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KONGFUZI – Dal massaggio confuciano al messaggio confuciano


Il massaggio generico è una forma di trattamento fisiologico basato sul principio di restituire parzialmente, o addirittura interamente, le funzionalità originarie del corpo umano che, nella visione Occidentale, oggi si basa solamente sulla funzione biomeccanica del corpo, mentre Einstein già nel ‘900 aveva dimostrato scientificamente che ogni cosa è composta da energia e, come dicono i Taoisti, essa comprende anche il corpo umano.

E = mc2

E = mc2

Questa concezione dimostrata dalla scoperta di Albert Einstein apparteneva alla cultura cinese già da millenni, in quanto l’epistemologia sinica sottintesa alla conoscenza Taoista parte dal presupposto che ogni elemento in natura è espressione materiale di energia e che per ogni tipologia di materia ci fosse addirittura una tipologia diversa di energia e quindi, diremmo oggi, di una diversa frequenza elettromagnetica.

L’affascinante realismo dell’empirismo radicale della dottrina taoista, che fu una scuola di pensiero molto legata alla conoscenza della realtà, trascendendola in una dimensione che oggi definiremmo spirituale, ma che loro invece preferivano distinguere in virtuosa, quale dimensione connotata dalla virtù (De o Te) in quanto legge fondamentale che regge la Via (Dao o Tao). [il titolo del famoso ‘Dao De Jing’ o ‘Tao Te Ching’ di Lao Tzu potrebbe infatti anche essere tradotto nel nostro linguaggio non-ideografico in ‘il classico della virtù presente lungo il sentiero della Via’. NdA]

Stiamo parlando di una dimensione che si differenzia dalle varie manifestazioni delle ‘dimensioni viziose’ che in un certo senso potremmo azzardarci a definire ‘tossiche’, od anche tossico-logiche, in qualità di ‘energie infestate’ ed influenzate da elementi squilibranti, siano essi interni, esterni e/o ulterni* in relazione ai soggetti senzienti. [(*) rispettivamente le tre realtà della dottrina SanJao: intramondanità, extramondanità ed ultramondanità. NdA]

Visione Meccanica

Visione Meccanica

Questa particolare tipologia di inquadramento delle problematiche inerenti, in questo caso specifico, alla pratica delle ‘fisioterapie siniche’ si basa per l’appunto su una visione della realtà radicalmente diversa rispetto alla concezione della biomeccanica* occidentale, in quanto il centro nevralgico del problema non è l’articolazione degli arti ma il bilanciamento energetico degli stessi. [(*) già l’uso della parola biomeccanica ci fa intendere la differenza di come si vede la realtà e i problemi: gli occidentali fondamentalmente in modo meccanico, i taoisti sinici ‘potremmo dire’ che vedono la realtà in modo dinamico, laddove gli occidentali si soffermano a guardare le forme mentre i taoisti sinici partono dal presupposto di superare le forme, ovvero di trascenderle.  NdA]

Il paradosso antropologico dell’Occidente sta nel fatto che le recenti scoperte scientifiche (che fra l’altro, come alcuni scienziati hanno ammesso, sono teorie che derivano da una razionalizzazione delle conoscenze Taoiste, NdA) come la relatività di Einstein e l’indeterminazione di Heisenberg, non riescono ad integrarsi nella nostra comune forma mentis, in quanto siamo vincolati da millenni di storia che ci hanno strutturato mentalmente a pensare in modo meccanico e lineare dove il presupposto base è che qualsiasi fenomeno della realtà è ascrivibile in un paradigma matematico dove in qualunque caso e in ogni situazione 1+1 = 2.

Visione Dinamica Taoista

Visione Dinamica Taoista

La fisica quantistica, le scoperte dell’elettromagnetismo e la relatività di Einstein potrebbero arrivare a sostenere che nella realtà, invece, l’equazione sopra disposta di A+B=C  (ovvero che 1+1=2) quando va a relazionarsi nella sperimentazione della realtà otteniamo che A+B ± C ovvero che A + B è diverso da C, in quanto sia il principio di indeterminazione di Werner Heisenberg, sia la sistemica elettromagnetica originariamente formulata da Paul Dirac e sia la relatività di Albert Einstein possiedono un comune denominatore fondato su tale principio.

Infatti il principio di indeterminazione di Heisenberg postula che ‘le leggi naturali non conducono ad una completa determinazione di ciò che accade nello spazio e nel tempo’ mentre nei calcoli di verifica per la quantizzazione del campo elettromagnetico di Dirac ‘comparivano quantità infinite che rendevano i calcoli senza senso mettendo così in dubbio la consistenza della teoria stessa’.

Allo stesso tempo, ciò che molti hanno spesso fra-inteso e/o male-inteso, concerne l’essenza della teoria della relatività generale di Einstein, in quanto con la sua teoria lo scienziato non voleva dimostrare che ‘tutto è relativo’ (come siamo soliti interpretare oggi con l’uso di questo eufemismo, NdA) e quindi soggettivo, ma che al contrario, proprio in virtù di tale erroneo soggettivismo intepretativo’ dei fenomeni, esiste una realtà oggettiva che trascende i soggetti e che, con i propri limiti contestuali, è possibile calcolarne l’esatta allocazione sistemica.

