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La porta senza porta


The Gateless Gate – Wu-men-kuan (Mumonkan)

La porta senza porta

La porta senza porta è quell’accesso invisibile al mondo sensibile del Nirvana, dimensione vivente che supera ogni immaginazione e che sfugge al più grande scienziato.

La porta senza porta è un varco senza porta, è un ingresso invisibile dove ogni cosa trova un senso e dove ogni senso trova il suo posto.

La porta senza porta è l’inizio di un mondo diverso radicato in una cultura complessa che incontra e accompagna altre, una dottrina che segna un’epoca per la storia dell’estremo oriente e dell’asia orientale, come anche per la storia del mondo.

Il buddhismo Chan vive nell’opera di questa tradizione.

Buona lettura!

Vincenzo Di Maio

 

Laying Buddha

LA PORTA SENZA PORTA

Tratto da : Centro Nirvana
Nota: Questo testo è sotto copyright, ma la libera distribuzione tramite Internet è permessa.

L’autore è il Maestro Ch’an Cinese Wu-men Hui-hai (in giapponese Mumon Ekai, 1183-1260).Traduzione in Inglese del tardo maestro Zen Katsuki Sekida (Due Zen Classici, 26-137)

L’originale testo Cinese è stato preso dal seguente sito web giapponese: Mu Mon Kan Wo Yo Mu che lo ha ripreso in Giapponese dal libro Mumonkan, pubblicato in Giappone da Iwanami Bunkõ.

Sfortunatamente, alcuni caratteri Cinesi non furono trovati in questo sito. Tuttavia, essi sono meno del 1% del testo. Dove questi ideogrammi sono definiti, è stato usato il sistema Cinese con cui erano nati (Big 5). C’erano anche ideogrammi che sembravano semplici quadrati neri, senza chiarimenti. Questi sono stati sostituiti con caratteri fittizi (quadrati vuoti).

 

Chan Buddhism

Prefazione di Mumon

Il Buddismo fa della mente la sua base e della Non-Porta la sua Porta. Ora, come attraversare questa Non-Porta? Si dice che le cose che entrano attraverso la porta non potranno mai essere i vostri propri tesori. Tutto ciò che è ottenuto da circostanze esterne alla fine dovrà perire.

Tuttavia, un simile detto sta già sollevando onde benché non vi sia vento. Sta tagliando la pelle immacolata. Così, coloro che cercano di capire attraverso le parole di altre persone, sono come quelli che tentano di colpire la luna con un bastone; o si grattano la scarpa, mentre è il piede che prude. Che cosa hanno a che fare essi con la verità?

Nell’estate del primo anno di Jõtei, Ekai era nel Tempio di Ryûshõ, e lavorava coi monaci come capo-monaco, utilizzando i casi degli antichi maestri come mattoni per battere alla porta, e per farli avanzare a seconda delle loro rispettive capacità. Il testo fu scritto non seguendo alcun schema, ma solo per fare una raccolta di quarantotto casi.

Fu chiamato Wu-men-kuan (giap. Mumonkan), “La Porta Senza Porta”. Un uomo determinato si spingerà inflessibilmente avanti per la sua Via, nonostante tutti i pericoli. Ed allora, perfino il Nata (divinità) ad otto-braccia non potrà impedirglielo. Perfino i quattro sette dell’Ovest e i due tre dell’Est dovrebbero implorare per la loro vita. Se uno non ha determinazione, allora è come gettare uno sguardo su un cavallo che galoppa fuori della finestra: in un batter di ciglia, esso sarà andato.

Strofa – La Grande Via è senza porta, avvicinata in mille modi. Una volta oltrepassata la soglia, si volerà attraverso l’universo.

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Caso 1- Il “Mu” di Jõshû

Un monaco chiese a Jõshû, “Un cane ha la Natura di Buddha?” Jõshû rispose, “Mu” (No!).

Il Commento di Mumon – Per maestroggiare lo Zen, si deve oltrepassare la barriera dei patriarchi. Per ottenere questa sottile realizzazione, bisogna completamente modificare la Via di pensare.

Se non si oltrepassa la barriera, e non si elimina il vecchio modo di pensare, allora si sarà come un fantasma che si aggrappa ai cespugli ed alle erbacce.

Ora, io voglio chiedervi, qual’è la barriera dei patriarchi?

E’ questa sola parola, “Mu”(vacuità). Perché quella è la ante-porta per lo Zen.

E quindi essa è chiamata il “Mumonkan dello Zen.”

Se passate attraverso di essa, voi non solo vedrete Jõshû faccia a faccia, ma andrete anche di pari passo coi successivi patriarchi, arricciando le vostre sopracciglia con loro, vedendo con gli stessi occhi, sentendo con gli stessi orecchi. Non è una prospettiva deliziosa?

Non gradireste oltrepassare questa barriera?

Risvegliate il vostro intero corpo con le sue trecentosessanta ossa e giunture, ed i suoi ottanta-quattromila pori della pelle; fate appello ad uno spirito di grande dubbio e concentratevi su questa parola “Mu”. Portatela in mente continuamente, giorno e notte. Non formatevi una concezione nichilistica della vacuità, né una concezione relativa di “c’è” o “non-c’è”. Sarà proprio come se aveste ingoiato una palla di ferro incandescente, che non potete sputare fuori anche se ci provate.

Tutte le idee illusorie e i pensieri ingannevoli finora accumulati saranno sterminati, e quando sarà giunto il tempo, l’interno e l’esterno saranno spontaneamente riuniti. Voi lo conoscerete, ma solo per voi soli, come un muto che ha avuto un sogno e non può riferirlo a nessuno.

Poi all’improvviso, tutt’ad un tratto avverrà un’esplosiva conversione, e voi potrete stupire i cieli e scuotere la terra. Sarà come se portaste via la grande spada del coraggioso generale Kan’u e la teneste nella vostra mano. Quando incontrerete il Buddha, lo ucciderete; quando incontrerete i patriarchi, pure li ucciderete. Sull’orlo tra la vita e la morte, comanderete in perfetta libertà; tra i sei mondi ed i quattro modi di esistenza, voi godrete un dolce e piacevole samadhi.

Ora, voglio ancora chiedervi, “Come eseguirete tutto ciò?”

Impiegate ogni grammo della vostra energia per lavorare su questo “Mu!”. Se lo manterrete dentro senza interruzione, vedrete: una sola scintilla, e la santa candela è accesa!

La Strofa di Mumon – Il cane, la Natura di Buddha, la dichiarazione, perfetta e finale. Prima che possiate dire che ce l’ha o non ce l’ha, sarete belli che morti.

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Caso 2 – la Volpe di Hyakujõ

Quando Hyakujõ Oshõ declamava una certa serie di sermoni, un vecchio seguiva sempre i monaci nella sala principale e li ascoltava. Quando i monaci lasciavano la sala, anche il vecchio se ne andava. Tuttavia, un giorno lui rimase dentro, e Hyakujõ gli chiese “Chi sei tu, che te ne stai qui davanti a me?”

Il vecchio rispose: “Io non sono un essere umano. Nell’antichità, al tempo di Buddha Kashyapa, io ero un capo-monaco e vivevo qui su questa montagna. Un giorno uno studente mi chiese, ‘Può un uomo illuminato cadere sotto il giogo della causalità, o no?’

Io risposi, ‘No, lui non può’. Da allora in poi io fui condannato a subire cinquecento rinascite come volpe. Ora io ti imploro di darmi la parola giusta per liberarmi da questa mia vita da volpe. Così, dimmi, può un uomo illuminato cadere sotto il giogo della causalità, o no?”

Hyakujõ rispose, “Egli non può ignorare la causalità”.

Non appena il vecchio uomo ebbe sentito queste parole, lui fu illuminato. Prostrandoglisi, egli disse, “Io sono liberato da questa mia vita da volpe e me ne resterò su questa montagna. Ma io ho ancora un favore da chiederti: per favore, seppellisci questo mio corpo, come quello di un monaco morto.”

