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Introduzione alla tecnica di scrittura ed alla calligrafia cinese


La scrittura ha da sempre antropologicamente svolto la funzione di trasmissione della conoscenza verso il popolo e verso le nuove generazioni, ma le strutture grammaticali della scrittura si distinguono da luogo in luogo e, come affermava Edward Sapir, determinano una differente strutturazione cognitiva nelle culture di appartenenza.

Una prima grande distinzione scientifica delle scritture è situata fra le scritture di tipo nomotetico e di tipo ideografico, le prime sulla normazione della corretta espressione fonetica mentre le seconde si fondano sulla descrizione grafica delle cose e delle idee.

Mentre l’espressione fonetica si fonda sulla comprensione razionale e cognitiva dell’emisfero sinistro la scrittura pittografica si fonda sulla comprensione intuitiva e onirica dell’emisfero destro.

Dal punto di vista storico-geografico le lingue fonetiche dominanti e non dominanti, sono tutte appartenute a culture situate lungo un asse immaginario che, travalicando lo spazio e il tempo, parte da Babilonia per arrivare a Washington.

Mentre invece per il resto del mondo era la scrittura ideografica ad essere dominante, come ad esempio quella egizia, quella azteca, maya, incas, cinese, giapponese, ecc., per non parlare delle inscrizioni primitive interne alle cave che descrivevano chiaramente e a diretto colpo d’occhio le attività della vita quotidiana, fatta di scene di caccia e cose simili.

Anche il sanscrito, la lingua dell’India, seppur di solito la si indichi come capostipite delle lingue indoeuropee, possiede una strutturazione maggiormente grafica, dove il grafema cerca di essere esplicativo avvicinandosi appunto alla grafica dei simboli che comunque sono una parte importantissima e totalmente integrata nella vita quotidiana di un indiano medio.

Calligrafia cinese

Calligrafia cinese

Certo è che non sono un esperto linguista, nè un filologo ma penso che una tale correlazione la si può notare in qualche modo.

Fatto sta che comunque la scrittura degli ideogrammi si accosta fortemente a ciò che Carl Jung definiva come archetipi simbolici, come anche a ciò che Erich Fromm, autore de Il linguaggio dimenticato edito in Italia da Bompiani, cercava di definire come una forma di lingua arcaica appartenente al regno onirico dei simboli ma che, al contrario di quanto pensasse Artemidoro, definiva il sogno come tutt’altro rispetto ad un significato intellegibile in quanto, dice Fromm, il sogno va contestualizzato nel vissuto del momento e va interpretato come messaggio che l’anima omniveggente cerca di dare al corpo cosciente.

Ad ogni modo, come riuscirete a capire leggendo l’interessante articolo di Bonanomi, sicuramente la scrittura ideografica offre uno strumento migliore per la comprensione di quella complessità di cui tanto parlano in tanti, compresi gli scienziati.

Purtroppo di tutte le lingue ideografiche esistite in passato, l’unica che ancora rimane rimane ‘viva’ in tutti i sensi è la scrittura cinese e che, con la sua millenaria esperienza e il suo affinamento semplificativo lungo l’asse del tempo, può sicuramente offrire moltissimo all’umanità, ad iniziare dai limiti cognitivi che l’estremo razionalismo dell’idiosincratizzato emisfero sinistro porta nella vita quotidiana di noi occidentali.

Non mi resta che lasciarvi deliziare dalla capacità descrittiva dell’autore.

Buon divertimento!

Vincenzo Di Maio

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articolo di Fabrizio Bonanomi tratto da LA BUSSOLA D’ORO

La modalità di scrittura ideogrammatica Cinese prende il nome di calligrafia, ed è un’arte le cui origini si perdono nella notte dei tempi.

I primi segni ierografici fatti risalire a circa 6000 anni fa, furono scoperti lungo il tratto mediano del Fiume Giallo nell’insediamento neolitico di Banpo, in prossimità di Xian. In realtà gli studiosi sono concordi nel collocare la prima strutturazione della scrittura, nel corso della dinastia Shang, XIV secolo a.C., quando appaiono le prime incisioni sui gusci di tartaruga e ossa piatte di altri animali (Jia gu wen).

