema religioso dalle caratteristiche cinesi che sarebbe divenuto una delle componenti importanti della cultura ideologica della società cinese antica.

Sotto i Tang il buddhismo era prospero, i bonzi percorrevano tutto il paese e degustavano tè, mentre i templi buddhisti ne favorivano la piantagione, fatto questo che senza dubbio incoraggò la diffusione del tè come bevanda e lo sviluppo della sua cultura.

Ed è la sua diffusione come bevanda che permise al tè di divenire un elemento fondamentale della cultura di questa società.

Materiali per cerimonia del Tè

Materiali per cerimonia del Tè

Se la Cina è il paese natale del tè, è anche il paese della poesia, perché molto presto il Tè divenne fonte d’ispirazione per i poeti cinesi.

Nel corso di 1700 anni, innumerevoli letterati e poeti composero poemi dedicati a questa bevanda e queste poesie sono considerate importanti poiché presentano sotto differenti aspetti la raccolta, il trattamento, le caratteristiche del tè ed anche la sua influenza sulla vita spirituale e materiale dell’uomo.

Le relazioni tra la poesia cinese e la cultura del tè potrebbero risalire all’apparizione della prima raccolta di poemi cinesi.

I poemi più antichi su questo argomento scoperti sinora si trovano in opere della fine della dinastia dei Jin Occidentali (265-316) e dell’inizio della dinastia dei Jin Orientali (317-420), come Chafu (Poesie in prosa rimata sul tè) di Du Yu.

La raccolta del Té

La raccolta del Té

Molte sono le canzoni basate sulle varie attività inerenti al Tè, anche se i libri di storia ne parlano pochissimo, e ad oggi, si conoscono solamente le danze de La Lanterna della raccolta del Tè, una delle coreografie folkloristiche dell’etnia Han e diffusa nelle province del sud.

In generale, in questo balletto vi sono un uomo e una ragazza con dei nastri colorati appesi alla vita. L’uomo ha un bastone corto che rappresenta un bilanciere mentre le ragazze con la mano sinistra tengono un cesto da tè e con la destra un ventaglio. Essi cantano danzando per illustrare il lavoro delle fanciulle in una piantagione di tè.

Il teatro che evoca il raccolto del tè è nato direttamente dai canti e dalle danze sul tè; la sua nascita risalirebbe al periodo tra la metà e la fine della dinastia Qing.

All’inizio il teatro era simile alla danza del raccolto del Tè e tre persone recitavano ruoli differenti: quello del giovane, della ragazza e del clown.

Teatro Tradizionale Cinese

Teatro Tradizionale Cinese

Pur mantenendo la tradizione cantata e danzata del raccolto del Tè, il teatro si è ispirato ad altre forme teatrali che gli hanno permesso di offrire uno stile particolare e un colore folkloristico.

Molte opere teatrali cinesi, sia con temi antichi che contemporanei, hanno scelto come tema di fondo o principale delle attività legate al Tè.

Dal punto di vista cerimoniale molti sarebbero i rapporti tra la cerimonia nuziale e il Tè erisalirebbero all’epoca in cui la sua degustazione divenne popolare.

L’introduzione e l’integrazione della cultura del Tè nella cerimonia nuziale sono legate ai costumi che si sono formati in modo naturale durante la degustazione del tè con l’apparizione dei rituali al momento del servizio.

Per i cinesi, i caratteri del Tè sono i più importanti: purezza e fermezza, caratteri che corrispondono alla fedeltà coniugale e diverse sono le leggende popolari degli Han e di altre etnie cinesi presentano l’amore attraverso l’intermediario del Tè.

Purezza e fermezza del Buddha

Purezza e fermezza del Buddha

I Cinesi danno molta importanza alla cortesia nel momento in cui le persone fanno visita e offrire una tazza di Tè per accogliere i visitatori è un rito tradizionale.

Lasciare ripartire qualcuno senza avergliene offerta una tazza viene considerato un’offesa.

Un tempo, i poveri che non potevano comperare del Tè offrivano dell’acqua bollita tenuta al caldo, soprannominata “Tè bianco”.

Inizialmente, per degustare il Tè, si utilizzavano degli utensili comuni, ma con il diffondersi di questa usanza, apparve un servizio speciale da Tè, composto da teiera, tazze da Tè, vassoio ecc., ed il servizio da Tè cinese ha una lunga storia ed è legato allo sviluppo del vasellame.

