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KETSUEKIGATA – Carattere e personalità nel sangue e nelle culture


Ketsuekigata è una parola giapponese che significa ‘dottrina dei gruppi sanguigni’ e che contraddistingue degli studi realizzati in Giappone nel ‘900 che cercano di dimostrare una distinzione caratteriale della personalità insita nelle persone in relazione al tipo di sangue posseduto.

Ketsuekigata

Ketsuekigata

Nel 1916 in Giappone un medico pubblicò una ricerca che collegava i gruppi sanguigni al carattere di una persona: il nome di questo medico è Hara Kimata

In virtù di tali ricerche intorno al 1925, l’esercito giapponese utilizzò questa teoria per identificare i punti di forza e i punti di debolezza dei propri soldati, in modo da selezionare gli uomini più adatti per ogni determinato incarico.

Nel 1927 si arrivò ad una prima formulazione sistematica della teoria per opera di Takeji Furukawa, professore di psicologia in una scuola superiore femminile di Tokyo, il quale si mise ad osservare le differenze di temperamento tra le sue studentesse.

La donazione del Sangue

La donazione del Sangue

Al termine dei suoi studi, pubblicò il primo libro di una serie di studi correlati: ‘Studio del temperamento attraverso i gruppi sanguigni’.

Secondo il professor Furukawa le caratteristiche di una persona erano determinate dal tipo di sangue che gli circolava nelle vene, attribuendo varie tipologie di caratteri osservati per ogni diverso gruppo sanguigni appartenuto ai soggetti studiati.

Gli studi di questo professore giapponese non trovarono mai un vero ‘fondamento scientifico’ che potesse dimostrare che la sua teoria fosse ‘scientificamente valida’, e questo permise a questa teoria di rimanere in auge giusto per alcuni anni, il tempo utile che bastava per introdurre la prassi di indicare il proprio gruppo sanguigno all’interno dei curriculum vitae che venivano consegnati per le domande di lavoro, in quanto cadde poi nell’oblio per circa una quarantina di anni.

Nel settembre del 1971 un giornalista, un certo Masahiko Nomi, pubblicò un libro dal titolo Ketsuekigata de wakaru aisho che, tradotto in italiano significa ‘Capire le affinità di coppia in base al gruppo sanguigno’, un libro ristampato ancora oggi.

Nel 1981 muore l’autore di questo libro ampiamente venduto ma suo figlio, Toshikata Nomi, proseguì le orme del padre sponsorizzando la creazione di Ketsuekigata Ningengaku Kenkyuushou, un Istituto di Studi per il Gruppo Sanguigno Umano  in cui egli diventò lui stesso un prolifico autore sul tema.

Ma nel 1991, Matsuda Kaoru pubblicò un libro dal titolo ‘Storia sociale del gruppo sanguigno e della personalità’, tale che consolida nella cultura del Giappone, l’idea di una profonda correlazione tra il gruppo sanguigno e i tratti caratteriali di una persona.

All’interno di questo incremento conoscitivo dell’umanità, che applica e confronta le teorie e il metodo della psicologia inventata e sostenuta dalla cultura di personaggi tedeschi come Freud e Jung, possiamo rilevare un ponte interculturale che Confucio avrebbe molto a cuore in quanto dimostra come lo sforzo umano produca non soltanto l’armonia nella diversità, ma anche progressi e benefici per l’umanità.

In pratica, l’esperienza diretta degli uomini di buona volontà scrive nella grande storia anche pagine ‘dimenticate’ e/o ‘travisate’ che dimostrano come la valorizzazione antropologica di culture diverse fortemente radicate nel tempo, può comportare non soltanto un arrichimento reciproco ma un incremento che produce effetti prodigiosi per la vera espressione dell’armoniosa umanità.

In questo caso specifico stiamo parlando di uomini validi che con il loro sforzo hanno raggiunto un obiettivo passionale, hanno prodotto qualcosa che nello specifico, seppur metodologicamente ancora non comprovato dalla ‘controversa comunità scientifica’, dimostra comunque l’osservazione di una correlazione tra una casistica specifica, ovvero una teoria che seppur epistemologicamente ancora non si è né universalizzata e né si è generalizzata per poter essere verificata in ogni luogo, comunque descrive particolaristicamente una correlazione reale rilevata in un determinate osservazioni.