Un recente articolo apparso su alcune riviste di archeologia specializzate e reso noto dall’Agenzia ANSA, con firma dalla Redazione, mette in luce alcuni aspetti legati alla scrittura Cinese ed in particolare alla sua datazione, nonché al legame con la radice della scrittura stessa.

Lo riporto in toto per completezza di informazione:

CINA – SCOPERTA SCRITTURA DI 8.600 ANNI FA
Segni incisi nel carapace di tartarughe risalenti ad 8.600 anni fa potrebbero essere la scrittura più vecchia del mondo, secondo gli archeologi che li hanno ritrovati, nella Cina occidentale.
Ne da’ notizia il servizio on line della B.b.c. sottolineando che questi simboli precedono di oltre 2.000 anni i più antichi esempi di scrittura finora conosciuti, provenienti dalla Mesopotamia.
In 24 tombe di età neolitica scoperte a Jiahu, nella provincia di Henan, gli archeologi hanno rinvenuto diversi gusci di tartaruga sepolti insieme a dei resti umani. Gli esami al radiocarbonio hanno datato il sito fra il 6600 e il 6200 a.C.. Nei gusci sono intagliati dei segni che sembrano avere affinità con i caratteri della scrittura usata migliaia di anni più tardi durante la dinastia Shang (1700-1100 avanti Cristo).
Gli studiosi della università della Scienza e tecnologia di Pechino, guidati dal professor Garman Harbotte del Brookhaven national laboratory di New York, hanno identificato 11 simboli diversi, fra i quali il carattere corrispondente al concetto di “occhio”.
Il professor David Keightley dell’università di Berkeley ha peraltro gettato acqua sul fuoco, invitando alla cautela soprattutto per quanto riguarda l’asserito legame con la molto più recente scrittura Shang. “C’e’ un salto di 5.000 anni – ha osservato – e una connessione sembra incredibile”. “Non possiamo chiamare scrittura questi segni finché non avremo altre prove”, ha concluso Keightley.
Accanto ai carapaci intagliati sono stati rinvenuti dei sassolini, il che ha fatto pensare che due gusci potessero contenerli, formando una sorta di “maracas”, il cui suono poteva accompagnare dei riti sciamanici.
In altre sepolture tornate alla luce nella stessa zona sono stati trovati, nel 1999, alcuni flauti ricavati da ossa umane che si ritiene siano i più antichi strumenti musicali del mondo.
Fonte:ANSAAutore:Redazione

Nell’arco dei millenni, l’evoluzione grafica, al passo con l’evoluzione umana, ha subito sostanziali modificazioni che, per completezza di informazione, riassumo brevemente:

Le Iscrizioni sui bronzi (jin wen), XI secolo a.C., le Tavolette di bambù (zhu jian) e le Tavolette di legno (mu du) che caddero in disuso nel III secolo d.C., la Seta e la carta, fecero da supporto e trasmisero nel tempo l’evoluzione stessa della scrittura.

La prima vera strutturazione linguistica inizia con la creazione dello Stile (forma) del Grande Sigillo (da zhuan), per mano dell’Imperatore Zhou Xuan Wang (827-781 a.C.) che tentò una sorta di prima classificazione dei caratteri.

Finita quella che venne chiamata l’Epoca degli Stati Combattenti ed ottenuta la riunificazione della Cina per mano dell’Imperatore Qin Wang (221 a.C.), egli intese proseguire l’opera, ordinando la ristrutturazione e riunificazione della scrittura.

Con l’eliminazione di omografi e riducendo il numero di tratti fino ad allora utilizzati per la costruzione dell’ideogramma, si arrivò a proporre lo Stile (forma) del Piccolo Sigillo (xiao zhuan), a tutt’oggi ancora in uso ad es. nei sigilli usati nella calligrafia ad indicare il proprio nome. (vedi figura)

Una sorta di modificazione sul campo, venne operata attraverso la formulazione dello Stile (forma) Amministrativo (li shu), questo stile segna il passaggio dai pittogrammi agli ideogrammi; da semplici raffigurazioni pittoriche si passa alla rappresentazione dell’idea in essa contenuta operando di fatto una sorta di astrazione della scrittura anche attraverso tratti più lineari e parchi.