Il Sole

Il Sole

Infatti il 29 maggio 1919 ci fu una famosa eclissi di sole che avvalorò le teorie di Albert Einstein in quanto dimostrò che la traiettoria della luce, che fra l’altro soggettivamente vediamo proiettata nei nostri occhi sotto forma di immagini, all’interno dello spazio essa si curva e si deforma proprio nel momento in cui passa vicino ad una grande massa, riducendo di fatto la velocità della luce ed alterando di conseguenza la percezione soggettiva di tale fenomeno.

Paradossalmente tutte queste cognizioni appartengono di fatto alla dottrina taoista ma in una forma molto più semplice e forse meno contorta, mediante espressioni più snelle ma poetiche e polisemiche all’interno della struttura di un linguaggio simbolico eticamente orientato in una distinzione che in termini filosofici potremmo distinguere in essere e dover essere, ovvero in una relazione contestuale tra la natura alterata e la natura originaria del ‘vecchio fanciullo’ nei tanti paradossi descritti da Lao Tzu.

Forse non a caso l’introvabile Bosone di Higgs è stato ribattezzato da Leon Max Lederman come ‘Particella di Dio’ e sempre non a caso i ricercatori del Cern ne sono alla ricerca con le più avanzate sperimentazioni ma, come afferma il fisico italiano Massimo Corbucci promotore della teoria sul vuoto quantomeccanico, forse non troveranno mai quello che cercano «perché la fisica [occidentale] non ha ancora compreso la necessità di Dio». [come del resto ancora non riesce ad abbattere le barriere antropologiche ‘occidentali’ tra le scienze e le religioni, in quanto gli stessi blocchi logici della fisica occidentale rappresentano gli stessi limiti insiti nella razionalità e in particolare nella megalomania di quegli assurdi sostenitori della visione scientista e materialista della realtà. NdA]

In fisica sono tutte teorie interessanti ma la suddetta ‘visione dinamica del mondo’, sottesa alla conoscenza Taoista, ancora oggi stenta a diffondersi tra le farraginose strutture cognitive della nostre menti (ancora oggi c’è chi preferisce chiamare la fisica quantistica con l’assurdo vecchio nome di meccanica quantistica, NdA), che camminano sulle gambe di persone educate da un sistema anch’esso rigido, meccanico e razionalizzante come la metafisica di cui è antropologicamente impregnata la nostra cultura, in quanto questa visione del mondo (i tedeschi la chiamerebbero Weltanschauung, NdA) è la base della conoscenza della realtà (scienza) quale risultato espresso dalla sapienza pratica (arte) derivata dall’esperienza diretta dei dotti Confuciani e degli asceti Taoisti appartenenti alla tradizione dell’antica Cina e che, a sua volta, forma il sostrato sapienzale su cui si basa l’arte di quello che qui abbiamo voluto genericamente definire come: massaggio confuciano.

Fisica Quantistica

Fisica Quantistica

Per massaggio confuciano vogliamo intendere una forma di manipolazione espressa in modi ‘leggermente diversi’ in quei paesi che appartengono alla sfera di influenza culturale sinica dell’estremo oriente, in quanto tutti basati su un comune sostrato sapienzale che si basa proprio sulla suddetta visione dinamica del mondo.

All’interno di questo ambito descrittivo possiamo trovare anche forme di massaggio particolari come quello vietnamita e quello coreano, ma in questo frangente ci soffermeremo sul ‘rapporto amoroso’ fra Cina e Giappone, e quindi su alcune loro differenze ma in particolare sulle molte somiglianze, anche se meno visibili all’occhio dei non esperti.

La stima e l’ammirazione del Giappone verso la terra madre Cina, che per molti secoli ha nascosto dentro di sè, nasce agli albori della civiltà giapponese e nel tempo, nella fase di questo oscuro Kali Yuga, si struttura una rivalità volta verso la ricerca di una distinzione identitaria nei confronti della cultura nutrice del ‘genitore’  (proprio come a volte fanno i figli nei confronti dei genitori NdA), una situazione per certi versi usuale nella storia delle relazioni antropologiche del pianeta ma che, relazionandosi culturalmente con matrici culturali nettamente diverse dalla propria, come le culture devastatrici e competitive occidentali (ad es. le flotte statunitensi del commodoro Perry NdA), ha portato la storia del Giappone verso l’alleanza con soggetti ‘non confuciani’ arrivando a sperimentare una ‘atrocità razziale’ totalmente avulsa dalla cultura del Sol Levante, in quanto fattore culturale totalmente estraneo alla tradizione storica del proprio ‘equilibrio culturale’ (ovvero quello che potremmo definire come identità od anche come ‘costante antropologica’, NdA).

Kalki e la fine del Kali Yuga

Kalki e la fine del Kali Yuga

Infatti negli anni ’30 la classe militare giapponese si impone sul territorio di una Cina già dilaniata dal doppiogiochismo occidentalista del ‘Congresso di Vienna’ che, mediante la corruzione economica del capitalismo occidentale, la corruzione politica di vari funzionari imperiali e la corruzione culturale di nuovi e malsani costumi sociali, portò l’Impero di Mezzo a fronteggiare un periodo veramente oscuro e doloroso, al punto che la ‘lunga marcia’ del grande timoniere Mao Zedong ha realmente permesso di aprire uno spiraglio di speranza e di rivalsa contro tutte le corruzioni e tutte le intromissioni occidentali dei loro servitori.