Oltre i confini del Sol Levante, le radici antropologiche di questo popolo si trovano in quella terra ferma posta ad ovest dell’arcipelago nipponico e che viene comunemente descritto come il paese di mezzo: la Cina, la grande madre.

Grande Madre Cina

Grande Madre Cina

Forse non molti sanno che all’interno della conoscenza sinica e Taoista della Medicina Tradizionale Cinese (MTC) il sangue è proprio quel vettore che la sollecitazione dei punti collocati sui meridiani vanno a muovere per sbloccare i nodi energetici inscritti nella configurazione strutturale dei meridiani, quegli stessi meridiani che trasportano e distribuiscono il Qi, ovvero quell’energia vitale derivata dal ‘retto comportamento umano’ nella salubrità delle proprie abitudini quotidiane tale che permette di poter accrescere incrementare la radice della più profonda Virtù.

Dalla considerazione di tali presupposti, correlando il fatto che le forme di trasmutazione del sangue innescano determinate conseguenze nell’equilibrio e nello stato di salute di una persona con relative tendenze comportamentali, con il fatto di connettere queste considerazioni della medicina tradizionale con certe impostazioni scientifiche occidentali, il passo è breve e questo rende più chiare le dinamiche antropologiche dell’interculturalità reale che si fonda sul principio di relazioni alla pari tra i pari (in quanto oggi si parla spesso di interculturalità ma ci si dimentica dai presupposti di ineguaglianza tra le parti, che inficiano alla base tale presupposto, NdA).

Ma per capire efficacemente anche l’altra radice genealogica e conoscitiva di questa scoperta bisogna menzionare le complesse vicissitudini storiche del Meiji Tennō, quale personaggio storico resosi capace di organizzare la prima, e finora unica, vera e propria ‘rivoluzione dall’alto’, tale che in pochissimi anni stravolse un paese che passò dall’essere il fanalino di coda del mondo con un’economia capitalisticamente inesistente, al diventare una delle potenze economiche e militari più forti al mondo già alla fine del XIX secolo, una rivoluzione che può riscontrare delle analogie caratteriali con la ‘rivoluzione culturale’ di Mao Zedong, una ristrutturazione antropologica che venne finalizzata a rivitalizzare lo spirito rivoluzionario del paese, ma soprattutto per non ricadere nuovamente nel baratro dello spirito borghese e del lassismo occidentale.

Il grande Sol Levante

Il grande Sol Levante

Il fondamento specifico della rivoluzione insita nel periodo Meiji fu che la società nipponica per mettersi a pari dignità nella competizione con l’Occidente straniero doveva ristrutturarsi secondo le stesse armi e gli stessi strumenti dell’avversario, in quanto questa decisione fu diretta conseguenza dei famosi trattati ineguali che sconvolsero allo stesso modo non solo l’arcipelago nipponico ma anche la Cina e la Corea.

Da qui la ragione di come molti sapienti giapponesi, vennero spediti in Europa ad imparare le varie conoscenze degli occidentali, laddove non soltanto acquisirono gli sviluppi della psicologia europea ma in particolare acquisirono una strutturazione sociale dove determinati elementi, come la forma del costituzionalismo che impararono allora in parte dalla Germania e in parte dall’Inghilterra, da cui appresero rispettivamente lo stile giuridico germanico (direttamente discendente dallo jus latino, NdA) e il sistema parlamentare monocamerale inglese in perfetto stile Westminster che ricalcava molte simiglianze con la necessità di cameralizzare il Tennō, una situazione che va a rappresentare l’introduzione di ‘fattori culturali non locali’, ovvero delle variabili intervenienti che antropologicamente vanno ad alterare l’equilibrio interno della struttura culturale precedentemente determinata.

Fra l’altro c’è da dire che il costituzionalismo inglese, differentemente da quello tedesco, proviene in particolare dalla cultura feudale dell’isola anglosassone (e quindi da quella  feudocrazia che abbiamo affrontato nell’articolo del 10 marzo 2011, NdA) come anche dalla ‘magna charta inglese’ che il grande feudatario monarchico discese come una concessione di privilegi verso i signori feudali minori.