Hyakujõ fece battere il martelletto dal direttore dei monaci per informare ciascuno che dopo il pasto di mezzogiorno vi sarebbe stato un servizio funebre per un monaco morto. I monaci si chiesero il perché, dicendo, “Tutti siamo in buona salute; nessuno è ammalato. Che significa questo?”

Dopo il pasto Hyakujõ condusse i monaci ai piedi di una roccia sul lato esterno della montagna e col suo bastone toccò il corpo morto di una volpe ed effettuò la cerimonia di cremazione.

Quella sera, lui salì sul palco e rivelò ai monaci l’intera storia.

Allora Õbaku gli chiese, “Il vecchio diede la risposta sbagliata, e quindi fu condannato ad essere una volpe per cinquecento rinascite. Ora, supponi che lui avesse dato la risposta corretta, che cosa sarebbe accaduto poi?”

Hyakujõ disse, “Vieni qui da me, e te lo dirò”.

Õbaku salì da Hyakujõ e si circondò le orecchie con le mani.

Hyakujõ con una risata battè le sue mani ed esclamò, “Pensavo che il barbaro avesse una barba rossa, ma ora io vedo di fronte a me il vero barbaro rosso-barbuto stesso!”

Il Commento di Mumon – Non cadere sotto il giogo della causalità: come ha potuto ciò fare di un monaco una volpe? Non ignorare la causalità: come ha potuto ciò illuminare il vecchio?

Se riuscite a capire questo, comprenderete come il vecchio Hyakujõ avrebbe goduto cinque-cento rinascite come volpe.

La Strofa di Mumon – Non cadendo, non ignorando: due facce di una stessa medaglia. Non ignorando, non cadendo: Mille errori, un milione di errori.

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Caso 3 – Gutei solleva un Dito

Ogni qualvolta a Gutei Oshõ si chiedeva dello Zen, lui semplicemente sollevava il dito.

Una volta un visitatore chiese all’attendente di Gutei, “Cosa insegna il tuo maestro?”

Il ragazzo subito sollevò il suo dito. Sentendo ciò, Gutei tagliò con un coltello il dito del ragazzo.

Il ragazzo, gridando di dolore, cominciò a fuggire.

Gutei lo chiamò, e quando lui si voltò, Gutei sollevò il dito.

Il ragazzo fu improvvisamente illuminato.

Quando Gutei era prossimo a morire, egli disse ai suoi monaci assemblati, “io ricevetti un unico dito-Zen da Tenryû e lo usai per tutta la mia vita, ma ancora non l’ho esaurito”.

Appena ebbe finito di dire questo, lui entrò nell’eterno Nirvana.

Il Commento di Mumon – L’illuminazione di Gutei e del ragazzo non fu dipendente dal dito.

Se capite questo, Tenryû, Gutei, il ragazzo, e voi stessi state tutti correndo con uno spiedo.

La Strofa di Mumon – Gutei ha fatto diventare il vecchio Tenryû uno sciocco, Emancipando il ragazzo con un solo taglio, Proprio come Kyorei spaccò il Monte Kasan Per farvi passare attraverso il Fiume Giallo.

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Caso 4 – Il Barbaro Occidentale senza Barba

Wakuan disse, “Perché il Barbaro Occidentale non ha nessuna barba?”

Il Commento di Mumon – Lo Studio dovrebbe essere vero studio, l’Illuminazione dovrebbe essere vera illuminazione. Voi dovreste una volta incontrare direttamente questo barbaro per essere veramente intimi con lui. Ma dire che voi siete già veramente intimi con lui divide in due ognuno di voi.

La Strofa di Mumon – Non discutete del vostro sogno davanti ad uno sciocco. Un Barbaro senza barba oscura la chiarezza.

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Caso 5 – Lo “Stare su un Albero” di Kyõgen

Kyõgen Oshõ disse, “Vi è un uomo su un albero che pende da un ramo con la sua bocca; le sue mani non afferrano il ramo, i suoi piedi non poggiano sulla terra. Qualcuno appare sotto l’albero e gli chiede, ‘Qual’è il significato della venuta di Bodhidharma dall’Ovest?’ Se non risponde, egli rifiuta di rispondere alla domanda. Se lui risponde, perderà la sua vita. Cosa fareste voi in tale situazione?”

Il Commento di Mumon – Anche se la vostra eloquenza è fluente come un fiume, non è di alcun profitto. Anche se voi foste in grado di esporre tutta la letteratura Buddista, questo non servirebbe a niente. Se siete capaci di risolvere questo problema, avrete ridato vita alla Via che era morta fino a questo momento e avrete distrutto la via che finora era viva.

Altrimenti dovrete aspettare Maitreya Buddha e chiedere a lui.

La Strofa di Mumon – Kyõgen è davvero avventato; Il suo velenoso vizio è infinito. Egli chiude le bocche dei monaci, e occhi da diavolo sprizzano dai loro corpi.

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Caso 6 – Il Buddha solleva un Fiore

Quando Shakyamuni Buddha stava sul Monte Grdhrakuta, egli sollevò un fiore davanti ai suoi ascoltatori. Ognuno rimase in silenzio. Solamente Mahakashyapa irruppe in un ampio sorriso.

Il Buddha disse, “Io ho il Vero Occhio del Dharma, la Meravigliosa Mente del Nirvana, la Vera Forma del Senza-forma e la Sottile Porta del Dharma, indipendenti dalle parole e trasmessi al di là della dottrina. Questo è ciò che io ho affidato a Mahakashyapa.”

Il Commento di Mumon – Gautama dal volto dorato invero trascurò i suoi ascoltatori.

Egli trasformo la bellezza in male e vendette carne di cane spacciata come carne di montone.

Lui stesso pensò che era meraviglioso.

Tuttavia, se nel pubblico tutti avessero riso, come si poteva trasmettere il suo Vero Occhio?

E ancora, se Mahakashyapa non avesse sorriso, come l’avrebbe potuto trasmettere il Buddha?

Se dite che il Vero Occhio di Dharma può essere trasmesso, allora l’uomo dal volto dorato è come un viscido furbastro di città che inganna il goffo abitante di paese.

Se dite che non può essere trasmesso, allora perché il Buddha approvò Mahakashyapa?

La Strofa di Mumon – Sollevando un fiore, il Buddha tradì la sua coda arricciata. Al sorriso di Mahakashyapa, cielo e terra furono sconcertati.

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Caso 7 – Il “Lava la tua Ciotola” di Jõshû

Un monaco disse a Jõshû, “Io sono appena entrato in questo monastero. Per favore insegnami.”

“Hai mangiato la tua crema di farina e latte di riso?” chiese Jõshû.

“Sì, l’ho fatto”, rispose il monaco.

“Allora, adesso è meglio che lavi la tua ciotola”, disse Jõshû.

Con questo, il monaco ottenne l’intuizione.

Il Commento di Mumon – Non appena egli apre la bocca, Jõshû mostra la sua colecisti. Egli fa vedere il suo cuore e fegato. Mi chiedo se questo monaco abbia realmente sentito la verità. Io spero che lui non abbia sbagliato prendendo la campana per una giara.

La Strofa di Mumon – Sforzandosi di interpretare chiaramente, si ritarda il proprio conseguimento. Non sai che la fiamma è fuoco? Il vostro riso è stato da tempo cucinato.

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Caso 8 – Keichû, il Fabbricante di Ruote

Gettan Oshõ disse, “Keichû, il primo fabbricante di ruote fece un carro le cui ruote avevano cento raggi. Ora, supponete di prendere un carro e di rimuoverne sia le ruote che l’asse. Che cosa avreste?”

Il Commento di Mumon – Se qualcuno può direttamente padroneggiare questo argomento, il suo occhio sarà come una meteora, il suo spirito come un bagliore del fulmine.

La Strofa di Mumon – Quando si girano le ruote spirituali, Perfino il maestro non riesce a seguirle. Esse viaggiano in tutte le direzioni, di sopra e di sotto, a nord, sud, est, ed ovest.