Fatto sta che il popolo giapponese, proprio come per il popolo tedesco, si è trovato ‘drogato e intossicato’ da ‘fattori esterni’ come il razzismo ideologico messo in essere da un omuncolo tutt’altro che ariano, una guida apparente che, come afferma Ian Kershaw, in realtà era gestita dall’anarchia dei suoi stessi subalterni, un movimento finanziato (forse anche pilotato? NdA) da facoltosi capitalisti anglo-americani incentrato sulla figura del nazionalsocialismo del Führer e dei suoi occulti ambienti di frequentazione pseudo-satanista che, come afferma Pierre de Villemarest, sono gli stessi che hanno finanziato i bolscevichi e forse che ancora oggi, probabilmente, possiamo trovare a girovagare sul pianeta o che, sotto altre spoglie, invadono i media e i nostri teleschermi. (come la grande famiglia BUNGA-BUNGA? NdA)

Militarismo Nipponico

Militarismo Nipponico

Questa sorta di ‘droghe antropologiche’ sostenute da fattori esteri ed esterni, così come hanno probabilmente intossicato e contaminato il popolo tedesco e il popolo russo dall’alto, molto probabilmente hanno potuto contaminare anche il popolo giapponese allo stesso modo, ovvero mediante l’ancoraggio corruzionista interno alle strutture e alle istituzioni sociali del c.d. ‘militarismo nipponico’, quegli stessi capi militari che invasero la Cina e che oltraggiarono il popolo cinese con maniere naziste che, in tutta la grande storia del Giappone, mai sono state riscontrate nefandezze così disumane.

Fra l’altro, tra tutti gli sconfitti della seconda guerra mondiale, il Sol Levante ha dovuto pagare il grande scotto di un’immane oltraggio ricevuto dagli americani ancora oggi ricordata e simboleggiata nell’articolo 9 dell’attuale costituzione giapponese, un testo costituzionale scritto sotto ‘stretti dettami statunitensi’, tali che permettono ai militari americani di usufruire l’uso di basi militari, come la Nato in Europa, ma con la particolarità in cui gli oneri, fino ad almeno il 70% delle spese militari, sono a carico del popolo nipponico.

Come anche, altro fattore da non sottovalutare, riguarda la strana contraddizione fra l’antinuclearismo nipponico dichiarato da Eisaku Sato nel 1967 e il patto segreto instaurato tra Nixon e Sato, firmato il 21 novembre 1969.

La storia del periodo tra le due guerre mondiali la conosciamo bene in molti, ma ciò che pochi sono riusciti a vedere, come l’illustrissimo professor Franco Mazzei, è quello storico ‘rapporto intimo’ tra questi due paesi che il colonialismo intellettuale occidentale ha sconvolto una prima volta con l’avvento del c.d. periodo imperialista, una seconda volta con l’avvento del periodo nazionalsocialista ed una terza volta dagli anni ’70 ad oggi che, in particolare in Giappone, ha stravolto una cultura forte che discende da Amaterasu, il dio del sole, quella stessa cultura storpiata dalla modernità occidentale che Yukio Mishima contestava pubblicamente negli anni ’60 con il suo suicidio rituale in tele-visione per tutto il paese.

Non a caso gli incredibili scandali della corruzione degli anni ’80 e ’90, all’interno di quella che è stata definita ‘burocrazia samuraica’ dalla lealtà guerriera, è un segno di chiara contaminazione culturale od anche, se vogliamo dirla in termini antropologici da una prospettiva epistemologica taoista, è una intossicazione viziosa realizzata da agenti esterni.

La rivincita della mano visibile

La rivincita della mano visibile

Sempre non a caso, come afferma Franco Mazzei e Vittorio Volpi in ‘La rivincita della mano visibile’, è interessante vedere il mutamento del Giappone dal 1979 fino al 1985, anno in cui i giapponesi capitolarono ‘ingannati’ da un conflitto dialettico di tipo occidentale che portò a realizzare un pessimo affare sia per lo yen giapponese che per il marco tedesco, ovvero una rivalutazione monetaria che addossò il peso della crisi deficitaria dell’economia anglo-americana sulle spalle della Germania Occidentale e del Sol Levante, quello stesso periodo che è stato mediaticamente incitato dalla politica neoliberista di Margaret Thatcher e di Ronald Reagan (vedi pagg. 207-211 di Mazzei-Volpi, NdA).

E forse non aveva affatto tutti i torti il grande Thomas Sankara quando affermava che

«Per l’imperialismo [leggi colonialismo antropologico NdA] è più importante dominarci culturalmente che militarmente. La dominazione culturale è la più flessibile, la più efficace, la meno costosa. Il nostro compito consiste nel decolonizzare la nostra mentalità.»

Thomas Sankara

Thomas Sankara

Infatti, forse proprio perchè aveva ragione di questo modo di guardare alla realtà non è riuscito a terminare completamente la missione della sua ‘integrité africaine’ prima del suo assassinio del 1987, come anche della realizzazione del suo grande sogno di un’unica e sola Africa Unita.

Quindi,  tornando a questo particolare rapporto d’amore, sfociato nella ‘incompresione’ del secolo scorso, ha suscitato ulteriori differenziazioni tra i due, facendo accogliere all’interno del bagaglio culturale del Giappone anche molte ‘stravanganze'(?) culturali di derivazione occidentale che, nella sua particolarità, il popolo giapponese affina portandolo alla massima espressione.