Un tempo, il Tè era considerato una specie di verdura che si cuoceva comunemente in un utensile ordinario ma con il formarsi di una nicchia sociale oziosa, si incoraggiò la degustazione del Tè e del vino, moda che diede origine a una nuova domanda per il servizio da Tè, per cui apparvero utensili speciali che servivano a conservare, cuocere e degustare il Tè.

Sotto i Ming e i Qing la cottura del Tè si semplificò progressivamente, gli utensili utilizzati ugualmente, ma tale semplificazione d’altro canto richiese la qualità del servizio da Tè, soprattutto quello della teiera e della tazza.

Una buona teiera rifletteva bene il tempo, la moda e cultura dell’epoca ma a metà della dinastia Ming, per mettere in infusione del Tè era consuetudine utilizzare una teiera di terracotta rossa o di porcellana e ancora oggi un servizio da Tè è solitamente fabbricato in terracotta o in porcellana, ma si utilizza anche vetro, metallo, bambù, giada o agata.

Cortesia cinese

Cortesia cinese

La fama dei Tè corrisponde sovente alle condizioni geografiche, storiche e culturali, e dipende inoltre dalla forma particolare, dal colore, dal sapore e dal trattamento speciale delle loro foglie.

In epoche differenti sono nati differenti Tè celebri: il Tè verde Longjing, prodotto nel villaggio vicino al Xihu (Lago dell’Ovest), ad Hangzhou, considerato in Cina come uno dei paradisi sulla terra; il Tè nero dei monti Wuyi, la cui varietà più celebre è il Tè Wulong, uno dei tre grandi tipi di Tè nel mondo; il Tè Yunwu dei Monti Lushan, caratteristico dei Tè di alta montagna e che presenta grosse foglie verdi che emanano un aroma fragrante; il Tè verde Biluochun di Suzhou, coltivato nelle isole del lago Taihu e colto all’equinozio di primavera; è conosciuto per la finezza del suo trattamento e lo stile particolare del suo colore, del suo aroma e del suo sapore.

Altri tipi di Tè sono ugualmente rinomati, quali il Tieguanyin di Anxi, un’altra varietà di tè Wulong, il Maofeng, dei monti Huangshan, il Qihong, dell’Anhui, il Focha, di Putuo, uno dei quattro monti sacri del buddhismo cinese.

 

CHA NO YU – Cerimonia Giapponese
“Fai una deliziosa ciotola di Té.
Disponi la carbonella in modo da scaldare l’ acqua.
Arrangia I fiori come lo sono nei campi.
D’ estate, evoca la freschezza; d’inverno, il calore.
Precorri in ogni cosa il tempo. Preparati alla pioggia.
Dedica ai tuoi ospiti la massima attenzione.”

Le sette regole del Té secondo Sen Rikyu (1522-1591)
da “Piccola Enciclopedia del Te’ – Ed. Rizzoli

CHA NO YU - Cerimonia Giapponese

CHA NO YU - Cerimonia Giapponese

La cerimonia del te’ giapponese, di origine buddhista, si chiama  Cha no yu ovvero ‘acqua calda per il té’ e ancora oggi viene praticata con perfezione da alcune persone, e rappresenta l’ arte e lo stile di vita giapponese .

Secondo la regola, viene svolta in un padiglione riservato ad essa, il ‘chashitsu’, che è un locale arredato in maniera molto sobria a cui si accede da un giardino generalmente molto coreografico.

CHA NO YU

CHA NO YU

Al suo interno, in centro, c’è il focolare su cui viene posto il bollitore dell’acqua e in questa stanza, con un lungo rituale fatto di movenze lente e studiate, si prepara e si offre agli ospiti il Té Matcha, che è Té in polvere ottenuto da foglie di Gyokuro.

Questo viene preparato nella tradizionale ‘cha-wan’, la tazza per il Té, con l’ apposito ‘cha-sen’, un frustino in bambu che agita il preparato dopo essere stato prelevato in giusta dose con il ‘cha-saku’, il cucchiaio, dalla ‘cha-ire’, la scatola per il Té.

Assaggiare il Matcha è forse l’unico modo per capire veramente qual’è il gusto del Té, essa è una bevanda densa da colore vivo della giada, un sapore intenso perché dettato da elementi ancora ben presenti, come la clorofilla, nelle foglie coltivate appositamente e difese dalla luce del sole.