Shōgun Tokugawa Ieyasu

Shōgun Tokugawa Ieyasu

Ci stiamo riferendo ad un sistema di dibattito tra determinati ‘aventi diritto’ che ancora oggi culturalmente persiste nella struttura del monocameralismo inglese tale che, nel sistema di rappresentanza parlamentare, distingue direttamente due fazioni una contro l’altra e che, nell’ambito della dimensione antropologica delle forme di discussioni a carattere decisionale, è una caratteristica totalmente avulsa dalla tradizione locale del Giappone, in quanto implica sia la separazione pratica e cognitiva come anche la separazione simbolica e immaginativa di una società che fino a prima si è sempre considerata ‘una’  nelle dichiarazioni come nelle applicazioni sociali, ovvero parliamo di due compartimentazioni stagne e contrapposte che, oltre ogni possibile dimensione, scindono quella radicata unità nazionale in agenti elementari generatori di divisioni multiple e controverse, una moltiplicazione di frustrazioni che scindono quell’uno originario in due parti, e che quindi di fatto eliminano quella costante antropologica rappresentata dalla funzione di ‘guida unitaria’ svolta anticamente prima dal Tennō e poi dallo Shōgun   (e non a caso, in la democrazia degli altri, Amartya Sen scrive che la pratica sociale del potere condiviso non è affatto una prerogativa occidentale, NdA)

Tennō Jimmu - Kamu Yamato Iwarebiko No Mikoto

Tennō Jimmu - Kamu Yamato Iwarebiko No Mikoto

Questa dimensione storica potrebbe essere vista anche come un autocondizionamento configurato sulla connotazione dello stile competitivo, aggressivo, conflittuale, arrogante e violento di quello stesso Occidentalismo che poi il Giappone avversava ma che a suo modo espresse e manifestò durante il periodo di piena revanche, un periodo che si contraddistingue per la realizzazione di una serie di vittorie consecutive sia a carattere politico, nella guerra russo-giapponese del 1905 e nella Grande Guerra del 1915, e sia a carattere economico, nella forte crescita registrata dalle Zaibatsu in quegli anni.

Ma quando arriviamo al periodo dell’avvento militarista e della sua connessione con quel nazismo drogato da ‘controversi finanziamenti occulti’, ci troviamo di fronte ad un decennio di mutazione storica che sicuramente ha contraddistinto un particolare momento storico in cui avanza un’ulteriore fase di intossicazione antropologica da cui il Giappone emerge quasi come se fosse un ‘attore culturalmente programmato’ all’interno di attività avulse dalla sua ‘costante antropologica’, ovvero dalla sua storia secolare e dalla tradizione culturale particolare che lo contraddistingue (si ricorda che per intossicazione antropologica s’intende una valenza strutturata in forme di ancoraggio sociale ed istituzionale all’interno della società ospitante, vedi post del 7 marzo 2011 e collegamenti interni, NdA).

Un’agganciamento istituzionale a quel tempo innescato dalla emergente partitocrazia, una situazione su cui il Reischauer esprimendosi a proposito delle controversie sociali relative ai mutamenti in atto verso gli inizi del ‘900 afferma che:

“…il movimento ultranazionalista fu fondamentalmente antioccidentale, almeno in modo selettivo, poichè fu decisamente contro gli aspetti democratici, individualistici e capitalistici dell’Occidente. Considerava gli uomini politici appartenenti ai partiti come dei lacchè venali al servizio di egoistici interessi economici, incarnati dalla zaibatsu, che era diventato un termine offensivo, e consideravano le tendenze sociali moderne delle città come la completa corruzione delle belle tradizioni giapponesi. Ovviamente i giapponesi delle campagne e altra gente appartenente alla metà inferiore della ‘struttura dualistica’ dell’economia e della società aderirono volentieri a queste idee. Per essi, che erano meno istruiti, l’indottrinamento nazionalistico del moderno sistema scolastico si dimostrò più efficace dei nuovi orizzonti che l’educazione aveva aperto agli altri. […] i vecchi ideali confuciani di armonia sociale e di conformità attraevano […] più dell’individualismo dell’Occidente e dello scontro aperto di interessi del governo parlamentare.” (E.Reischauer, Storia del Giappone – Ed. Bompiani, pagg. 141-142) 