Peccato che queste stranezze siano veri e propri ‘viziosismi sociali’ che riecheggiano, guardacaso, molti di quelli che tipicamente contraddistinguono gli americani.

In questo modo, abbiamo fatto un ex-cursus delle influenze occidentali sulla cultura nipponica che rispecchia, non soltanto il cambiamento dell’impostazione culturale all’interno di un settore, come ad esempio il mondo dei manga giapponesi cambiati in pochi anni dalla caratteristica impostazione folklorica ad impostazioni più ‘superficiali’, ma proprio di alcune applicazioni della cultura occidentale all’interno dei fattori culturali giapponesi.

Tra le tante contaminazioni culturali, non esistono soltanto tipologie di contaminazione negativa e viziosa, ma anche contributi che si rivelano ‘positivi e virtuosi’ all’interno di una ‘correlazione sistemica di scambi culturali’, situazioni dove lo stesso Shiatsu giapponese si è, in qualche modo, ritrovato migliorato nella sua conformazione, come l’opera della vita del maestro Tokujiro Namikoshi che, nella divulgazione e spiegazione dello shiatsu si rifaceva al al modello anatomico e fisiologico occidentale, oppure del maestro Shizuto Masunaga che, in qualità di psicologo, cercava di correlare la conoscenza di base dell’impostazione di matrice cinese, implicita ai suoi trattamenti di massaggio, con l’impostazione della psicologia tipicamente occidentale.

Massaggio Confuciano

Massaggio Confuciano

Nella tecnica cinese del massaggio terapico, che invece viene indicata sotto il nome di Tuina, si rivela essere l’impostazione di provenienza della rielaborazione realizzata nello Shiatsu giapponese e, a differenza della sua discendente nipponica, si distingue per essere soltanto un singolo elemento specifico all’interno di tutta la millenaria conoscenza medica tradizionale e classica cinese (MTC e MCC, Medicina Tradizionale Cinese e Medicina Classica Cinese, NdA).

Infatti come afferma il dottor Chang, discendente di un’antica famiglia di medici della grande Cina, la medicina cinese si compone di ben otto elementi:

  1. il Dao Jiao, l’intero complesso di tutta la sapienza del Tao, in particolare dei tre classici del Daodejing, del Zhuangzi e del Liezi, ma non solo;
  2. il Qi Gong, le varie tipologie di esercizi di rivitalizzazione che comprendono sia le pratiche interne definite come Nei Gong (o Nei Kung), relative all’accumulazione e alla distribuzione del Qi e alle loro tecniche di meditazione e di guarigione energetica come il Ling Qi, e sia le pratiche esterne definite come Wai Gong (o Wai Kung), relative alla gestione e alla trasformazione del Qi e alle loro tecniche appartenenti alle arti marziali cinesi come i vari stili di Kung Fu e di Taiji Quan;
  3. lo Shi Liao, il bilanciamento alimentare della dietetica cinese, che a seconda del caso concentra un maggiore apporto di una tipologia di alimento a discapito di altre;
  4. lo Zhong Yao Xue, la fitoterapia dell’erbologia cinese che comprende l’uso di tutte le erbe all’interno di varie applicazioni come anche la stessa farmacopea tradizionale cinese;
  5. il Tui Na, che è il massaggio tradizionale cinese ma che, oltre a riguardare il trattamento manuale del corpo, comprende anche altre pratiche come l’agopuntura, la coppettazione e la moxibustione;
  6. il Tao Ai, che è l’arte dell’amore e la sessuologia taoista, essa comprende la vita di coppia in genere nelle sue tante sfaccettature all’interno di una relazione amorosa;
  7. lo Yi Ba Quan, che è il Tao della supremazia, esso serve a comprendere meglio sé stessi, e riguarda la frenologia (le abilità attuali, gli atteggiamenti, i tratti personali e lo stato di salute di un individuo), il sistema dell’impronta digitale (l’ereditarietà nella personalità e nella salute), la numerologia taoista (illuminazioni sugli schemi e le circostanze della nostra vita), il sistema astrologico cinese detto della stella del nord (rivelazione dei nostri destini e descrizione degli attributi fisici, mentali e spirituali), il feng shui (studio delle leggi fisiche della natura e dei flussi energetici dell’ambiente), la simbologia (forme e simboli delle leggi naturali utilizzati per condizionare positivamente il nostro cambiamento personale);
  8. lo Jue Qiao, che disvela esattamente la meccanica dei principali eventi della vita e le forze che li modellano, come lo studio Yi Jing dei segni di cambiamento dell’universo, lo studio psicologico e sociale dell’Yi Jing e la pratica dell’Yi Jing per prevedere eventi nello spazio e nel tempo.
Meridiani Principali

TUI NA - Meridiani Principali

Come avete notato il Tuina, non soltanto comprende pratiche considerate autonome come l’agopuntura e la moxibustione, ma concerne una tipologia di massaggio che si fonda in particolare sulla ‘digitopressione’ di una serie di punti disposti lungo tutti i meridiani del corpo, quegli stessi punti che i giapponesi chiamano ‘tsubo’.

Il Tuina comprende anch’esso delle manipolazioni fisiche ma esse non sono centrali come invece sono le ‘digitopressioni sistemiche’ (e sistematiche) di più punti correlati per la diagnosi di una stessa terapia ad uno stesso problema.