La necessità di avere un mezzo di comunicazione più veloce, fa nascere di lì a poco, lo Stile (forma) Corsivo (cao shu) a volte tradotto con Stile delle Erbe, che prese notevolmente piede e si sviluppò soprattutto come mezzo di espressione poetica. Comunemente adottato da poeti, letterati e politici, è tutt’ora esempio di espressione calligrafica superiore.

Ma come sempre, oltre a scrivere versetti poetici in terzine, è importante poter annotare quotidianamente ed in modo sbrigativo la lista della spesa o un qualsiasi appunto, ed In epoca Han (III secolo d.C.), ecco nascere da questa esigenza lo Stile (forma) Corrente (xing shu).

Nello stesso periodo storico, come risultante da un lato di un certo fermento politico, dall’altro come necessità di più facile lettura dei tratti, nasce lo Stile (forma) Esemplare (kai shu): un nome un programma, è lo stile che tutt’ora viene insegnato nelle scuole di calligrafia.

Nel nostro secolo viene introdotto in Cina l’alfabeto mediante il quale si è potuto tradurre la “fonetica-modo di pronunciare un ideogramma”, in lettere romaniche.

Questa modalità chiamata Pinyin (Chinese alphabetic system), per esteso Hanyu Pinyin (letteralmente lingua traslitterata, vale a dire il modo di traslitterare i suoni del cinese mediante l’alfabeto occidentale) viene promulgata nel 1958, dal 1977 è considerata dai Cinesi United National Standard. Ottiene inoltre nel 1982 lo standard ISO (International Standard Organization).

Il sistema Pinyin si affianca al meno conosciuto sistema Wade-Giles, pubblicato per la prima volta nel 1859 da Thomas Francis Wade, che lo aveva a sua volta sviluppato sulla base di un metodo redatto da R. Morrison nel 1815. Ulteriormente modificato da Allen Gilles nel 1912, ed ora è la forma più diffusa fra gli anglosassoni.

Esistono altri metodi fonetici ritenuti secondari che riportiamo come nomenclatura:

  • Latinhua Sin Wenz (1929),
  • Gwayeu Romatzyh (chiamata National Romanization – 1928),
  • Juyin II (1986), Yale (U.S. Military language-teaching – 1948),
  • Chinese Post Office System.
    pioggia - carattere YU
    pioggia – carattere YU

In questo modo è possibile proporre nella nostra forma scritta il suono dell’ideogramma Cinese.

Formuliamo ora un esempio per comprendere il significato della traduzione fonetica: consideriamo li tratto  che approfondiremo poco più avanti, normalmente è tradotto con il nome pioggia, la pronuncia Cinese del termine pioggia si può riportare in forma alfabetica scritta in due modi : per il Pinyin è yu più vicino alla pronuncia latina, per Wade-Giles è più vicina alla pronuncia anglosassone.

Di seguito in tabella alcuni termini a confronto, sovente usati nei testi che trattano di Taoismo, a indicare la pronuncia scritta dello stesso ideogramma nei due sistemi.

PinYin Wade-Giles PinYin Wade-Giles

Dao

Tao

Lao Zi

Lao Tzu

Daoismo

Taoismo

Zhuang Zi

Chuang Tzu

Dao De Jing

Tao Te Ching

Sun Zi

Sun Tzu

Wu Wei

Wu Wei

Lie Zi

Lieh Tzu

Yi Jing

I Ching

Qi Gong

Ch’I Kung

Tai Ji Quan T’ai Chi Ch’uan    

Come in molte espressioni culturali cinesi ed estremo orientali, l’aspetto tecnico spesso funge da base solida per estrinsecazioni che vanno ben oltre la “perfetta esecuzione del carattere”.

La calligrafia infatti, appoggiandosi quindi sulla tecnica, ha lo scopo di trascendere il significato stesso del carattere o della frase ideogrammata, per esprimere il “qui ed ora” dell’autore in quel preciso momento pittorico, la si può definire un’espressione vicina alla poesia

8 tratti

8 tratti

Non ultimo è il compito di far comprendere al praticante il significato profondo della filosofia che ne regge i presupposti, che funge da impalcatura invisibile e ne consolida il palinsesto.