Sempre in merito alle forme di aggancio esterne di quel tempo è da segnalare la particolarità di un ‘singolare caso’ inerente a delle coincidenze storiche rilevabili nella zaibatsu Okura che nel 1872 inviò delle delegazioni in Europa e negli States americani  in cui vennero a contatto con ‘alcuni membri’ di una missione del governo Meiji che incrociarono lungo il viaggio, ottenendo di fatto dei contratti di governo come conseguenza di queste conoscenze governative, un’organizzazione produttiva nipponica che successivamente istituì un’azienda di commercio con un ramo a Londra dove i suoi profitti provenivano più dai ‘servizi forniti’ che dai meccanismi commerciali dell’azienda, una zaibatsu che inoltre si occupò anche di rifornimenti militari per il governo e che emerse particolarmente nel periodo compreso tra le due grandi guerre.

Forse non a caso nel 1915 il Giappone scimmiottò le potenze occidentali presentando alla Cina le ‘ventuno richieste’, ovvero avallando richieste coloniali verso un paese che implose e venne messo in ginocchio dalla tossicità complessa di un occidentalismo si radicò sotto varie forme, una situazione in cui il militarismo nipponico acquisì la concessione di privilegi industriali, ferroviari e minerari, che rappresentarono la prima affermazione di dominio della politica giapponese in Cina e in Estremo Oriente.

In questo frangente storico, sicuramente l’accresciuta posizione politica di sfidante nella competizione internazionale, destò anche non poche preoccupazioni in quel ‘regno vittoriano’ che fino a qualche tempo prima si autoproclamava paradossalmente come ‘impero dove non tramonta mai il sole’ e che sicuramente ‘forse’ ci sarebbe realmente da appurare qualcosa in più, intorno alle poco conosciute relazioni nipponiche trasnazionali di questo oscuro periodo della storia.

Ma al di là della mancanza di una ricerca certosina su ulteriori dati relativi alle nipponiche relazioni trasnazionali con gli stranieri, sicuramente possiamo affermare con certezza che il Giappone, seppur si raccomandò di non sradicare la propria tradizione culturale premunendosi con la famosa dichiarazione di voler coniugare e contemporaneamente distinguere spirito giapponese e tecnica occidentale, sicuramente possiamo affermare che l’esercizio e la ‘pratica dello zoppo’ (quelle malsane influenze esercitate dalla frequentazione di soggetti non-compatibili, NdA), racchiusa nello sforzo di raggiungere una pari dignità con gli stranieri usurpatori dell’armonia sociale costruita nel  lungo periodo di ‘splendido isolamento’ realizzato dal grande Shōgun Tokugawa Ieyasu,  ha portato l’imperatore Meiji ad adottare l’obiettivo strategico di un paese ricco con un esercito forte e ciò non ha fatto altro che permettere di scendere ai livelli di ‘bassa lega’ di quella spietata, nonchè tipica arroganza, che contraddistingue una certa parte della storia occidentale.

Ueshiba Morihei

Ueshiba Morihei

In sintesi il Giappone Meiji si pose un’obiettivo strategico di cui ha sottovalutato alcune conseguenze, un problema che Ueshiba Morihei definirebbe come quello di entrare troppo nella sfera d’influenza del nemico, un modo di agire che pensava di non-agire lasciando inalterata la propria cultura, come invece è poi realmente accaduto per una complessità susseguente di fatti volontari, involontari e accidentali, anche perchè la morte improvvisa del ‘rivoluzionario imperatore’ non permise neanche di avere il tempo di pensare a come difendere pienamente la più completa integrità culturale del Sol Levante anche dopo la sua morte.