Infatti il Tuina è un vero e proprio ‘primo trattamento medico’ che il paziente può ricevere in merito alle condizioni della sua salute in quel momento, in quanto lo scopo del Tuina riguarda soprattutto un ridimensionamento iniziale degli agenti viziosi ed infestanti.

Non a caso il Tuina si inserisce in una dimensione medica molto più ampia che va ad interagire con prescrizioni erboristiche, farmacologiche, dietistiche, agopunturistiche, fisiche, ginniche e nei casi peggiori anche di interventi chirurgici, in quanto la ‘medicina classica cinese’, più profonda di quella tradizionale, concerneva anche l’intervento chirurgico.

Addirittura alcuni sostengono che quando i sapienti medici cinesi decisero di abbandonare la chirurgia e ogni aspetto curativo postumo alle malattie, per ripartire da un presupposto ultra-preventivo della malattia mantenendo il corpo in salute e rendendolo addirittura longevo e molto più capace di gestire i propri cicli vitali, probabilmente nel mediterraneo non si sapeva neanche cosa fosse la chirurgia.

Quindi, individuata la natura sistemica e sistematica dell’approccio omeopatico cinese, fondato quindi nè sulla cura e nè sulla prevenzione ma sul potenziamento di corpo-mente-spirito, possiamo ‘forse’ intuire la valenza di tutta la complessità della medicina cinese in particolare, ma anche e soprattutto della funzione medico-sociale svolta dal Tuina rispetto allo Shiatsu.

Infatti Shiatsu in giapponese significa ‘pressione del dito’ e affonda le sue radici nelle forme di manipolazione e di massaggio tradizionali cinesi come l’Am-Ma, l’An-Fa e lo stesso Tui-Na, ma a differenza della forma di manipolazione di matrice sinica essa riguarda solamente l’uso delle mani, come fra l’altro afferma una normativa del 1964 che definì lo Shiatsu come una forma di cura autonoma e distinta dalle altre tecniche, come ad esempio l’agopuntura:

“La shiatsuterapia è una forma di manipolazione che si esercita con i pollici, le altre dita e i palmi delle mani senza l’ausilio di strumenti, meccanici o d’altro genere. Consiste nella pressione sulla cute intesa a prevenire e conservare lo stato di salute dell’individuo nella sua interezza”.

Infatti in Giappone simili forme terapiche sono state rielaborate e conformate in altro modo, distiguendo le cose per settori e specificazioni di varia tipologia, ma esse sono ri-strutturazioni di una conoscenza che potremmo definire ‘della stessa sostanza del Padre’, o se preferite della grande Madre Cina.

Come direbbe Erich Fromm, ci troviamo davanti ad una situazione simile alla parabola del ‘figliuol prodigo’, il cattivo figlio smarrito del ricco padre che, se non conprova con ‘fatti concreti’ il suo amore per la Madre Cina, non potrà mai realmente tornare alla casa del padre, una sorta di ‘figlio tossico’ che frequenta cattive compagnie che, se non le abbandona, non so fino a che punto possa continuare questa sua ambiguità.

Forse c’è una parte del Giappone che ha dimenticato la sua vera storia e le sue vere radici, al punto che magari non mi meraviglierei se alcuni di loro potrebbero ‘paradossalmente’ credere di avere più cose in comune con un americano, anzichè con un cinese, un coreano o un vietnamita ad esempio.

La pietà filiale

La pietà filiale

Questa è ovviamente una questione che soltanto il tempo dirà se sarà possibile ricreare l’antico ‘calore familiare’ fra i due soggetti antropologici, una situazione che sul pianeta non ha eguali forme di correlazione antropologica ma che, nell’ambito dell’applicazione pratica di quel sostrato culturale appartenente al grande maestro Kong Fuzi (Confucio), dovrebbe permettere di far riconoscere la virtù delle cinque forme di xiao, la cosiddetta pietà-filiale che si distingue in:

  1. sovrano-suddito,
  2. maestro-allievo,
  3. padre-figlio,
  4. marito-moglie,
  5. fratello maggiore-fratello minore,

una strutturazione di principi virtuosi che delinea una specie di sistema piramidale, ma soprattutto concentrico, dove i legami si allentano ai margini.

Infatti, nella società consumistica del colonialismo insito nel sottile ‘occidentalismo culturale’ monopolizzato dall’asse anglo-americano, rispecchia una struttura tutt’altro che rispettosa anche nella comprensione dello stesso padre nei confronti del figlio, una sorta di conflittualità endemica che i famosi anni ’60, ovvero gli anni della contestazione e dell’americanismo galoppante, in cui l’accettazione di nuovi valori di tipo a-morale, provenienti dalla configurazione sociale rigida degli statiuniti che ha ‘conseguentemente’ prodotto tale rivolta antropologica in seno a tutte le vicissitudini che a quei tempi nacquero intorno a Berkley: la new age, il settarismo rivoltoso, l’uso delle droghe e di sperimentazioni sociali, come anche la strutturazione di un’arbitrario ‘accozzamento di fattori culturali’ senza alcun senso di realtà concreta, ma similmente alla struttura del famigerato mostro sociale del ‘meltin-pot’ americano.