Il gesto viene eseguito con l’utilizzo di un pennello ed inchiostro di china (vedi nota 1) detto mo , tradizionalmente ricavato da una barretta  d’inchiostro nero, composta da fuliggine di carbone opportunamente trattato, mediante abrasione con apporto di acqua.

Il pennello è impugnato in modo da risultare perpendicolare alla superficie d’appoggio della carta di riso.

Preparare l’inchiostro, intingere il pennello, dipingere il versetto idiomatico, apporre a lato il proprio nome ed il proprio sigillo, sono passi necessari di un rituale ben preciso, momento importante per l’accesso al significato simbolico del gesto: la calligrafia.

I tratti fondamentali che si utilizzano per dipingere tutti i caratteri di questo singolare linguaggio sono fondamentalmente di otto tipi: punti, linee e righe attraverso i quali è possibile comporre i caratteri ed esprimere il tutto. (vedi figura)

L’utilizzo di 8 tratti non è una scelta casuale: nella progressione numerica Cinese infatti, arrivare ad 8 significa raggiungere lo stadio in cui ci si deve differenziare.

Per analogia si può affermare che, anche nel progettare la costruzione di base di una lingua ideogrammatica, in modo grafico-simbolico la scelta è ricaduta su 8 tratti fondamentali.

Qualitativamente dunque, 8 và letto come adempimento e compiutezza delle cose, anche dal punto di vista della loro rappresentazione grafica attraverso gli ideogrammi.

In alcuni trattati redatti da famosi maestri calligrafi, questi tratti fondamentali vengono estesi da 10 fino ad un numero di 32, mentre vengono ridotti a 6 per i neofiti che affrontano la scrittura ad ideogrammi.

Ma come si arriva alla comprensione della struttura di un ideogramma?

Abbiamo detto che esso rappresenta una figura più o meno complessa, comunicata in modo stilizzato.

Proprio per questo suo potere di sintesi, a volte l’immagine rappresentata non è immediatamente fruibile, spesso risultano essere, a prima vista, solo

pioggia - carattere YU

YU = pioggia

un insieme di linee apprezzabili più che altro dal punto di vista estetico (alcuni ideogrammi sono belli anche solo da osservare).

Dunque, possiamo semplicemente riconoscere un ideogramma associandolo ad un significato, traduzione letterale:

YU = pioggia, può essere un modo.

Oppure scomporlo dapprima nei suoi tratti distintivi primari e trovare, grazie al significato intrinseco di ciascuno di loro, il significato dell’insieme.

Ecco che il tratto si propone sotto una diversa luce:

Strutturazione carattere YU (pioggia)

Strutturazione carattere YU (pioggia)

Risulta evidente che la semplice traduzione di yu con pioggia, ne limita notevolmente il senso.

Il pittogramma esploso ed analizzato, rivela prima di tutto la situazione temporale che si vuole descrivere: sta piovendo ora! La scena è descritta nel dettaglio, acqua che scende, tempo coperto, pesantezza ed umidità.

Questo è il potere descrittivo intrinseco, racchiuso nell’immagine.

Ma vediamo la tecnica; come si scrive yu:

Tecnica di composizione calligrafica

Tecnica di composizione calligrafica

Come potete vedere l’ideogramma è costituito da 8 tratti; questo “numero di tratti costitutivi” viene utilizzato per un certo tipo di classificazione degli ideogrammi.

Composizione di YU

Composizione di YUideogrammi.

Un’altra caratteristica di questo tipo di scrittura, è la sequenza con cui il pittogramma viene costruito, il pennello segue una direzione ben precisa, vale a dire da sinistra verso destra, dall’alto verso il basso.

I tratti sono proporzionati e sono distribuiti in modo da occupare con giustezza lo spazio a disposizione.

L’ideogramma, quindi la sintesi, descrive una situazione utilizzando 8 tratti, quante lettere o parole servono per descrivere lo stesso contesto in lingua italiana?

Dipende da quanto sappiamo essere sintetici, ma certamente utilizzeremo molto di più di 8 lettere.