Molti sono i fatti strani, o se preferite le ‘situazioni ineguali’, che il Giappone ha dovuto affrontare lungo la lotta di liberazione della propria identità rispetto ai soprusi antropologici e cognitivi degli stranieri al punto che, scrive ancora il Reischauer, ancora verso gli inizi del novecento

“..questi atteggiamenti tradizionali si rafforzarono alla fine degli anni venti, quando i problemi economici del Giappone perggiorarono e il paese ancora una volta si allontanò dal culto per l’Occidente. Queste tendenze presero anche dei toni ‘fortemente razzisti’, per il fatto che i giapponesi si resero conto come, nonostante il loro paese venisse accettato come una potenza mondiale, gli occidentali non erano ancora disposti ad accettarli in tutto e per tutto come loro pari. Nel 1919, alla conferenza di Versailles, il Giappone propose di includere nei trattati una clausola sulla ‘eguaglianza razziale’, ma i rappresentati di Washington e di Londra bloccarono l’iniziativa a causa della forte opposizione (sociale?, NdA) […]. I razzisti occidentali parlavano già da diversi decenni di un ‘pericolo giallo’, e già in precedenza [gli statunitensi] avevano escluso gli orientali, sempre per motivi razziali, dal diritto alla cittadinanza.”  (Ibidem, pag. 142)

Di tutto questo frangente la cosa più strana è relativa a due aspetti, che si connotano in relazione alla prosecuzione di quella drogata follia nazista di entrare ‘necessariamente’ in guerra con gli americani, che in qualche modo ricorda quelle pressioni ricevute da Mussolini in Italia da parte inglese, delle anomalie che riguardano sia le provocazioni americane nelle trattative sull’Indocina, sia la mancanza di una pronta risposta alle chiare dichiarazioni di guerra del Giappone (in quanto Roosvelt sapeva che in risposta al suo rifiuto i giapponesi attaccavano Pearl Harbour in quel giorno, ma fece finta di nulla per avallare consensi per la guerra, NdA), e sia di quelle due bombe atomiche sganciate  giorni dopo la dichiarazione di resa da parte dell’imperatore Hiroito.

In particolare stiamo parlando di come il presidente americano Truman autorizzò un crimine contro l’umanità il 6 e il 9 agosto 1945 su Hiroshima e Nagasaki dopo che il Giappone si era già arreso nelle parole di Hirohito il 15 luglio 1945.

La guerra è guerra, come anche il colonialismo è colonialismo, allo stesso modo di com’è stato quello giapponese in Asia per ‘imitare gli occidentali’ e di quello statunitense in varie parti del mondo per perpetuare la famosa ‘conquista del west’, ma di certo possiamo dire che rispetto alla coerenza diretta e aperta del Giappone, gli oscuri traffici e le scorrettezze polimorfiche degli americani è sicuramente preferibile chi porta avanti la Verità sotto il Sole.

Un altro fattore da non sottovalutare sono anche le ‘condizioni uniche’ a cui i giapponesi vennero sottoposti dagli statunitensi nel secondo dopoguerra nella compilazione del Nihon-koku-kenpō,  ovvero di quella Costituzione nipponica firmata nel 1947 e largamente preparata dai ‘legislatori americani’ delle autorità di occupazione del secondo dopoguerra.

Un condizionamento esterno che ha innescato in Giappone un elemento strutturale di dipendenza politica nei confronti delle mire strategiche ed espansionistiche degli statunitensi in Asia, in quanto il famoso articolo 9 della Costituzione del 1947 decreta che non solo il popolo giapponese non possa disporre di una propria autonomia politica, mediante la creazione di un proprio esercito per la tutela del paese e della loro specifica autonomia internazionale, ma che addirittura ha indotto ad accettare la presenza assidua di basi militari americane sul suolo nipponico, dove i costi militari di tale ‘ospitalità’ comporta il sostegno economico di ben il 70% di tutte le spese militari da parte dei contribuenti del Sol Levante.

Stiamo parlando di una situazione che si perpetua fino ad oggi, una dipendenza politica che riportò il Giappone a reinserirsi nella competizione economica ottenendo di nuovo una sorta di rivalsa antropologica sfociata nella eccezionale crescita del PIL nipponico fino agli inizi degli anni ’80, in cui il dictat neoliberista portò l’economia giapponese a capitolare dopo un lungo battibecco dialettico e conflittuale di tipo occidentale che sorprese fortemente tutto l’establishment governativo, un pessimo affare che venne concluso nel G7 del 1985, anno in cui si firmò una rivalutazione monetaria che addossò il peso della crisi deficitaria dell’economia anglo-americana sulle spalle dell’economia tedesca e giapponese, attraverso un aggancio di dipendenza monetaria e valutaria sia sugli sviluppi dello yen giapponese e sia sui progressi del marco tedesco, la creazione di una dipendenza economica che  ‘a tutti gli effetti’ ha di fatto trasformato queste due economie in ciuchi da traino e in scudi economici utili a proteggere l’attuale posizione strutturale degli anglo-americani e delle loro istituzioni internazionali, una condizione che di fatto inserisce questi due paesi alla periferia dell’attuale centro economico strutturale del capitalismo storico. (cfr. anche Franco Mazzei e Vittorio Volpi in ‘La rivincita della mano visibile’ e anche l’articolo scritto il 7 marzo 2011, NdA) 