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Caso 9 – Daitsû Chishõ Buddha

Un monaco chiese a Kõyõ Seijõ, “Daitsû Chishõ Buddha sedette in zazen per dieci kalpa e non poté raggiungere la Buddhità. Malgrado il nome, egli non divenne un Buddha. Com’è possibile?”

Seijõ disse, “La tua domanda è piuttosto ovvia”.

Il monaco chiese, “Egli meditò così a lungo; perché non poté raggiungere la Buddhità?”

Seijõ disse, “Perché lui non divenne un Buddha!”

Il Commento di Mumon – Ammettiamo la realizzazione del barbaro, ma non la sua compren-sione. Quando un uomo ignorante realizza questo, egli è un saggio.

Quando un saggio comprende ciò, egli è un ignorante.

La Strofa di Mumon – Meglio emancipare la vostra mente che il vostro corpo; Quando la mente è emancipata, il corpo è libero, Quando corpo e mente, sono entrambi emancipati, Anche dèi e spiriti ignorano il potere mondano.

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Caso 10 – Seizei è Improvvisamente Indigente

Seizei disse a Sõzan, “Seizei è improvvisamente diventato indigente. Lo sosterrai?”

Sõzan esclamò, “Seizei!”

Seizei rispose, “Sì, signore!”

Sõzan disse, “Hai bevuto tre coppe del vino più eccellente che c’è in Cina, eppure tu dici che non hai ancora inumidito le tue labbra!”

Il Commento di Mumon – Seizei finse di ritirarsi. Qual’era il suo schema? Sõzan aveva l’occhio di Buddha e vide le motivazioni del suo oppositore. Tuttavia, io voglio chiedervi, a che punto Seizei bevve il vino?

La Strofa di Mumon – Povero come Hantan, con una mente come (quella di) Kõu; Senza mezzi di sostentamento, egli osa rivaleggiare con il più ricco.

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Caso 11 – Jõshû Vede gli Eremiti

Jõshû andò al cottage di un eremita e chiese, “C’è il maestro? C’è il maestro?”

L’eremita alzò il suo pugno.

Jõshû disse, “L’acqua è troppo poco profonda per ancorare qui”, e andò via.

Arrivando al cottage di un altro eremita, lui chiese di nuovo, “C’è il maestro? C’è il maestro?”

Anche questo eremita alzò il suo pugno.

Jõshû disse, “Libero di dare, libero di prendere, libero di uccidere, libero di salvare”, e poi fece un profondo inchino.

Il Commento di Mumon – Entrambi gli eremiti alzarono i loro pugni; perché uno fu accettato e l’altro respinto? Ditemi, qual’è la difficoltà qui?

Se saprete dare una risposta per chiarire questo problema, capirete che la lingua di Jõshû non ha dentro l’osso, ora aiutando gli altri, ora buttandoli giù, con perfetta libertà.

Tuttavia, devo ricordarvi: i due eremiti potrebbero anche aver capito Jõshû.

Se dite che c’è da fare una scelta tra i due eremiti, voi non avete l’occhio di realizzazione.

Se dite che non c’è alcuna alternativa tra i due, voi non avete nessun occhio di realizzazione.

La Strofa di Mumon – L’occhio come una meteora, lo spirito come un’illuminazione; Una lama apportatrice di morte, una spada che dona la vita.

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Caso 12 – Zuigan Chiama il Suo Maestro

Zuigan Gen Oshõ chiamava se-stesso ogni giorno, “Maestro!” e rispondeva, “Sì, signore!”

Poi lui diceva, “Stai sempre sveglio!” e rispondeva, “Sì, signore!”

“D’ora in avanti, non essere mai ingannato dagli altri!” “No, io non lo sarò!”

Il Commento di Mumon – Il vecchio Zuigan compra e vende se-stesso. Egli prende diverse maschere da dio e maschere da demone le indossa e gioca con esse. Perché, eh?

Uno chiama e l’altro risponde; uno rimane sveglio, l’altro dice che lui non sarà mai ingannato.

Se vi fissate su ciascuno di essi, farete un grosso sbaglio.

Se volete imitare Zuigan, vi trasformerete in una volpe.

La Strofa di Mumon – Aggrappandosi all’illusorio stato di coscienza, Gli studenti della Via non realizzano la verità. Il seme di nascita e morte attraverso le infinite eternità: Lo stolto lo chiama come se fosse l’originale vero ‘sé’.

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Caso 13 – Tokusan solleva le Sue Ciotole

Un giorno Tokusan scendeva verso la sala da pranzo, tenendo le sue ciotole.

Seppõ lo incontrò e chiese, “Dove vai con le tue ciotole? La campana non ha preavvisato, ed il tamburo non ha suonato”. Tokusan si voltò e risalì nella sua stanza.

Seppõ raccontò questo fatto a Gantõ che rimarcò, “Tokusan è famoso, ma non conosce l’ultima parola”.

Tokusan sentì questo commento e mandò il suo attendente a dire a Gantõ: “Non mi approvi?” gli chiese. Gantõ sussurrò il significato del suo dire. Al momento Tokusan non disse niente, ma il giorno dopo lui salì sul podio, e si vide subito che era molto diverso dal solito!

Gantõ, andando verso il nord della sala, battè le sue mani e rise rumorosamente, dicendo, “Congratulazioni! Il nostro vecchio uomo ha imparato a dire l’ultima parola! D’ora in poi, in questo paese, nessuno potrà superarlo!”

Il Commento di Mumon – Quanto all’ultima parola, né Gantõ né Tokusan se l’erano mai sognata! Se guardate bene alla questione, scoprite che essi sono come burattini sulla mensola!

La Strofa di Mumon – Se realizzate il primo, voi dominerete anche l’ultimo. Il primo e l’ultimo, non sono una parola!.

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Caso 14 – Nansen Taglia il Gatto in Due

Nansen Oshõ vide i monaci delle sale Orientali e Occidentali che litigavano per un gatto.

Egli prese il gatto e disse, “Se saprete dare una risposta, salverete il gatto. Se no, io l’ucciderò”.

Nessuno seppe rispondere, e Nansen tagliò il gatto in due.

Jõshû ritornò quella sera, e Nansen gli raccontò dell’incidente.

Jõshû prese i suoi sandali, se li mise sulla testa, e se ne andò fuori.

“Se tu fossi stato qui, avresti salvato il gatto”, rimarcò Nansen.

Il Commento di Mumon – Ditemi, che cosa volle intendere Jõshû quando si mise i sandali in testa? Se saprete dare una risposta a questo, vedrete che quella frase di Nansen fu detta con buona ragione. Se no, “Pericolo!”

La Strofa di Mumon – Se Jõshû fosse stato presente, avrebbe fatto l’opposto; Quando la spada è sfoderata, perfino Nansen implora per la sua vita.

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Caso 15 – I Sessanta Colpi di Tõzan

Tõzan venne a studiare da Unmon. Unmon chiese, “Da dove vieni?” “Da Sato”, rispose Tõzan.

“Dove sei stato durante l’estate?”

“Beh, ero al monastero di Hõzu, a sud del lago”.

“Quando sei andato via da là?”, chiese Unmon.

“Il 25 Agosto” fu la replica di Tõzan. “Allora ti risparmio sessanta colpi”, disse Unmon.

Il giorno dopo Tõzan andò da Unmon e gli disse, “Ieri tu hai detto che mi risparmiavi sessanta colpi. Ora ti prego di dirmi, dove era la mia colpa?”

“Oh, tu, sacco di riso!” gridò Unmon. “Cosa vai in giro a vagare, ora ad ovest del fiume, ora a sud del lago?”. AlloraTõzan giunse ad una potente esperienza di illuminazione.

Il Commento di Mumon – Se Unmon avesse dato a Tõzan il vero cibo dello Zen e l’avesse incoraggiato a sviluppare un attivo spirito Zen, la sua scuola non sarebbe declinata come poi avvenne.

Tõzan ebbe una tormentosa lotta durante tutta la la notte, perso nel mare di giusto e sbagliato. Egli giunse ad un totale vicolo cieco. Dopo aver atteso l’alba, lui di nuovo andò da Unmon, ed Unmon gli costruì di nuovo un ritratto di Zen.