Come tutti gli altri caratteri, anche yu-pioggia ha subito modificazioni sostanziali e di sintesi nel tempo, ecco come si presentava in alcune raffigurazioni antiche, Stile del Piccolo Sigillo.

modificazioni di sintesi del carattere YU

modificazioni di sintesi del carattere YU

L’esempio che abbiamo appena riportato ad illustrazione della tecnica pittografica, mostra in Stile Esemplare la calligrafia che, dal greco “kalligraphìa, da kàllos-bellezza e gràphein-scrivere”, significa bella scrittura, scrivere bene.

Ma ahimé, non proprio tutti scrivono bene, o in carattere stampato; se penso al mio modo di prendere velocemente appunti mi verrebbe da dire che la mia è una galligrafia, che non sta per scrittura dei Galli ma per scrittura a zampa di gallina, in verità spesso stento a riconoscerla io stesso.

Al di là delle battute, anche per la grafia ideogrammatica esiste una sorta di personalizzazione del carattere, la propria scrittura o Stile

Corrente; non ultima la grafia in corsivo, Stile Corsivo, che complica un po’ la vita ai traduttori.

tratto unico

tratto unico

Ed ancora, la calligrafia evoluta prevede la scrittura della frase eseguita in un sol gesto, senza staccare il pennello dal foglio.

E’ parte integrante del gesto pittorico, l’occupazione proporzionata dello spazio bianco attraverso tratti armonici, che lascino trasparire stato d’animo ed emozione del calligrafo.

shiki - sishi
‘shi ki’ in giapponese – ‘si shi’ in cinese

(vedi figura. shiki – quattro stagioni, calligrafia giapponese, per i cinesi si pronuncia si shi )
Come abbiamo visto, questa particolare tecnica prende il nome di Stile delle Erbe o Stile Corsivo.

Non entro in merito alla complessa classificazione degli ideogrammi, alla loro identificazione fonetica e quant’altro; non è lo scopo di questo testo.

E’ comunque doveroso ricordare l’importante Tabella dei Radicali che, con i suoi 214 caratteri fondamentali, mostra la radice di tutti i caratteri complessi successivi.

E’ su questi 214 radicali che si strutturano i circa 45.000 caratteri conosciuti.

Un esempio: il consueto carattere yu (pioggia) corrisponde al radicale (Rad.) 173.

Con il supporto di questo carattere si possono costruire altri nomi od aggettivi, altri ideogrammi più complessi.
Due esempi (correlati al radicale yu – pioggia) sono: xué-neve e léi-tuono.

xué-neve

xué-neve

léi-tuono

léi-tuono

Come vengono identificati e costruiti?
Di seguito la Tabella finale di scrittura ed identificazione.

tabella di costruzione del carattere

Tabella finale di scrittura ed identificazione

Fabrizio Bonanomi, operatore shiatsu e studioso di Medicina Cinese Classica; Direttore didattico dell’Istituto TAI, Istituto Superiore di Medicina Cinese Classica applicata allo Shiatsu; ha frequentato corsi di formazione ed approfondimento ed è socio dell’Associazione Medica per lo Studio dell’Agopuntura di Roma, ha frequentato e frequenta i corsi di formazione ed aggiornamento di MTC classica dell’istituto Ricci di Parigi.
Autore del libro “I Numeri e l’Ordine Naturale delle Cose” Ed. Macunix, è coautore del libro “Medicina tradizionale Cinese per lo Shiatsu ed il Tuina” CEA Edizioni. E’ membro dell’Istituto Culturale della Federazione Italiana Shiatsu (F.I.S.). E’ direttore della rivista Shiatsu News della Federazione Italiana Shiatsu (F.I.S.). E’ direttore responsabile del giornale in Rete http://www.shiatsunews.com

NOTE 

1 In realtà il termine “Inchiostro di china” è prettamente occidentale, per i cinesi l’inchiostro mo è solo l’inchiostro. Il termine di china, entrato nel gergo occidentale, è il tentativo di copiare questo particolare prodotto ideale per la scrittura a pennello, per poterlo utilizzare con penne a serbatoio, le penne stilografiche o a sfera ad esempio.

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21 febbraio 2011 - Posted by | Arte, Ascoltare, Cultura, Guardare, Hobby, Progetti, Scienza | , , , , , ,

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