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SUN WUKONG


Beijing Opera - Sun Wu Kong - Opera di Pechino

Beijing Opera - Opera di Pechino

Un grande personaggio della letteratura cinese ha attraversato mari e monti, laghi e vallate, pianure e deserti per arrivare in ogni angolo del pianeta, anche a casa vostra.

Il suo nome è Sun Wu Kong.

Sun Wu Kong è il personaggio principale di Viaggio in Occidente (dove per Occidente si intende l’India NdA), un romanzo scritto da Wu Cheng En che ha attraversato i tempi e gli spazi per diffondersi ai cinque venti arrivando ovunque presentandosi in modi diversi ma che tutti appartenengono alla penna di questo autore, compresi quelli rivisitati, rielaborati e ristrutturati in contesti diversi da quello originario.

Tra l’altro se volete potrete trovarlo qui in formato.rtf dove scaricare il suddetto romanzo interamente tradotto in italiano da Serafino Balduzzi e disposto gratuitamente sotto licenza d’autore sul sito web liberliber.it che si occupa proprio di promuovere la diffusione di testi classici open-source.

Il Re Scimmia è anche un personaggio importante dell’Opera di Pechino, che mette in scena moltissime delle figure storiche e mitiche della cultura tradizionale della Cina.

Sun Wu Kong non può non travolgere la nostra fantasia, in quanto incarna interamente la figura di un essere impavido capace di risollevarsi da ogni sventura per  poi rialzarsi sempre come il vero vincitore.

Ma Sun Wu Kong non coinvolge soltanto la letteratura ma va oltre e arriva addirittura nella strutturazione della pratica della disciplina del Kung Fu, quelle che tecnicamente rappresentano la poesia dell’arte del Wu Shu: le forme marziali tradizionali del Kung Fu.

Sun Wu Kong

Sun Wu Kong

In Cina tutti conoscono le leggendarie avventure del Re delle scimmie, Sun Wu Kong, tratte dall’antico libro Viaggio in Occidente.

Il kung fu tradizionale è da sempre intimamente legato a quello strato culturale-mistico-filosofico cinese che tramanda miti, storie e leggende di personaggi più o meno veritieri.

Tra questi Sun Wu Kong, è colui che racchiude in sé caratteristiche di ribellione e istintività, miste a coraggio e lealtà, proprie dell’animo umano.

Una delle tante leggende narra: “Sun Wu Kong, Re delle scimmie, è in cerca di un arma che possa adattarsi alle proprie esigenze di combattimento contro demoni e dei. Nella sua continua ricerca, il Re scimmia incontra il Re dei draghi, nella sua dimora in fondo al mare. Gli chiede un’arma adatta alle sue attitudini e il drago, volendo accontentare il suo ospite, gli presenta dapprima un grosso giavellotto, poi un pesantissimo forcone a nove punte. Nonostante gli sforzi fatti, tutte le armi presentate a Sun Wu Kong risultano essere toppo leggere. La ricerca va avanti per qualche tempo, ma senza successo. Così , la regina dei draghi suggerisce al marito di proporre a Sun Wu Kong la grande asta, che si trovava in fondo al mare, con cui il grande Yu aveva riordinato le acque e stabilito la profondità del mare. Il Re dei draghi conduce Sun nel luogo in cui si trova l’asta con i puntali d’oro all’estremità. Il Re scimmia cerca di sollevare l’asta, ma questa volta essa è troppo pesante anche per lui. Esclama: ‘Dovrebbe essere un po’ più corta e sottile!’ Al suono di queste parole l’asta si rimpicciolisce. Sun Wu Kong prova ancora e si accorge che l’asta , a comando, diventa più grande o più piccola. Felice, così per la sua nuova arma, il Re scimmia ringrazia il Re dei draghi e parte per nuove avventure.”

Proprio tali caratteristiche si riscontrano nella forma (kuen o lu) del bastone del Re scimmia (Hao Jie Gwam).

Il bastone del re scimmia è parte integrante del programma del kung fu tradizionale che comprende stili quali Choy Lay Fut, Hung Gar, Tai Sin Pek Kua, Tang Lang Quan, etc.