Parlare di meltin-pot significa richiamarsi ad una tipologia di integrazione culturale demarcata e sopraffatta da secoli di schiavitù di antenati deportati dall’Africa nera, come anche tutte le vicissiudini interculturali di tipo ‘conflittuale’ come la conquista del West a scapito delle tribù Cherokee, ovvero quegli stessi ‘cattivi’ che ad Hollywood (la fabbrica del senso americano NdA) dominavano lo scenario cinematografico di quegli anni.

Senza entrare nei tantissimi e sottili particolari che conformano l’attuale immaginario, colonizzato dai media di matrice anglo-americana come BBC, CNN, ecc., e i loro surrogati nazionali (come sky e le reti mediaset in Italia NdA) l’importante adesso è notare come, in particolare, tutti questi vettori culturali hanno alterato e sconvolto l’equilibrio delle tradizioni popolari, cancellando molte di quelle usanze e consuetudini antropologiche che permettevano la naturale socializzazione locale tra gli abitanti di uno stesso territorio.

Infatti l’altro parametro della cultura confuciana, come del resto di ogni tradizione culturale, è che la socialità è un fondamento importante della società in quanto in Giappone i li, i riti confuciani, da forme espressive dell’educazione sociale all’interno della concezione di una convivenza civile sono stati man mano sovraimpressi dalla rozza sfacciataggine di quella non cultura tipicamente anglo-americana, che si è infiltrata nelle nostre abitudini quotidiane anche qui nell’Europa Magna, e particolarmente in Italia.

Ora non è mio interesse affrontare la genealogia di questi ‘modi anglo-americani di essere’, o se preferite di non essere, ma in particolare di guardare in cosa consiste l’attuale mutazione in atto, mutazione in cui siamo sommersi senza accorgercene e soprattutto per capirne la provienienza geopolitica e culturale, in modo da poter essere capaci di migliorare tutte le nostre autodifese cognitive, iniziando a decolonizzare il nostro immaginario.

Tornando alla strutturazione del massaggio sinico, come anche alla logica di tutta la medicina tradizionale cinese, potremmo paradossalmente leggere tra le righe l’essenza del messaggio confuciano che pervade il Tuina e lo Shiatsu come ogni altro aspetto della cultura confuciana.

Kongfuzi - Confucius - Confucio

Kongfuzi - Confucius - Confucio

Nel Dicembre 2010, Pechino assegnava il neonato Premio Confucio per la PaceLien Chan, ex-vicepresidente di Taiwan e leader onorario del Partito Nazionalista, per avere costruito ‘un ponte di pace tra la Cina continentale e Taiwan’ proprio per testimoniare lo sforzo concreto di quell’uomo nello stabilire rapporti dignitosi tra le parti e cercando di ricucire ciò che la storia ha cercato, in pochi decenni, di dividere dall’interno quella cultura millenaria rappresentata dalla grande Cina e in particolare del popolo Han.

In pratica ciò che si mette in evidenza è la ricerca dell’armonia sociale nel rispetto della dignità umana, guardando tutto ciò che accomuna due entità che, nel caso specifico di Taiwan, rappresenta lo sforzo dignitoso e rispettoso di ricucire ciò che altri, direttamente e/o indirettamente, hanno strappato.

Riportando i principi della sapienza confuciana in un ambito generale possiamo dire che anche nella diversità apparente, si possono riscontrare comunanze che possono permettere di partire da un modo diverso di vedere la realtà, ovvero contestualizzando tutti i precedenti rapporti tra due entità.

La Via della Seta

La Via della Seta

Se applicassimo tale principio di armonia sociale alla ‘Via della Seta’ e a tutte le sue vicissitudini spazio-temporali, noteremmo che ci sono molte più cose in comune fra l’Europa continentale e la Cina che non fra l’Europa e la cultura anglo-americana.

Lo stesso dicasi per tutte le tante altre culture che, come una collana, si incastonano lungo tale percorso, delle perle antropologiche che potremmo oggi individuare nel mondo indiano, nel mondo mongolo, nel mondo russo e nel mondo arabo, formando così una correlazione che va a definire quella conformazione geologica che va sotto il nome di Eurasia.

Confucio era un grande personaggio che è un grande fondamento della Cina ma come anche di tutta quella umanità a cui il sommo saggio Kongzi ripetutamente faceva riferimento.

Confucio e i suoi discepoli

Confucio e i suoi discepoli

Quando Confucio diceva ‘Io non creo, trasmetto’, voleva significare che molto importante era la consapevolezza che lui aveva nel conoscere la cultura degli antichi e di come l’enunciazione dei suoi principi paradigmatici non fossero altro che una rielaborazione personale figlia del passato che, proprio come fa un albero in natura, può far intuire la conformazione della cultura sinica come un lungo ed intero continuum che rispetta i principi della tradizione innovandola continuamente, senza mai tradire le proprie radici.

Vicino della casa reale di Zhou, sembra che Confucio fosse un discendente dell’antica e prestigiosa dinastia degli Shang, termine che significa ‘il più alto, più grande, supremo’.

Xunzi - Sun Tzu

Xunzi - Sun Tzu

A differenza dei suoi seguaci, come Xunzi (Sun Tzu) e Mengzi (Mencio) che rispettivamente affermarono esplicitamente che la natura dell’uomo è cattiva e che la natura dell’uomo è buona, Confucio ritiene che sia sempre possibile migliorarsi e affermando la necessità dell’apprendimento.