La cerimonia del Té è la quintessenza della perfezione dei gesti e dell’armonia del momento e trasporta i partecipanti in un mondo parallelo di piena contemplazione.

 

KUNG FU – Cerimonia Cinese

KUNG FU - Cerimonia Cinese

KUNG FU - Cerimonia Cinese

Il Té rappresenta un elemento molto importante per i cinesi che gli attribuiscono anche alcune simbologie, in quanto forma dell’essenza stessa della natura, arrivando addirittura a rappresentare anche i 5 elementi: Terra, Acqua, Legno, Fuoco, Metallo.

La Cerimonia del Té Kung Fu, detta Gongfu cha, implica un modo molto raffinato di bere il Té e arriva dalla regione del Fujian, nota per la sua produzione di foglie di grande pregio.

Abitualmente viene realizzata utilizzando foglie di Té di grande qualità, come ad esempio il Ti Kuan Yin, e degustando l’infusione con tazze di piccolissime dimensioni.

KUNG FU

KUNG FU

Questa è praticamente considerata la cerimonia cinese del Té.

Il termine Kung Fu ha due significati: il primo è legato all’ omonima arte marziale e, quindi, ad una certa disciplina, mentre il secondo indica una attività meticolosa svolta per un lungo periodo.

Ottimali per lo svolgimento della cerimonia del Kung Fu sono le straordinarie terrecotte di Yi-Xing appoggiate sul tradizionale vassoio in legno traforato per la raccolta dell’ acqua.

Per prepare bene il Gongfu Cha, bisogna portate ad ebollizione l’acqua e riempite la teiera, e attendete un paio di minuti.

Con la teiera vanno riempite in senso orario le varie tazze, fino allo svuotamento totale e nel caso in cui avanza dell’acqua fatela cadere nell’apposito contenitore.

Dopodiché svuotate la prima tazza nella seconda, e via dicendo, fino a passarle in rassegna tutte.

L’acqua sarà sempre fatta cadere nel contenitore e sarà servita a scaldare le tazze, così si arriva a mettere nella teiera le foglie di Té (oolong).

Si versa l’acqua sulle foglie e si riempite la teiera, lasciando in infusione per qualche istante, ripetendo il riempimento delle tazze come in precedenza con la teiera.

Arrivando a svuotare le tazze dal loro contenuto, questo primo Té non va bevuto, ma con le stesse foglie all’interno, riempite di nuovo la teiera e attendete per il tempo necessario all’ infusione.

Con il Té ottenuto riempite le tazze e abbiate l’accortezza di versare un dito di liquido in ogni tazza e fare più giri di riempimento per consentire a tutti di avere la stessa concentrazione di infuso, arrivando così a bere il vostro infuso, accompagnandolo con delle mandorle salate.

KONGFU

CHA - Té (Giapponese)

Tornando alle quattro parole fondamentali che, secondo Sen RiKyu, rispecchiano il più profondo significato della cerimonia del Té, cerchiamo di analizzare le stesse parole dalla prospettiva semantica dei caratteri cinesi.

Se facciamo una comparazione con il dizionario di cinese-italiano online di Infocina.net, vediamo che alla parola armonia riporta soltanto yōng 雍 mentre per la fonetica cinese del suono wa riporta wā – 蛙 che è rana, wá – 娃 che è bimbo, wā – 挖 che è il verbo scavare, wà – 瓦 che significa coprire (di tegole) e wà – 袜 che significa calza o calzino, ma in nessuno dei casi sembra che riporti una benchè minima corrispondenza con il senso della parola armonia (ma se vogliamo azzardare un’arbitraria connessione potremmo forse dire che l’armonia è una rana che gracchia come un bimbo che scava le buche coprendo il tetto come l’aderenza di un calzino? Sembra senza senso. NdA).

Se riportiamo la parola rispetto il dizionario invece usa fèng – 奉 che significa presentare con rispetto, dare in omaggio, ma anche ricevere, riverire, venerare, credere, professare, servire e attendere, mentre per kei non riporta nessuna significazione fonetica.

Con la parola purezza ci riferisce che esso corrisponde a chún dù – 纯度 ovvero alla composizione di due caratteri insieme che singolarmente chún – 纯 significa puro, genuino, non mescolato, mero, solo, esclusivo, ma anche esperto, perito, versato, se riferito ad una persona, mentre dù – 度 significa grado, intensità,  ma anche limite, occasione, volta, situazione da passare nel trascorrere del tempo, laddove per sei non riporta alcuna significazione fonetica.