Anche se lui fu direttamente illuminato, Tõzan non poteva essere chiamato ‘brillante’.

Ora, voglio chiedervi, a Tõzan si sarebbe dovuto dare i sessanta colpi o no?

Se dite di sì, voi ammettete che tutto l’universo dovrebbe essere colpito.

Se dite di no, allora voi accusate Unmon di dire una bugia.

Se realmente comprendete il segreto, voi sarete in grado di respirare lo spirito dello Zen con la stessa bocca di Tõzan.

La Strofa di Mumon – Il leone aveva un segreto per confondere il suo cucciolo; Il cucciolo si acquattò, saltò su, e si gettò in avanti. La seconda volta, una mossa casuale condusse allo scacco matto. La prima freccia era leggera, ma la seconda andò in profondità.

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Caso 16 – Quando Suona la Campana

Unmon disse, “Il mondo è enorme e vasto. Perché quando suona la campana indossate il manto fatto con sette-pezzi?”

Il Commento di Mumon – Studiando lo Zen, voi non dovreste ondeggiare a causa di suoni e forme. Anche se riusciste a raggiungere l’intuizione profonda sentendo una voce o vedendo una forma, questo è semplicemente la Via ordinario delle cose.

Non sapete che il vero studente Zen comanda i suoni, controlla le forme, è chiaroveggente in ogni evento e libero in ogni occasione? Ammesso che voi siate liberi, ora ditemi: E’ il suono che arriva all’orecchio o è l’orecchio che va verso il suono?

Se il suono ed il silenzio muoiono entrambi, in una tale unione come si può parlare di Zen?

Mentre ascoltate con le vostre orecchie, non potete parlare. Ma quando sentirete con i vostri occhi, allora sarete veramente interiori.

La Strofa di Mumon – Con la realizzazione, le cose diventano una sola famiglia; Senza la realizzazione, le cose sono separate in mille forme. Senza la realizzazione, le cose sono un’unica famiglia; Con la realizzazione, le cose sono separate in mille modi.

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Caso 17 – Chû, l’Insegnante Nazionale fa Tre Chiamate

L’Insegnante Nazionale chiamò il suo attendente tre volte, e tre volte l’attendente rispose.

L’Insegnante Nazionale disse, “Io temevo che stavo per tradirti, ma in realtà eri tu che mi stavi tradendo”.

Il Commento di Mumon – L’Insegnante Nazionale chiamò tre volte, e la sua lingua precipitò in terra. L’attendente rispose tre volte, e lui diede la sua risposta con splendore.

L’Insegnante Nazionale era vecchio e solitario; egli aveva un capo mandriano e lo costringeva a mangiare erba. L’attendente non ne aveva nessuno. Il cibo delizioso ha poca attrazione per un uomo che è sazio. Ditemi, in quale punto vi fu il tradimento?

Quando il paese è fiorente, il talento è apprezzato. Quando la casa è ricca, i figli sono superbi.

La Strofa di Mumon – Egli portava un giogo di ferro senza buchi, E lasciò una maledizione per agitare i suoi discendenti. Se volete sollevare il cancello e le porte, Dovrete scalare una montagna di spade a piedi nudi.

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Caso 18 – Il “Masagin” di Tõzan

Un monaco chiese a Tõzan, “Cos’è il Buddha?”

Tõzan rispose, “Masagin!” [tre libbre di lino].

Il Commento di Mumon – Il vecchio Tõzan raggiunse lo Zen povero di un mollusco. Lui aprì un pò le due metà del guscio e mise in mostra tutto il fegato e gli intestini all’interno. Ma ditemi, voi come vedete Tõzan?

La Strofa di Mumon – “Tre libbre di lino” vengono a spazzare via tutto; Misteriose furono le parole, ma ancor più misterioso era il significato. Quelli che disputano tra giusto e sbagliato, e quelli schiavi del giusto e sbagliato.

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Caso 19 – “La Mente Ordinaria È la Via” di Nansen

Jõshû chiese a Nansen, “Qual’è la Via?”

Nansen rispose, “La mente ordinaria è la Via”.

“Come posso fare a trovarla?” chiese Jõshû.

“Se la cerchi, sarai separato da essa”, rispose Nansen.

“Come posso conoscere la Via se non la cerco?” insistette Jõshû.

Nansen disse, “La Via non è un fatto di conoscerla o non conoscerla. Conoscere è illusorio; non conoscere è confusione. Quando senza possibilità di dubbio sei realmente arrivato alla vera Via, la troverai tanto vasta ed illimitata come lo spazio esterno. Come si può parlare di essa a livello di giusto e sbagliato?”

A queste parole, Jõshû giunse ad una realizzazione improvvisa.

Il Commento di Mumon – Nansen si dissolse e si squagliò di fronte alla domanda di Jõshû, e non poté offrire un chiarimento plausibile. Anche se Jõshû giunse ad una realizzazione, egli dovrà scavare in se-stesso per altri trent’anni prima di poterlo pienamente comprendere.

La Strofa di Mumon – Fiori in primavera, la luna in autunno; Le brezze in estate, la neve d’ inverno. Se cose inutili non ingombrano la vostra mente, Voi avrete i migliori giorni della vostra vita.

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Caso 20 – L’Uomo di Grande Forza

Shõgen Oshõ chiese, “Perché un uomo di grande forza non solleva le sue gambe?”

E lui disse anche, “non è la lingua con la quale egli parla”.

Il Commento di Mumon – Bisogna dire che Shõgen ci mostra tutto il suo stomaco ed i suoi intestini. Ma ahimè, nessuno può apprezzarlo!

Ed anche se qualcuno potesse apprezzarlo, fatelo venire da me, ed io lo colpirò severamente.

Perché? Se volete trovare oro puro, dovete vederlo attraverso il fuoco.

La Strofa di Mumon – Alzando le sue gambe, lui scalcia il Profumato Oceano; Abbassando la sua testa, guarda in giù sul quarto cielo del Dhyana. Non c’è nessun spazio grande abbastanza per il suo corpo. Ora, qualcuno scriverà qui l’ultima riga.

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Caso 21 – Il “Kanshiketsu” di Unmon

Un monaco chiese ad Unmon, “Cos’ è il Buddha?”

Unmon rispose, “Kanshiketsu!” [Un bastone per il cesso].

Il Commento di Mumon – Unmon era troppo povero per preparare il cibo semplice, troppo occupato per parlare dalle note. Egli in modo troppo frettoloso nominò lo shiketsu per sostenere la Via. Così si prefigurò il declino del Buddismo.

La Strofa di Mumon – Lampi che balenano, scintille che sprizzano; Il momento che sta lampeggiando, è perso per sempre.

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Caso 22 – Il “Butta giù lo Stendardo” di Kashyapa

Ananda chiese a Kashyapa, “L’Onorato nel Mondo ti ha dato il mantello dorato; ti ha dato anche qualcos’altro?”

“Ananda!” gridò Kashyapa.

“Sì, signore!” rispose Ananda.

“Butta giù lo stendardo sulla porta”, disse Kashyapa.

Il Commento di Mumon – Se a questo punto sapete cosa dire, vedrete che l’assemblea sul Monte Grdhrakuta sta ancora continuando solennemente.

Se così non è, allora questo è ciò di cui Vipasyin Buddha si preoccupava dall’antichità; e fino ad ora egli non ha ancora acquisito l’essenza.

La Strofa di Mumon – Ditemi – domanda o risposta – chi era più interiore? Molti hanno aggrottato le loro sopracciglia su questo; Il fratello più vecchio chiama, il fratello più giovane risponde, e tradiscono il segreto di famiglia. Essi ebbero una sorgente speciale, non una di yin e yang.

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Caso 23 – Non Pensare né al Bene né al Male

Il sesto Patriarca fu inseguito dal monaco Myõ fino alla Montagna di Taiyu.