A differenza del moderno wu shu, nel quale si tende ad imitare i movimenti della scimmia sia a livello posturale che mimico, negli stili tradizionali sopra indicati (ed in particolar modo nel Choy lay fut e nell’Hung Gar!) si deve parlare di “principi” e non di ‘imitazione’.

A livello tecnico il bastone del re scimmia racchiude in sé tutti quei “principi” di attacco, difesa ed evitamento, propri del bastone a due teste (seung tao gwam) dell’antico kung fu Shaolin.

Le caratteristiche che però lo contraddistinguono, sono: il movimento del corpo, l’uso del passo, la circolarità del movimento del bastone, insieme alla capacità di poter allungare e accorciare il bastone anche in linea retta.

Anche se apparentemente il bastone del Re scimmia (Hao Jie Gwam) può sembrare un arma di facile comprensione, le insidie si nascondono nella capacità da parte del praticante di riuscire a far “sparire” e “riapparire” il bastone al momento giusto, quindi significa, quindi, non dare punti di riferimento all’avversario.

Nell’uso del bastone ad una testa un braccio serve a controllare la direzione del movimento, mentre l’altro ha la funzione di imprimere forza durante gli attacchi e le parate.

Con il bastone del Re scimmia, bastone a doppia testa , entrambe le braccia devono essere pronte a cambiare ed invertire la propria posizione in rapporto alle varie situazioni che si presentano in combattimento.

Eludere, fintare, o invertire in un attimo la direzione del proprio movimento rendono imprevedibile l’utilizzo di quest’arma.

Credo sia importante ricordare che come negli stili interni, anche nell’utilizzo del bastone del re scimmia, l’utilizzo di una corretta respirazione, e dei principi ad essa annessa, è fondamentale per una giusta comprensione di quest’arma.

“Non limitarsi al semplice movimento, anche se esteticamente gradevole, differenzia la corretta comprensione, dalla semplice esecuzione”.

Sifu Gianni de Nittis

 

Sun Wu Kong

Come esprime chiaramente il Maestro de Nittis il Re delle scimmie è molto più di un personaggio romazesco, anche perché secondo alcuni la sua origine si perde lungo tempi immemori che ci portano addirittura in India verso il mito di Hanuman, devoto vanara di Lord Rama, uno degli avatar di Visnu.

Invece qui potrete guardare l’intero filmato della prima puntata  (ben 1h e 45m) di un vecchio e famoso cartoon giapponese ispirato al famoso romanzo, dove Sun Wu Kong prende il nome di scimmia Gokū, personaggio principale di “The Monkey – Le avventure di Gokū” (in giapponese: 悟空の大冒険, Gokū no Daibōken).

Buon divertimento!

Vincenzo Di Maio

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Sun Wukong

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Wu Cheng En - Viaggio in Occidente

Un'illustrazione tratta da un'edizione cinese di Viaggio in Occidente di Wu Cheng En, raffigurante Sun Wukong che vola sulla sua nuvola con in mano il suo bastone

Sun Wukongcinese Sun Wukong (孙悟空sempl./孫悟空trad., Sūn Wùkōngpinyin); giapponese Son Gokū (孫悟空, Son Gokū?); coreano Son Ogong (손오공); vietnamita Tôn Ngộ Không — l’Affascinante Re delle Scimmie (美猴王sempl., Měihóu Wángpinyin), è forse il più famoso e amato personaggio della letteratura classica cinese. Mago, monaco, re, saggio e guerriero dall’aspetto di scimmia, è il malizioso protagonista di Viaggio in Occidente, basato su racconti popolari risalenti alla dinastia Tang. Il romanzo racconta le sue avventure dalla nascita fino al suo viaggio insieme al monaco Xuanzang, anche noto come Sanzang (in Giapponese Sanzo, in sanscrito Tripitaka) o Tangseng, per recuperare i testi sacri del Buddhismo conservati in India.

Il Personaggio nel romanzo

I primi capitoli del romanzo sono tutti dedicati alla storia di Sun Wukong, e non a caso molte edizioni italiane e internazionali si limitano a questa prima parte, con il nome Lo scimmiotto.