Forse non a caso, come afferma Erich Fromm, l’apprendimento non è nient’altro che ‘amore allo stato puro’, come quello dell’imprinting della madre sul figlio, od anche come quello di un rapporto sano tra maestro e allievo, tra padre e figlio, tra marito e moglie, tra sovrano e suddito, tra fratello maggiore e fratello minore.

Secondo Confucio l’educazione e l’insegnamento è per tutti, e non può essere solo di tipo libresco, ma anche e soprattutto deve essere pratica, affinchè l’allievo sappia applicare nella sua vita quotidiana i principi fondamentali della tradizione, in quanto il fine è formare ‘uomini capaci di diventare uomini’, uomini moralmente inattaccabili capaci di servire la comunità, affinchè il senso della responsabilità diventi un cardine sociale.
Mengzi - Mencio

Mengzi - Mencio

Allora l’educazione non era ancora intesa come mezzo per la scalata sociale, quella facilitazione della mobilità sociale che invece avverrà in seguito, tale che permetta anche al figlio di un contadino di poter raggiungere la corte imperiale del governo dei sapienti.
Infatti forse pochi sono a conoscenza che gli esami imperiali, origine culturale dei nostri concorsi pubblici, in Cina esistono da circa duemila anni.
Lo Junzi, ossia l’uomo di valore, per Confucio è un gentiluomo che non è semplicemente colui che ha nobili natali ma soprattutto colui che ha affinato le sue qualità morali ed ha imparato ad essere realmente umano, ovvero che è riuscito ad anteporre il benessere della collettività al proprio, in aperta contrapposizione con l’uomo da poco (Totò l’avrebbe chiamato uominicchio oppure quaqquaraqua NdA), lo xiaoren che invece pensa solo ai propri desideri e in particolare al proprio tornaconto. (cosa vi ricorda la figura dello xiaoren nella realtà contemporanea? vi ricorda niente? NdA)
Prima abbiamo accennato all’importanza del ‘principio di umanità’ per Confucio, ossia un principio che, proprio in funzione della capacità di applicare le leggi morali nella vita quotidiana, finisce di essere mero principio descritto su un testo per diventare espressione comportamentale della Virtù, nella sua più ampia espressione quotidiana.
Il concetto di ‘essere umano’ viene da ren che è la netta cognizione dell’uomo in relazione ad un contesto sociale e, come tale, avendo in sé la virtù morale, conosce ed applica automaticamente il giusto comportamento e quindi  l’apprendimento è virtualmente infinito e potenzialmente immenso.
Il Principio di Umanità

Il Principio di Umanità

Insieme ad umanità ed esistenza umana vi è lo shu che esprime un ‘principio di mansuetudine’, il considerare gli altri come se stessi e, come afferma lo stesso Kongzi, di fare agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te. (a me ricorda anche le parole di un’altro grande personaggio storico, successivo a Confucio… NdA)
C’è da notare, tuttavia, che si tratta di un pensiero aristocratico che individua proprio nella figura dello Junzi, dell’uomo dalle qualità morali, l’essenza di essere migliori oppure, come qualche traduttore ha fatto, di essere un ‘uomo superiore’, un uomo elevato nella mente, nel corpo e nello spirito.
Come afferma Confucio nei Dialoghi:
A quindici anni, decisi di apprendere. A trenta, ero saldo sulla Via. A quaranta, non avevo più dubbi. A cinquanta, compresi il decreto del Cielo. A sessanta il mio orecchio era perfettamente intonato. A settanta, agivo, seguendo il mio cuore, senza per questo trasgredire alcuna norma. (Dialoghi, II, 4)
I Dialoghi di Confucio

I Dialoghi di Confucio

Da questo possiamo capire come Confucio sia molto pratico, tenendo sempre a mente il discriminante del retto comportamento, proprio come fa il buddhismo in altro modo, in quanto il saggio Kongzi distingue sempre ogni cosa da contesto a contesto, focalizzandosi però sulla realtà perchè egli non si interessa di metafisica, e proprio come Gautama Buddha, evita ogni discussione in merito. (può ricordare anche un vecchio detto cristiano: ‘date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio, NdA) 
Per Confucio un’altro fondamento morale capace di creare armonia sociale è il suddetto li, che significa precipuamente lo spirito rituale l’educazione nel pensare e nell’agire che porta a realizzare uno stato generale di salute sociale.
Il Grande Confucio

Il Grande Confucio

Come abbiamo accennato in Confucio non è evidenziato l’aspetto religioso vero e proprio, ma l’atteggiamento di chi partecipa al rito, l’atteggiamento mentale di chi si dedica agli altri con sacralità di servizio portando il sacro nei comportamenti della vita quotidiana.
Specificamente il li non è un’azione esteriore, ma si origina dall’interno dell’animo, dove una profonda convinzione morale dà luogo a gesti armonici e controllati, un accordo perfetto tra la bellezza esteriore e quella dell’intenzione interiore, una dimensione che ricorda molto il concetto di mente pura in Siddharta Gautama detto il Buddha.
In pratica, ciò che realmente conta nella dimensione intellettuale è tutto ciò che si situa tra i criteri discriminanti di civiltà e di barbarie.
Civiltà o Barbarie?

Civiltà o Barbarie?