Il patriarca, vedendo arrivare Myõ, posò il manto e la ciotola su una roccia e disse, “Questo manto rappresenta la fede; non si dovrebbe lottare per averlo. Se vuoi portartelo via, prendilo ora”. Myõ tentò di portarselo via, ma esso era pesante come una montagna e non si spostava da lì. Esitante e tremante, lui gridò, “Io sono venuto per il Dharma, non per il mantello. Per favore, ti imploro, dammi la tua istruzione.”

Il patriarca disse, “Non pensare né al bene né al male. In questo stesso momento, qual’è il ‘sé’ originale del monaco Myõ?”

A queste parole, Myõ fu direttamente illuminato. Tutto il suo corpo era madido di sudore. Egli pianse e si prostrò, dicendo, “Oltre alle parole ed al significato segreto che tu mi hai appena rivelato, c’è ancora qualcos’altro, di più profondo?”

Il patriarca disse, “Ciò che io ti ho detto non è affatto segreto. Quando guardi nel tuo proprio vero sé, tutto quello che è più profondo, è trovato proprio là.”

Myõ disse, “Io fui per molti anni monaco sotto Õbai, ma io non potei realizzare il mio vero sé. Ma ora, ricevendo la tua istruzione, io so che è come un uomo che beve acqua e da solo sà se essa è fredda o calda. O mio fratello laico, tu ora sei il mio insegnante.”

Il patriarca disse, “Se dici così, entrambi chiameremo Õbai come nostro insegnante. Stai attento al tesoro e tieniti stretto ciò che hai raggiunto!”

Il Commento di Mumon – Il sesto Patriarca era, per così dire, interessato ad aiutare un uomo in emergenza, e dimostrò una gentilezza materna. È come se lui avesse sbucciato un fresco frutto e, rimossi i semi, ve li avesse messi in bocca, e chiesto a voi di ingoiarli.

La Strofa di Mumon – Non si può descriverlo; non si può dipingerlo; Non si può ammirarlo; non tentate di mangiarlo crudo. Il vostro vero ‘sé’ non ha nessun luogo per nascondersi; Quando il mondo è distrutto, esso non sarà distrutto.

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Caso 24 – Il Parlare ed il Silenzio di Fuketsu

Un monaco chiese a Fuketsu, “Sia il parlare che il silenzio, hanno il difetto di essere ri [azione interna della mente] o bi [azione esterna della mente]. Come possiamo evitare questi difetti?”

Fuketsu disse, “Io ricordo sempre la primavera in Kõnan,

Luogo in cui le pernici cantavano;

Com’erano fragranti gli innumerevoli fiori!”

Il Commento di Mumon – Lo spirito Zen di Fuketsu era come un lampo ed aprì un passaggio chiaro. Tuttavia, egli fu impigliato nelle parole del monaco e non poteva tagliarle.

Se voi potete realmente afferrare il problema, potrete trovare prontamente la via d’uscita.

Ora, mettendo da parte il linguaggio del samadhi, ditelo con le vostre proprie parole.

La Strofa di Mumon – Egli non usa una frase raffinata; Prima di parlare, egli l’ha già consegnata.

Se voi vi mettete a parlare a vanvera, Scoprirete di aver ormai perso la Via.

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Caso 25 – Il Sogno di Kyõzan

In un sogno, Kyõzan Oshõ sognò di andare al luogo di Maitreya e fu messo a sedere nel terzo posto. Un monaco anziano batté un martelletto e disse, “Oggi parlerà quello che sta nel terzo posto”. Kyõzan si alzò e, battendo il martelletto, disse, “La verità del Mahayana è aldilà dei quattro propositi e trascende le cento negazioni. Taichõ! Taichõ!” [Ascoltate la verità!]

Il Commento di Mumon – Ora ditemi, Kyõzan fece una predica, o non la fece? Se egli apre la bocca, è perso; se si sigilla la bocca, lui è perso. Ma anche se lui non apre né chiude la bocca, egli è a cento ed ottomila [miglia dalla verità].

La Strofa di Mumon – Nella vasta luce del giorno, sotto il cielo blu, Egli facendo credere che sia un sogno, Costruisce una storia mostruosa, E così tenta di ingannare l’intera folla.

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Caso 26 – Due Monaci arrotolano le Persiane

Quando i monaci si riunivano prima del pasto di mezzogiorno per ascoltare la sua conferenza, il grande Hõgen di Seiryõ indicò le persiane di bambù. Due monaci simultaneamente andarono e le arrotolarono su. Hõgen disse, “Uno guadagna, uno perde”.

Il Commento di Mumon – Ditemi, chi guadagnò e chi perse? Se avete l’occhio per penetrare il segreto, potrete vedere dove Seiryõ Kokushi sbagliò. Tuttavia, vi metto fortemente in guardia circa il discutere di guadagno e perdita.

La Strofa di Mumon – Arrotolando le persiane, il grande cielo è scoperto, Ma il grande cielo non arriva fino allo Zen. Perché non li gettate tutti giù dal cielo, E mantenete la vostra pratica così stretta che perfino l’aria non possa scappare?

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Caso 27 – Il “Non Mente, Non Buddha, Non Cose” di Nansen

Un monaco chiese a Nansen, “Vi è qualche Dharma che non sia stato predicato alle persone?”

Nansen rispose, “Si, c’è.”

“Quale è la verità che non è stata insegnata?” chiese il monaco.

Nansen disse, “Non c’è mente; non c’è Buddha; non ci sono le cose.”

Il Commento di Mumon – A questa domanda, Nansen usò tutto il suo tesoro e non fu affatto confuso.

La Strofa di Mumon – Discorrere troppo rovina la vostra virtù; Il Silenzio è davvero ineguagliabile. Lasciate che le montagne diventino il mare; Ed io non vi farò nessun commento.

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Caso 28 – Ryûtan Spegne la Candela

Tokusan chiese a Ryûtan di parlargli dello Zen, durante la notte.

Alla fine, Ryûtan disse, “Basta, adesso, è notte fonda. Perché non te ne vai a letto?”

Tokusan fece i suoi inchini ed alzò le tapparelle per controllare, ma lui fu colmato da oscurità. Rivolgendosi di nuovo a Ryûtan, egli disse, “Di fuori è scuro!”.

Ryûtan accese una candela di carta e gliela diede.

Tokusan stava quasi per prenderla quando Ryûtan la spense.

A quel punto, Tokusan ebbe all’improvviso una profonda esperienza e si inchinò.

Ryûtan disse, “Che genere di realizzazione hai avuto?”

“D’ora in poi”, disse Tokusan, “io non dubiterò più delle parole di un vecchio Oshõ che è famoso dappertutto sotto il sole.”

Il giorno dopo, Ryûtan salì sul podio e disse, “Io vedo un tipo fra di voi, le cui zanne sono come gli alberi di spade. La sua bocca è come una ciotola di sangue. Colpitelo con un bastone, ed egli non girerà nemmeno la testa per guardarvi. Un giorno o l’altro, lui scalerà la più alta delle vette e vi stabilirà la nostra Via!”.

Tokusan portò le sue note sul Sutra del Diamante in cima alla sala, le illuminò con una torcia e disse, “Anche se voi avete esaurito le dottrine più astruse, ciò è come mettere un capello in un enorme spazio. Anche se avete imparato tutti i segreti del mondo, è come una goccia d’acqua dispersa nel grande oceano”. Ed egli bruciò tutte le sue note.

Poi, facendo un inchino, prese commiato dal suo insegnante e se ne andò.

Il Commento di Mumon – Prima che Tokusan attraversasse la barriera dal suo luogo natio, la sua mente bruciava e la sua bocca emetteva amarezza. Egli andò verso sud, con l’intenzione di distruggere le dottrine della speciale trasmissione aldifuori dei sutra.

Quando arrivò sulla strada di Reishû, egli chiese ad una vecchia donna del cibo per “rinfrescarsi la mente”.

“O Egregio, che genere di letteratura porta nel Suo pacco?” chiese la vecchia donna.

“Commentari sul Sutra del Diamante”, rispose Tokusan.