Il Grande Saggio Pari del Cielo

Nato da una roccia frutto della terra ingravidata dal vento, lo scimmiotto di pietra Sun Wukong si distingue per il suo coraggio portando il popolo delle scimmie nella Caverna del Sipario d’Acqua della Montagna dei Fiori e dei Frutti, e diventandone così il re. Preoccupato dalla possibilità che la sua conquistata felicità un giorno finisca, viaggia a lungo fino ad arrivare presso l’abitazione di un Saggio, il Patriarca Subhodi, che gli insegna la Via (Tao), e in particolare come diventare un Immortale e come difendersi dalle Tre Calamità, il che lo rende un guerriero potentissimo, capace di 72 trasformazioni e di volare su una nuvola; quando il Saggio si renderà conto che il giovane scimmiotto non ha appreso l’essenza della Via ma solo i suoi poteri, lo caccerà e gli proibirà di dichiararsi suo discepolo, e in effetti Sun Wukong non farà mai più il suo nome.

Tornato nella sua Montagna dei Fiori e dei Frutti, si impegna a portare il suo regno alla supremazia, conquistando e sottomettendo tutte le altre specie e pretendendo in dono dai quattro Dragoni Re dei Mari un bastone che si allunga e rimpicciolisce a piacimento (originariamente una delle colonne che tenevano l’oceano al suo posto), un elmo di fenice, un’armatura d’oro e degli stivali magici.

L’Imperatore di Giada, infastidito dalla sua arroganza, lo chiama a palazzo per tenerlo sotto controllo, e gli assegna l’incarico di Custode dei Cavalli Celesti (弼馬溫sempl., Bimawenpinyin), ma lo scimmiotto superbo trova l’incarico troppo umile, così torna alla sua montagna; allora l’Imperatore di Giada manda contro di lui il Re Li e suo figlio Nezha, che tuttavia non riescono a sconfiggerlo, così egli decide di concedere al Re delle Scimmie il titolo di Grande Saggio Pari del Cielo (齊天大聖sempl., Qitiān Dashengpinyin) come da lui richiesto e richiamarlo in Cielo.

Qui però lo scimmiotto dà ancora prova di sé e dopo essersi cibato delle Pesche dell’Immortalità si introduce in una festa a cui non era stato invitato e mangia e beve tutti gli alimenti degli dei che può, ruba le pillole di Lao Zi, poi fugge di nuovo alla sua montagna. Questa volta l’Imperatore infuriato manda contro di lui suo nipote Erlang, che, dopo una estenuante battaglia a cui partecipano anche molte altre divinità tra cui la Bodhisattva Guanyin e Lao Zi, riesce a sconfiggerlo e consegnarlo al Cielo, dove viene subito condannato a morte.

Il problema ovviamente è che lo scimmiotto è un Immortale, e il suo corpo è indistruttibile essendosi cibato delle pesche sacre, perciò nonostante venga trafitto da spade, battuto con martelli, colpito da fulmini e sottoposto a innumerevoli torture, non riporta neanche un graffio: allora viene rinchiuso in una fornace nella speranza che il suo corpo fonda, ma dopo diversi giorni, quando la fornace viene aperta, egli è ancora vivo, e i suoi occhi sono ora del colore del fuoco con pupille dorate, ed hanno acquisito il potere di vedere attraverso ogni inganno.

In cerca di vendetta, Sun Wukong mette a ferro e fuoco il Cielo, combattendo alla pari con più di centomila soldati imperiali, e l’Imperatore terrorizzato manda a chiamare il Tathāgata Buddha, che sfida il Re delle Scimmie a saltare fuori dalla sua mano, ma nel momento in cui lo fa la mano diventa sempre più grande finché quando Sun Wukong crede di essere arrivato al confine dell’universo in realtà non ha raggiunto che le dita della mano. Il Buddha allora lo punisce per la sua arroganza seppellendolo sotto la Montagna dei Cinque Elementi.