Quindi per il pratico e concreto Confucio, dunque, sembra che la santità non abbia nulla di divino, ma deriva dalla consapevolezza profonda di ciò che è giusto e può essere raggiunta tramite questi tre capisaldi, tramite l’apprendimento, l’umanità e lo spirito rituale, come anche abbandonando ogni considerazione egoica e particolaristica.
La religione tradizionale di Shang e di Zhou si arricchisce, quindi, di questo apporto incentrato sull’uomo, molto più elementare e semplice rispetto alla ‘metafisica onirica’ degli antichi.
Per Confucio anche il sovrano governa attraverso il de, attraverso la virtù, come anche della benevolenza, non con la forza, in quanto il centro di riferimento è l’amore dell’apprendimento, è la pietà filiale delle cinque suddette relazioni sociali fondamentali.
Confucio con il de non vuole intendere la virtù in opposizione al vizio, in quanto significherebbe dare valore al vizio alla pari della virtù ma infatti, piuttosto, vuole intendere il compimento dell’elevazione mediante una sorta di carisma, un espressione che emana naturalmente dal sovrano e che trasforma tutti coloro che vi si trovano a contatto.
Altro fattore altamente importante per Confucio è lo zhengming, ossia l’importantissima questione della rettifica dei nomi, dove la corrispondenza tra il linguaggio e la realtà è non soltanto essenziale, ma necessaria per l’educazione e l’espressione pubblica dello Junzi, dell’uomo elevato.
Meditazione - Elevazione dello spirito

Meditazione - Elevazione dello spirito

Dunque, secondo la rettifica dei nomi se ognuno compie il proprio dovere e rispetta il ruolo sociale assegnatogli la società procederà in armonia, e quindi senza sforzo, verso livelli superiori via via più elevati di tutti gli elementi sociali come anche dell’uomo nel suo ambiente.
Quindi, bisogna poi sempre ricordare che ciò che Confucio non esprime esplicitamente, non vuol dire che non sia vero, anzi, come nel caso della cultura Taoista essa si manifesta come totalmente complementare, allo stesso modo di come il Buddhismo si rivela come il terzo pilastro fondamentale della dottrina Sanjao.
Infattti se potremmo distinguere i tre pilatri elementari della dottrina Sanjao, potremmo distinguere tre elementi su cui esse si incentrano: il corpo per i taoisti, la mente per i confuciani e lo spirito per i buddhisti.
Allo stesso modo si potrebbero individuare tre parole chiave per ognuno di essi: l’Armonia sociale per i confuciani, la Virtù cosmica per i taoisti e la Mente pura per i buddhisti.
Come anche abbiamo tre simboli importanti con cui si struttura la dottrina Sanjao: il Wen confuciano, il Daijidu taoista e il Dharma buddhista.
Altro parametro di riscontro complementare dei fulcri di comprensione della realtà tra queste tre dottrine, sono rispettivamente la dimensione dell’intramondanità per i confuciani (dentro la società), la dimensione dell’extramondanità per i taoisti (fuori dalla società) e la dimensione dell’ultramondanità per i buddhisti (oltre la società).
In questo modo, comprendendo il pensiero pratico di Confucio all’interno della complementarietà degli altri pilastri della dottrina Sanjao, in cui il Taoismo è espressione ultra-metafisica di matrice extra-simbolica di tutto l’insieme, potremmo forse intuire anche tutto ciò che il maestro Kong zi si rifiuta di esprimere e di affrontare.
Ci sarebbe ancora molto altro da dire sulla dottrina Sanjao, ma lo approfondiremo successivamente con un apposito articolo interamente dedicato.
Concludendo, cercando di ritrovare quel sottile filo rosso che accomuna il massaggio confuciano con il messaggio confuciano, potremmo dire che esso deriva dalla cognizione del tutto come uno, il corpo fisico per il massaggio terapico e il corpo sociale per il messaggio di Confucio, ma ciò che conta in questa visione del mondo è sviluppare la virtù dissolvendo ogni ostacolo all’equilibrio mediante la scioglimento dei nodi energetici, come anche dei blocchi fisici concentrandosi sulla stimolazione delle energie sane che possano invadere e pervadere le zone malate.
Comprendere la mappatura dell’allocazione dei blocchi energetici e individuarne i punti di intervento per il riflusso positivo è un compito per i medici della tradizione confuciana ma è anche un mandato celeste per l’uomo elevato.
Buona Salute.
A presto!
Vincenzo Di Maio
 

7 marzo 2011 - Posted by | Arte, Azioni, Cultura, Guardare, Hobby, Idee, Notizie e politica, Scienza | , , , , , , ,

2 commenti »

  1. Dinuovo complimenti per questo nuovo articolo, che spazia in lungo in largo la linea del tempo dello spazio e del sentire.

    Mi riprometto , quando dovrò fare un viaggio in cina di assoldarti come guida!

    Ciao Vincenzo!

    Commento di Iniziato | 10 marzo 2011 | Rispondi

  2. Prego! Fammi sapere un viaggio insieme potrebbe essere una buona occasione per farti fare le ossa!!
    mi spiace soltanto che per assoldare qualcuno come guida turistica penso che hai sbagliato palazzo…
    E ti ringrazio per i complimenti, mi piace ricevere dei giudizi personali..
    Grazie mille!

    Ciao Fabio!

    Commento di vincenzodimaio | 14 marzo 2011 | Rispondi


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