La vecchia donna disse, “So che in quel sutra è detto, ‘La mente passata non può essere trattenuta, la mente presente non può essere trattenuta, la mente futura non può essere trattenuta’. Ora, gradirei chiederLe, quale mente sta cercando di rinfrescare?”

A questa domanda Tokusan fu stupito. Comunque, non rimase inerte alle sue parole ma chiese, “Conosce qualche buon insegnante qui?”

La vecchia donna disse, “A cinque miglia da qui Lei troverà Ryûtan Oshõ.”

Andando da Ryûtan, Tokusan portò il peggio di sé. Le sue prime parole furono incoerenti con quelle che poi disse in seguito. Quanto a Ryûtan, sembrò aver perso ogni senso della vergogna nella sua compassione verso il suo figlio. Trovando un po’ di cenere accesa nell’altro, sufficiente per avviare un fuoco, lui versò affrettatamente dell’acqua fangosa per annichilire subito tutto. Ma una riflessione un po’ più fresca ci dice che era tutta una farsa.

La Strofa di Mumon – Sentire il nome non può superare il vedere la faccia; Vedere la faccia non può superare di udirne il nome. Egli si è potuto salvare il naso, Ma ahimè! lui perse i suoi occhi.

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Caso 29 – “E’ la Vostra Mente che si Muove” del sesto Patriarca

Il vento stava agitando una bandiera del tempio, e due monaci avviarono un argomento. Uno diceva che la bandiera si muoveva, l’altro diceva che era il vento che si muoveva; Essi andarono avanti un bel pezzo a disputare ma non potevano giungere ad un’unica conclusione.

Allora il sesto Patriarca disse, “Non è il vento che si muove, non è la bandiera che si muove; è la vostra mente che si muove”. I due monaci furono colpiti da timore riverenziale e tacquero.

Il Commento di Mumon – Non è il vento che si muove; non è la bandiera che si muove; non è la mente che si muove. Come vedete voi il patriarca? Se arrivate a capire profondamente questa questione, potrete vedere che i due monaci cercando di comprare ferro, trovarono oro.

Il patriarca non poteva negare la sua compassione e corteggiare il disonore.

La Strofa di Mumon – Il vento, la bandiera, la mente, il muoversi; E’ tutto ugualmente da biasimare. Sapendo solamente come aprire la bocca, Sarete inconsapevoli della sua colpa nel parlare.

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Caso 30 – “Questa Stessa Mente È il Buddha” di Baso

Daibai chiese a Baso, “Che cos’è il Buddha?”

Baso rispose, “Questa stessa mente è il Buddha.”

Il Commento di Mumon – Se avete afferrato direttamente ciò che Baso intendeva dire, voi portate i vestiti del Buddha, mangiate il cibo del Buddha, parlate le parole del Buddha, fate le azioni stesse del Buddha, voi stessi siete un Buddha.

Tuttavia, ahimè! Daibai fece fuorviare non poche persone che presero il marchio sulla bilancia per il peso stesso. Come poteva egli comprendere che perfino il menzionare la parola “Buddha” dovrebbe farci sciacquare le nostre bocche per almeno tre giorni? Se un uomo di comprensione sente qualcuno dire “Questa stessa mente è il Buddha”, egli si turerà le orecchie e scapperà via.

La Strofa di Mumon – Il cielo blu ed il giorno luminoso, Non cercateli più all’intorno! “Che cos’è il Buddha?” vi chiedete: Col bottino in tasca, vi dichiarate innocenti.

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Caso 31 – Jõshû Investiga su una Vecchia Donna

Un monaco chiese ad una vecchia donna, “Qual è la Via per Taisan?”

La vecchia donna disse, “Proegui diritto”.

Quando il monaco era andato avanti alcuni passi, lei disse, “Un bravo e rispettabile monaco, ma anche lui va avanti così”.

In seguito, qualcuno parlò a Jõshû circa questo fatto.

Jõshû disse, “Aspettiamo un po’, poi andrò io ad investigare su quella vecchia donna per voi.”

Il giorno dopo, lui andò e fece la stessa domanda, e la vecchia donna diede la stessa risposta.

Al ritorno, Jõshû disse ai suoi discepoli, “Io ho investigato per voi la vecchia donna di Taisan.”

Il Commento di Mumon – La vecchia donna sapeva soltanto come sedere ancora nella sua tenda di campagna; lei non sapeva di esser stata adombrata come una spia. Sebbene il vecchio Jõshû si mostrava abba-stanza intelligente per prendere un campo e sommergere una fortezza, egli non dimostrò nessuna traccia di essere un grande comandante. Se guardiamo ad essi, entrambi hanno le loro colpe. Ma ditemi, cosa vide Jõshû nella vecchia donna?

La Strofa di Mumon – La domanda era come le altre, e la risposta fu la stessa. Sabbia nel riso, spine nel fango.

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Caso 32 – Un Filosofo Non-Buddista Interroga il Buddha

Un filosofo non-Buddista disse al Buddha, “Io non chiedo parole; Io non chiedo non-parole”.

Il Buddha si sedette soltanto, e il filosofo disse con ammirazione, “O Onorato dal Mondo, con la tua grande misericordia hai eliminato le nubi della mia illusione e mi hai reso abile per entrare nella Via”. E dopo aver fatto gli inchini, egli prese congedo.

Allora Ananda chiese al Buddha, “Cosa ha realizzato, per ammirarti così tanto?”

L’Onorato dal Mondo rispose, “Un cavallo eccellente corre anche all’ombra della frusta”.

Il Commento di Mumon – Ananda era il discepolo del Buddha, ma la sua comprensione non era simile a quella del devoto non-Buddista. Vorrei chiedervi, che differenza c’è tra il discepolo del Buddha e il filosofo non-Buddista?

La Strofa di Mumon – Sul filo della lama di una spada, Sulla cresta ghiacciata di un iceberg, Senza far i passi, e senza appigli, Ma scalando le rupi senza mani.

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Caso 33 – “Nessuna Mente, Nessun Buddha” di Baso

Un monaco chiese a Baso, “Cos’ è il Buddha?”

Baso rispose, “Nessuna mente, nessun Buddha!”

Il Commento di Mumon – Se voi capite questo, avete finito di studiare lo Zen.

La Strofa di Mumon – Mostrate una spada se incontrate uno spadaccino; Non offrite un poema finchè non incontrate un poeta. Quando state parlando, dite solo un terzo di quello; Non divulgate subito l’intero argomento.

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Caso 34 – “La Ragione Non È la Via” di Nansen

Nansen disse, “La mente non è il Buddha, la ragione non è la Via.”

Il Commento di Mumon – Nansen, diventato vecchio, non aveva vergogna. Solo aprendo la sua bocca maleodorante, lui fece scivolar via il segreto della famiglia. Però, assai pochi gli sono stati davvero grati per la sua gentilezza.

La Strofa di Mumon – Il cielo si schiarisce, il sole risplende brillante, Viene la pioggia, e la terra diventa bagnata. Lui apre il suo cuore ed espone l’intero segreto, Ma io temo che sia stato ben poco apprezzato.

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Caso 35 – “L’Anima Separata” di Seijõ

Goso disse ai suoi monaci, “L’anima di Seijõ si separò dal suo essere. Quale era il vero Seijõ?”

Il Commento di Mumon – Quando avrete realizzato ciò che è reale, potrete capire che noi passiamo da un involucro ad un altro, come viaggiatori che si fermano per una sola notte in un motel. Ma se voi ancora non l’avete realizzato, io sinceramente non vi consiglio di accostarvici in modo frettoloso e selvaggio.

Quando terra, acqua, fuoco, ed aria improvvisamente si separano, voi sarete come un granchio che si dibatte nell’acqua bollente con le sue sette od otto chele. Quando ciò accadrà, non dite che io non vi ho avvertiti!

La Strofa di Mumon – La luna aldisopra delle nubi è sempre la stessa; Valli e montagne sono separate l’una dall’altra. Tutti sono benedetti, tutti sono benedetti; Ma essi sono solo uno o invece sono due?