Il Viaggio ad Ovest

Dopo 500 anni la Bodhisattva Guanyin viene incaricata dal Buddha di cercare un uomo pio in grado di affrontare il pericoloso viaggio verso Ovest per portare nell’impero Tang i Sutra, in modo da diffondere in esso il vero insegnamento del Buddha, e lungo il cammino questa pensa di concedere a Sun Wukong la libertà in cambio della promessa di diventare un discepolo del prescelto. Quando il monaco Chen Xuanzang, detto Sanzang (o Tripitaka, “tre ceste”, dal nome del sutra che porterà al ritorno) e Tangseng (fratello dei Tang) giunge in prossimità della Montagna dei Cinque Elementi la scimmia ormai millenaria gli spiega la situazione e lo implora di liberarlo; il monaco accetta, gli dà il nomignolo Xingzhe (行者sempl.) e da quel momento diventa il suo maestro.

Non che Sun Wukong sia un buon discepolo; alla prima ramanzina abbandona il monaco, e la Bodhisattva Guanyin, giunta in suo soccorso, dona a questi un diadema magico. Quando il Grande Saggio Pari del Cielo ritorna il monaco gli fa indossare il diadema con un trucco e poi con una magia insegnatagli dalla Bodhisattva lo stringe attorno al suo cranio provocandogli un immenso dolore; quando smette Sun Wukong si rende conto di non poterlo togliere e cerca di uccidere di botte il suo maestro, ma questo ricomincia a recitare la formula magica.

Da questo momento in poi Sun Wukong obbedirà senza discutere al monaco, e lo proteggerà durante tutto il viaggio, durante il quale incontrerà nuovi compagni di avventura e nuovi nemici, imparerà a comportarsi meglio e infine, dopo aver portato a termine la loro impresa, lui e il monaco raggiungeranno l’illuminazione e diventeranno dei buddha a loro volta.

Il Re delle Scimmie nelle sue parole

Quella che segue è una poesi appartenente a Viaggio in Occidente in cui Sun Wukong, presentandosi a un nemico, si racconta a parole sue:

Grandi son sempre stati i miei poteri magici sin dall’infanzia;
Cambiando col vento, mostro la mia potenza.
Nutrendo la mia natura e coltivando la verità,
Ho vissuto giorni e mesi,
Salvando la mia vita saltando fuori dal ciclo delle rinascite.
Una volta ho cercato con sincerità la Via
Scalando la Montagna Terrazza degli Spiriti per cogliere erbe medicinali.
Su quella montagna vive un antico Immortale
Vecchio di centottomila anni.
Ne ho fatto il mio maestro,
Sperando che mi mostrasse una via per l’immortalità.
Egli disse che l’elisir è nel corpo di ciascuno,
Che è perder tempo cercarlo fuori.
Imparai la gran magia dell’immortalità,
Senza la quale difficilmente sarei sopravvissuto.
Volgendo dentro il mio sguardo, sedetti e mi calmai la mente,
Mentre il sole e la luna si mescolavano dentro di me.
Trascurando le cose del mondo, ridussi i miei desideri,
E quando i sensi, il corpo, e la mente furono purificati, il mio corpo fu saldo.
Riavvolgere gli anni e tornare alla giovinezza è presto fatto;
La strada per l’immortalità e la saggezza non fu lunga.
In tre anni acquisii un corpo magico,
Che non soffriva come uno comune.
Vagai per i Dieci Continenti e le Tre Isole,
Gli angoli del mare e i confini del cielo.
Avevo vissuto oltre trecento anni,
Ma non potevo ancora volare sui Nove Cieli.
Ebbi un vero tesoro sottomettendo i dragoni del mare:
Un bastone di ferro con fasce d’oro.
Sulla montagna dei Fiori e dei Frutti
Ero il comandante supremo;
Nella Caverna del Sipario d’Acqua
Riunii servitori demoniaci.
Il Grande Imperatore di Giada mi inviò un decreto
Con cui mi dava l’alto rango e il titolo di ‘Pari del Cielo’.
Più di una volta ho rovinato la Sala della Nebbia Miracolosa,
Ed ho rubato le pesche della Regina Madre diverse volte.
Centomila soldati celesti in ranghi serrati
Vennero con lance e spade per fermarmi.
Rimandai i Re celesti lassù sconfitti,
Ferii e misi in fuga Nezha alla testa dei suoi uomini.
Il Vero Signore Erlang, abile nelle trasformazioni,
Lao Zi, Guanyin e l’Imperatore di Giada
Guardarono mentre venivo sconfitto dalla Porta Sud del Cielo.
Con un po’ d’aiuto di Lao Zi,
Erlang mi catturò e portò in Cielo.
Fui legato alla Colonna della Punizione dei Demoni,
E fu ordinato a soldati divini di tagliarmi la testa,
Ma sebbene tagliato con spade e battuto con martelli
Non ne fui scalfito.
Allora fui colpito col fulmine e bruciato col fuoco.
Poiché ho davvero poteri magici,
Non ne fui impressionato.
Allora mi portarono alla fornace di Lao Zi per essere fuso.
I Sei Ding mi arrostirono lentamente col fuoco divino.
Quando fu tempo e la fornace si aprì, ne uscii,
E corsi per il Cielo, con il mio bastone in mano.
Nessuno poté fermarmi dal causar danni ovunque,
E provocai il caos nei trentatré Cieli.
Poi il nostro Tathāgata Buddha usò il potere del suo Dharma
E mi gettò di schiena sotto la Montagna dei Cinque Elementi,
Dove fui schiacciato per cinquecento anni pieni,
Finché Sanzang venne dalla terra dei Tang.
Ora mi sono ravveduto e vado ad Ovest
Per scalare la Cima del Tuono e vedere il Buddha.
Chiedi per i Sette Mari, Cielo e Terra:
Scoprirai che sono il più forte mostro mai vissuto.