Alla parola tranquillità riportiamo invece il carattere ān jìng – 安静, che significa anche quiete, pace, di persona tranquilla, silenziosa, quieta, che singolarmente ān – 安 di persona quieta, tranquilla, calma, che tranquillizza anche gli altri, che li calma, accontentandosi di essere qui e ora, in questo momento come salvo, sicuro, capace di generare potenza, recuperando la forza, laddove invece jìng – 静 rispecchia e rafforza l’essere tranquillo, sereno, calmo, pacato, silenzioso e ancora quieto, in cui per jaku non riporta significazioni.

In questo modo possiamo mettere a confronto i significati generandone di nuovi attraverso la loro coniugazione, della congiunzione dinamica dei loro significati.

GONG - KONG (Cinese)

GONG - KONG - KUNG (Cinese)

Jaku Wa Sei Jei

JAKU WA SEI JEI

In Giapponese Wa Kei Sei Jaku, che sono armonia, rispetto, purezza e tranquillità, formano i quattro principi fondamentali di Cha no yu, dell’acqua calda per il Té, meglio conosciuta come ‘Cerimonia del Té’, come affermato dal grande maestro Sen Rikyu (1522-1591).

Essi sono i principi che i praticanti del rito del tè si sforzano di integrare nella propria vita quotidiana, rispecchiando lo spirito e animo puro a cui si riferisce Sen Rikyu.

Pur non essendo veri e propri Zengo, frasi proverbiali dello Zen, queste quattro semplici parole suggeriscono uno stato d’animo che può essere raggiunto con l’assiduità di molta pratica.

Wa (armonia) è il massimo ideale per gli esseri umani. È l’interazione positiva tra padrone di casa e ospite durante una cerimonia del Té oppure tra persone in qualsiasi situazione della vita. Il Té implica la condivisione di momenti sereni tra padrone di casa e ospite, ed essa non è un’attività solitaria. L’armonia si estende alla natura, agli elementi tangibili come gli utensili per il Té, agli oggetti di uso quotidiano e alla vita stessa, in quanto solo “la vera armonia porta la pace”.

Kei (rispetto) è la capacità di comprendere e accettare gli altri, anche coloro che potrebbero non essere d’accordo con noi. Chi è gentile e umile con il prossimo ottiene rispetto. Attraverso il Té, il padrone di casa pensa all’ospite e l’ospite al padrone di casa. È questa continua condivisione e considerazione che rende la cerimonia del Té un incontro a cui si ripensa con piacere. Idealmente tutti coloro che si trovano nella stanza da Té sono allo stesso livello sociale. È importante trattare tutto e tutti con lo stesso rispetto, trattare gli utensili di varia qualità allo stesso modo. Il prezzo di un oggetto non dovrebbe dettare il modo in cui viene trattato. Così facendo si può riuscire ad avere un cuore puro e un rispetto sincero.

Sei (purezza) è la capacità di trattare sé stessi e gli altri con cuore puro e aperto. È l’essenza dell’insegnamento del tè. Questa purezza non è la pulizia assoluta dell’ambiente, ma soltanto un cuore puro, perchè solo con un cuore puro si possono realizzare armonia e rispetto. Quando il giardino del Té è pulito, il cuore e l’anima di una persona sono anch’essi purificati. Quando una persona indossa abiti puliti, questa purezza inoltre è tangibile. Un cuore puro non viene ostentato, ma è naturale. L’ideale di purezza di Sen Rikyu era l’aspetto naturale del giardino dopo essere stato pulito, con alcune foglie dell’albero cadute sul muschio appena curato.

Jaku (tranquillità) è il punto nella formazione e nella pratica in cui si raggiunge un livello di altruismo. Da un lato rappresenta l’obiettivo ultimo, dall’altro corrisponde a un nuovo inizio. Un vero maestro raggiunge questo massimo livello e poi mette in pratica gli ideali di armonia, rispetto e purezza, ricominciando da capo con un cuore fresco e illuminato. A questo punto è possibile realizzare le infinite possibilità della vita.

N.B.: Questa video riporta invece la cerimonia cinese del Tè.

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9 aprile 2011 - Pubblicato da | Aforismi, Arte, Ascoltare, Azioni, Cultura | , , , ,

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