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Caso 36 – Quando Si Incontra un Uomo della Via

Goso disse, “Quando sul percorso si incontra un uomo della Via, non lo si incontri con parole o in silenzio. Ma ditemi, come lo si dovrà incontrare?”

Il Commento di Mumon – In un tale caso, se potete ottenere un incontro intimo con lui, esso certamente vi gratificherà. Ma se non potete, dovete essere attenti e guardinghi in ogni modo.

La Strofa di Mumon – Incontrando per strada un uomo della Via, Affrontatelo né con parole né col silenzio. Proprio come un pugno sulla mascella: Comprendetelo, se potete farlo direttamente.

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Caso 37 – “L’Albero di Quercia” di Jõshû

Un monaco chiese a Jõshû, “Qual è il significato della venuta in Cina di Bodhidharma?”

Jõshû disse, “L’albero di quercia nel giardino.”

Il Commento di Mumon – Se intimamente voi capite la risposta di Jõshû, non c’è nessun Shakya di fronte a voi, nessun Maitreya che debba venire.
La Strofa di Mumon – Le parole non possono esprimere le cose; Il mero parlare non converte lo spirito. Ondeggiando qui e là con le parole, si è persi; Bloccati dalle frasi, si è confusi e offuscati.

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Caso 38 – Un Bufalo Passa Davanti alla Finestra

Goso disse, “Un bufalo passa davanti alla finestra. La sua testa, le corna, e le quattro gambe sono passate. Ma perché non passa anche la coda?”

Il Commento di Mumon – Se fate un voltafaccia completo, aprite il vostro occhio, e date una risposta su questo punto, sarete in grado di ripagare i quattro tipi di amore che hanno favorito voi ed aiutato gli esseri senzienti nei tre reami che vi inseguono. Se però non siete in grado di far questo, ritornate a quella coda e riflettete su di essa, e allora per la prima volta forse realizzerete qualcosa.

La Strofa di Mumon – Passando davanti, si precipita in una fossa; Ritornando indietro, il che è peggio, ci si perde. Questa piccola coda, solo una piccola coda, Che razza di strana cosa, essa è!

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Caso 39 – Un Errore nel Parlare

Un monaco disse ad Unmon, “Lo splendore del Buddha silenziosamente illumina l’intero universo. . .”. Ma, prima che egli potesse finire il verso, Unmon disse, “Queste non sono forse le parole di Chõetsu il Genio?”

“Sì, lo sono”, rispose il monaco.

“Tu sei scivolato sul tuo parlare”, disse Unmon.

Successivamente, Shishin Zenji riprese la questione e disse, “Dimmi, a che punto il monaco errò nel suo parlare?”

Il Commento di Mumon – Se voi avete chiaramente capito ciò, e compreso quanto esigente fosse Unmon nel suo metodo, e ciò che fece errare il monaco nel suo parlare, siete qualificati per essere un insegnante del cielo e della terra. Se però non vi è ancora chiaro riguardo questo fatto, voi siete assai lontani dal salvarvi.

La Strofa di Mumon – Una riga cade nelle rapide, l’avido sarà preso. Prima che voii possiate aprire la bocca, la vostra vita è già persa!

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Caso 40 – Rovesciare una Bottiglia d’Acqua

Quando Isan Oshõ stava con Hyakujõ, lui era tenzo [capo-cuoco] del monastero.

Hyakujõ volle scegliere un maestro per Monte Tai-i, così lui chiamò a raccolta tutti i monaci e disse loro che chiunque avesse potuto rispondere alla sua domanda in modo notevole sarebbe stato scelto come maestro. Poi prese una bottiglia d’acqua, la posò in piedi sul pavimento, e disse, “Non si può chiamare questa una bottiglia di acqua. Come la chiamereste?”

Il capo-monaco disse, “Non si può chiamarla un ceppo”.

Hyakujõ chiese ad Isan la sua opinione. Isan rovesciò la bottiglia d’acqua coi suoi piedi e se ne andò. Hyakujõ rise e disse, “Il capo-monaco ha perso”.

Ed Isan fu nominato fondatore del nuovo monastero.

Il Commento di Mumon – Isan mostrò un grande spirito nella sua azione, ma non poté liberarsi dai lacci del grembiule di Hyakujõ. Egli preferì il compito più pesante a quello più facile.

Perché fu così, eh? Egli si tolse la benda dalla testa per sopportare il giogo di ferro.

La Strofa di Mumon – Lanciando in aria cestini di bambù e mestoli, Gli fece fare un glorioso tonfo e spazzò via tutto davanti a lui. La barriera di Hyakujõ non può fermare la sua avanzata; Migliaia di Buddha vennero fuori dalle punte dei suoi piedi.

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Caso 41 – “La pacificazione della Mente” di Bodhidharma

Bodhidharma era seduto di fronte al muro. Il Secondo Patriarca stava in piedi nella neve.

Quest’ultimo si tagliò il braccio e lo presentò a Bodhidharma, e piangendo disse, “La mia mente non è ancora in pace! Io ti imploro, maestro, per favore pacifica la mia mente!”

“Porta la tua mente qui ed io te la pacificherò”, rispose Bodhidharma.

“Io ho cercato la mia mente, ma non riesco a trattenerla”, disse il Secondo Patriarca.

“Vedi, ora la tua mente è pacificata”, disse Bodhidharma.

Il Commento di Mumon – Il vecchio Indù sdentato venne dal mare in modo così importante, facendo migliaia di miglia. E questo fu perchè sollevò le onde dove non c’era vento.

Nei suoi ultimi anni indusse l’illuminazione nel suo discepolo che, per peggiorare le cose, aveva difetti nelle sei radici. Perché, Shasan non conosceva gli ideogrammi.

La Strofa di Mumon – Venendo ad est, puntando direttamente, Vi affido il Dharma, e sorse il problema; Il clamore dei monasteri è tutto a causa vostra.

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Caso 42 – Una Ragazza Esce dal Samadhi

Al tempo dell’Onorato dal Mondo, una volta Manjusri andò all’assemblea degli antichi Buddha, e trovò che ognuno era partito verso il suo luogo di origine.

Solo una ragazza era rimasta, assisa in samadhi meditativo vicino al trono del Buddha.

Manjusri chiese a Buddha Shakyamuni, “Perché la ragazza può stare vicina al trono del Buddha, mentre io non posso?”

Buddha Shakyamuni disse, “Falla uscire dal suo samadhi e chiedilo a Lei.”

Manjusri girò tre volte intorno alla ragazza, schioccò una volta le sue dita, la portò su nel cielo di Brahma, ed esercitò tutti i suoi poteri miracolosi per farla uscire dalla sua meditazione, ma invano.

Allora, l’Onorato dal Mondo disse, “Perfino centomila Manjusri non potrebbero farla risvegliare. Ma sotto terra, passate mille e duecento milioni di terre innumerevoli come le sabbie del Gange, vi è il Bodhisattva Mõmyõ. Egli sarà in grado di farla uscire dal suo samadhi.”

Subito il Bodhisattva Mõmyõ emerse dalla terra e fece un inchino all’Onorato dal Mondo che gli diede il suo imperiale ordine. Il Bodhisattva andò verso la ragazza e schioccò una volta le sue dita. Immediatamente, lei uscì dal suo samadhi.

Il Commento di Mumon – Il buon Vecchio Shakyamuni preparò un piccolo dramma sul palcoscenico ma non riuscì ad illuminare le masse. Quindi, io vorrei chiedervi: Se Manjusri è il Maestro dei Sette Buddha, perché non poteva risvegliare la ragazza dal suo samadhi?

Come fu che Mõmyõ, un Bodhisattva al primo livello dei principianti poté farlo?

Se voi comprendete intimamente questo, potrete godere il grande samadhi di Nagya nell’attività più impegnata della coscienza.

La Strofa di Mumon – Uno ebbe successo, l’altro no; entrambi garantendo libertà di mente. Uno con la maschera da dio, l’altro con la maschera da dèmone; Tuttavia, anche nella sconfitta, un bello spettacolo.