Origini del mito

Alcuni studiosi credono che il personaggio sia stato ispirato dalla divinità hindu Hanuman, l’eroe dall’aspetto di scimmia, avatar di Śiva, dell’antica epica Ramayana, di cui Xuanzang ha scritto dopo essere tornato in Cina.

Secondo altri, però, il culto di un dio dall’aspetto di scimmia era già diffuso in alcune regioni del Paese molto prima del viaggio di Xuanzang, forse come divinità locale poi inglobata nel pantheon taoista, e quindi assorbita nel sincretismo buddhista, come sembrerebbe indicare il fatto che in Viaggio in Occidente lo stesso Lao Zi, autore del Tao Te Ching, è citato tra le divinità celesti e dice di sé di aver raggiunto lo stato di buddha, e nella storia la prima divinità autenticamente buddhista a comparire, Guanyin, entra in scena solo durante la battaglia con Erlang.

Un’altra possibile interpretazione è che Wú Chéng’ēn abbia unito miti e leggende locali per creare l’antieroe perfetto, l’esatto contrario di ciò che un buddhista dovrebbe essere, in modo da dimostrare che anche una bestia dedita ai piaceri della carne può raggiungere l’illuminazione. A suffragio di questa tesi si può notare che “saltare fuori da una roccia” è l’equivalente cinese dell’italiano “nascere sotto un cavolo” o “essere portati dalla cicogna”, e “Custode dei Cavalli” rimanda alla tradizione cinese di tenere una scimmia nelle stalle come “protettrice” (si credeva che le scimmie avessero il potere di prevenire e curare le malattie equine); inoltre secondo una tradizione citata nello stesso Viaggio in Occidente alcune scimmie di montagna sono immortali.

Sun Wukong oggi

Tratti caratteristici

Sun Wukong è un personaggio che ha segnato profondamente la cultura cinese e giapponese, e spesso compare come personaggio in altre opere con altri nomi, ma con alcune caratteristiche distintive che ne rendono immediata l’identificazione da parte del pubblico. Alcune di queste sono:

  • In primis il carattere infantile, irruente e pronto alla lotta, spesso affiancato da un personaggio che lo moderi (generalmente femminile)
  • Usa come arma un bastone allungabile
  • Ha sulla testa una coroncina o un diadema
  • Spesso indossa una veste buddhista gialla, arancione, o rossa, legata però al modo dei monaci combattenti Shaolin in modo da non ostacolare i movimenti.
  • Stranamente, solo occasionalmente ha tratti fisici scimmieschi.
  • Ha un gruppo di amici con i quali compie un viaggio in cui il gruppo affronta numerosi nemici.

Presenza in altre opere contemporanee

  • Col nome giapponese “Son Goku” è protagonista di diversi manga/anime tra cui Monkey, la scimmia, Dragon Ball, e Saiyuki – La Leggenda del Demone dell’Illusione.
  • Innumerevoli personaggi di manga/anime hanno attributi caratteristici di Sun Wukong, come esplicita citazione: come “buono” in Starzinger (il protagonista Jan Kogo) e Naruto (è una delle evocazioni del terzo Hokage, col nome Enma Re delle Scimmie); come “cattivo” in Le avventure di Jackie Chan e Read or Die. Nel 14esimo Tankōbon del manga Shamo, Liu Di Ling si traveste come il Re delle Scimmie durante il combattimento con il protagonista Ryo Narushima, e arriva a un passo dall’ucciderlo. In Love Hina e in Lamù inoltre i protagonisti compaiono come attori di una recita in cui interpretano Sun Wukong e il suo gruppo. In un capitolo del manga “Ranma 1/2” Mariko Konjo utilizza delle tecniche tratte dal repertorio di Son Goku come il bastone allungabile e la nuvoletta volante. In un episodio dell’anime Inuyasha i protagonisti incontrano un demone-cinghiale, Chokyukai, che afferma di essere discendente di Cho Hakkai, ed è accompagnato da due piccoli demoni: un kappa discendente di Sha Gojo ed una scimmia discendente di Son Goku, tre dei protagonisti della leggenda cinese; questi ultimi due si rivelano però molto deboli, dato che anche Shippo riesce a tenerli a bada. In un albo del mangaSaint Seiya, uno dei cavalieri d’oro, Shaka di Virgo, per spiegare un concetto a Phoenix, fa riferimento proprio alla famosa leggenda cinese di Son Goku. Inoltre i PokémonMonferno e Infernape hanno i tratti somatici di Sun Wukong.
  • Nel videogioco Tekken 5 nella sezione personalizza, si può comprare la maschera di Sun Wukong da mettere sul personaggio Feng Wey
  • Un film americano per la tv di nome Viaggio in Occidente è stato trasmesso su Italia 1; in esso un americano prende il posto del monaco alla guida dei tre demoni per impedire agli dei, e inizialmente lo stesso Wu Cheng’en, di distruggere tutte le copie del romanzo richiamandole in cielo. Sun Wukong è chiamato semplicemente Scimmia.
  • Nel film L’impero proibito viene chiamato Monkey King ed è interpretato da Jet Li, ha una folta barba bionda, comportamenti infantili e scimmieschi ed usa un bastone per combattere.
  • Milo Manara ha disegnato la storia di Sun Wukong, sceneggiata da Renata Pisu, in toni fortemente politici ed erotici, in Lo scimmiotto (1976).
  • Nel Office XP Multilingual Pack è presente “Monkey King” come assistente di Office.
  • A Hong Kong c’è il Tempio Buddhista di Sau Mau Ping, che ha un altare dedicato a Sun Wukong.
  • Durante il governo di Mao Zedong in Cina, egli ha spesso fatto riferimento a Sun Wukong come esempio positivo di rivoluzionario in manifesti e discorsi pubblici.
  • Nel ristorante a Hong Kong in Street Fighter III c’è la riproduzione di una montagna. Se colpita nel modo giusto mandandoci contro l’avversario, si rompe rivelando una statua di Sun Wukong.
  • Il protagonista del videogioco Enslaved: Odyssey to the West, chiamato Monkey, ricalca fedelmente le caratteristiche di Sun Wukong per il fatto che combatte con un bastone, si muove vagamente come una scimmia ed ha una specie di fascia elettronica di controllo.

7 febbraio 2011 - Posted by | Arte, Ascoltare, Guardare | , ,

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