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Caso 43 – Lo ‘Shippei’ di Shuzan

Shuzan Oshõ alzò il suo shippei [bastone di servizio] davanti ai suoi discepoli e disse, “Monaci! Se voi chiamate questo uno shippei, vi opponete alla sua realtà. Se non lo chiamate shippei, voi ignorate il fatto. Ditemi, o monaci, come lo chiamerete?”

Il Commento di Mumon – “Se lo chiamate ‘shippei’, vi opponete alla sua realtà. Se non lo chiamate ‘shippei’, voi ignorate il fatto”. Le parole non sono accettate; e neanche il silenzio è accettato. Ora, rapidamente ditemi, che cosa è?

La Strofa di Mumon – Sollevando lo shippei, egli prende la vita, egli dà la vita. L’opposizione e l’ignoranza si interrelano vicendevolmente. Perfino i Buddha e i patriarchi pregano per le loro vite.

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Caso 44 – Il Bastone di Bashõ

Bashõ Osho disse ai suoi discepoli, “Se voi avete un bastone, vi darò un bastone. Se non avete il bastone, io ve lo toglierò!”.

Il Commento di Mumon – Esso mi aiuta a guadare un fiume quando il ponte è chiuso. Esso mi accompagna al villaggio in una notte senza luna. Se voi lo chiamate un bastone, entrerete di corsa all’inferno rapidi come una freccia.

La Strofa di Mumon – Gli alti e bassi della vita nel mondo Sono tutti nella presa di un bastone. Esso sostiene il cielo e regge la terra. Dappertutto, esso valorizza la dottrina.

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Caso 45 – Il “Chi È?” di Hõen

Hõen di Tõzan disse, “Perfino Shakya e Maitreya sono servitori di un altro. Ora vi chiedo, chi è esso?”

Il Commento di Mumon – Se voi potete realmente vedere questo “altro”, con una perfetta chiarezza, è come incontrare il proprio padre ad un incrocio di strade. Perché dovreste chiedervi se lo riconoscete o no?

La Strofa di Mumon – Non inchinatevi mai ad un altro, Non cavalcate il cavallo di un altro, Non discutete sulle colpe di un altro, Non impicciatevi degli affari di un altro.

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Caso 46 – Andare Oltre la Cima del Palo

Sekisõ Oshõ chiese, “Come potete andar oltre la cima di palo alto cento piedi?”

Un altro antico eminente insegnante disse,”Tu, che siedi sulla cima di un palo alto cento-piedi, anche se sei entrato nella Via, non sei ancora genuino. Vai oltre la cima del palo, e mostrerai il tuo intero corpo in tutte le dieci direzioni.”

Il Commento di Mumon – Se voi proseguite avanti e girate il vostro corpo all’intorno, non esiste luogo in cui voi non siate il maestro. Ma perfino così, ditemi, come potreste andare oltre dalla cima di un palo alto cento piedi? Eh?”

La Strofa di Mumon – Egli oscura il terzo occhio dell’intuizione. E si aggrappa al primo marchio sulla scala. Anche se lui può sacrificare la sua vita, Egli è solamente un cieco che guida altri ciechi.

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Caso 47 – Le Tre Barriere di Tosotsu

Tosotsu Etsu Oshõ stabilì tre barriere per i suoi discepoli:

1. Non lasciare nessuna pietra non-capovolta per esplorare la profondità, semplicemente vedere nella propria vera natura.

Ora, voglio chiedervi, proprio in questo stesso momento dov’è la vostra vera natura?

2. Se realizzerete la vostra vera natura, sarete liberati da nascita e morte.

Ma, ditemi, quando all’ultimo momento la vostra vista vi abbandonerà, come potrete essere liberi da vita e morte?

3. Quando sarete liberati da vita e morte, voi dovreste conoscere la vostra ultima destinazione. Quindi, quando i quattro elementi si separeranno, dove andrete?

Il Commento di Mumon – Se siete in grado di rispondere a queste tre domande, dovunque vi troviate, voi siete il maestro e siete padroni dello Zen, in qualunque circostanza possiate trovarvi. Altrimenti, ascoltate: se ingoiate giù il vostro cibo di fretta, ciò vi riempirà facilmente, ma se lo masticate bene, ciò può sostenervi.

La Strofa di Mumon – I pensieri di questo momento vi fanno superare l’eternità; Il tempo eterno è proprio solo questo momento. Se voi comprendete il pensiero di questo momento, Voi capirete l’uomo che comprende questo momento.

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Caso 48 – L’Unica e Sola Strada di Kempõ

Un monaco chiese a Kempõ Oshõ, “E’ scritto, ‘Bhagavats (Beati) nelle dieci direzioni. Unica Via diretta al Nirvana’. Io però mi chiedo dove può stare la Via!”.

Kempõ alzò il suo bastone, disegnò una linea, e disse, “Eccola, è qui”.

Più tardi il monaco fece la stessa domanda ad Unmon, il quale sollevò il suo ventaglio e disse, “Questo ventaglio può salire su fino al trentatreesimo cielo e colpire il naso della divinità Sakra Devanam Indra. Quando tu colpirai la carpa del mare orientale, la pioggia scenderà a torrenti.”

Il Commento di Mumon – Uno, scendendo sul fondo del mare, alza in alto nubi di polvere; l’altro, sulla cima della più alta montagna, scatena torreggianti onde per lavare il cielo.

Uno, stando immobile, l’altro lasciandosi andare, ciascuno protende la sua mano per sostenere il profondo insegnamento. Essi sono proprio come due cavalieri che partono da opposti punti della corsa e si incontrano a metà strada. Ma sulla terra nessuno può essere totalmente diretto.

Quando esaminati con un vero occhio, nessuno di questi due grandi maestri conosce la strada.

La Strofa di Mumon – Prima che un passo sia preso, la meta è raggiunta; Prima che la lingua si sia mossa, il discorso è finito. Benché ciascuna mossa sia precedente alla successiva, Vi è ancora però, un trascendente segreto.

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Post Scriptum di Mumon

I detti e le azioni del Buddha e dei patriarchi sono stati scritti nella loro forma originale. Nulla di superfluo è stato aggiunto dall’autore, che si è tolto il coperchio dalla testa ed ha esposto i suoi bulbi oculari. E’ richiesta la vostra diretta realizzazione; non si dovrebbe cercarla tramite altri.

Se siete uomini realizzati, voi comprenderete immediatamente il punto alla minima menzione di esso. Per voi, non c’è alcuna Porta da attraversare; non ci sono gradini da salire, per voi.

Passate pure il posto di guardia, allargando le spalle, senza chiedere a permesso al guardiano.

Ricordate il detto di Gensho, “La Non-Porta è la Porta dell’emancipazione; il non-senso è il significato dell’uomo della Via”. E Hakuuin dice, “Ovviamente, voi sapete come parlare di essa, ma perché non potete superare questa specifica semplice cosa?”

Comunque, tutto questo discorso è come farcire una torta di fango con latte e burro.

Se avete superato il Mumonkan, potete prendervi gioco di Mumon. Se no, state prendendo in giro voi stessi. Conoscere la mente del Nirvana è facile, ma la saggezza della differenziazione è difficile da ottenere. Quando avrete compreso questa saggezza, la pace e l’ordine regneranno nella vostra mente e nel vostro ambiente.

Testo di Wu-wen Kuan (Mumonkan)

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Scritto rispettosamente da Mumon Ekai Bhikkhu, ottavo nella successione Yõgi, nel cambio di era Jõtei [1228], cinque giorni prima della fine della sessione estiva.

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Source: English translation by late Zen master Katsuki Sekida (Two Zen Classics 26-137)

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Chan (zen)

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Traduzione Italiana di Aliberth Mengoni (Centro Nirvana –Roma, 2006)

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22 gennaio 2011 - Posted by | Aforismi, Arte, Ascoltare, Azioni, Guardare, pensieri, Vuoto | , , , ,

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