La rivincita della mano visibile

La rivincita della mano visibile

Stiamo parlando di un sistema parassitario in cui gli altri sono visti come mucche da allevamento da mungere e macellare continuamente mediante le più sottili e sofisticate macchinazioni che agli occhi di tutti appaiono come una ‘normale amministrazione’ o come delle semplici compravendite come, ad esempio, nel conosciuto caso dell’acquisizione azionaria della borsa di Londra nei confronti della borsa di Milano (la piazza finanziaria d’Italia) e della borsa di Toronto (la piazza finanziaria del Canada), delle informazioni per esperti che appaiono come stupide notizie da telegiornale, delle azioni che di fatto vanno a ristrutturare un assetto economico mondiale che in questo modo mai troverà giustizia per paesi come quelli del continente d’Africa, una situazione che di conseguenza ci mostra come la Magna Europa non sia altro che il ‘magazzino da lavoro’ di questi elementi parassitari.

Di fatti stiamo descrivendo giust’appena alcuni aspetti di un complesso sistema parassitario in cui la creazione della morte negli altri innesca forti guadagni per i vertici strutturali di questo sistema-mondo, dove la messa in crisi degli altri permette al vampirismo economico di sopravvivere e di perpetuare la trama e la matrice della propria opera oscura.

Di fatti, ciò che completa il quadro generale di questo sistema vampirista sta nell’attuale dipendenza culturale del mondo intero nei confronti delle fabbriche di finzione e di senso cognitivo come ad esempio la macchina di Hollywood, un motore onirico che colonizza l’immaginario delle persone incanalandolo in precisi binari di produzione e riproduzione di senso, una matrice cognitiva che dis-educa preparando il mondo a trasmutazioni di significato e a veri e propri furti cognitivi che mostrano la realtà sotto altre forme, un apparato di propaganda culturale che riecheggia il ministero della propaganda di Joseph Goebbels, quel nazista che persuase la popolazione tedesca in un modo di pensare dove sembrava che tutto andava veramente bene, una vera e propria dominazione culturale che, come affermava Thomas Sankara, è “la più flessibile, la più efficace, la meno costosa” laddove “il nostro compito consiste nel decolonizzare la nostra mentalità.”.

Infatti non a caso sono molti gli ‘americanismi’ che negli ultimi 20 anni stanno cognitivamente devastando una buona parte della gioventù nipponica metropolitana mediante atteggiamenti mentali e comportamenti sociali avulsi dalla tradizione culturale del paese, qualcosa che invece in Italia è iniziato molto tempo prima, quando il vero significato di quella canzone di Renato Carosone del 1956 che raccontava ‘burlescamente’, con un italiano dialettale, la bizzarra follia di alcuni giovani italiani invaghiti da estranee importazioni come “whisky and soda and rock’n’roll”.

Ma ora, ritornando nuovamente nel paese del Sol Levante, possiamo affermare con certezza che il carattere e la personalità antropologica di una cultura è sicuramente un elemento costante che usualmente si manifesta coerentemente nel tempo, una strutturazione che, nel caso del Giappone, oltrepassa il mero lavoro che la Ruth Benedict elaborò in quel libro che riuscì a vendere milioni di copie nel mondo, un libro dal titolo ‘il Crisantemo e la Spada’, un lavoro commissionato dal governo americano per studiare la cultura giapponese a discapito di quegli internati nei campi di prigionia, una situazione che ha portato la Benedict a descrivere un ‘rigido modello culturale’ che cristallizza una cultura al fine di essere un elemento orientalista utile al dominio e alla vittoria sul nemico, come anche al suo successivo controllo esterno.

In questo momento, proprio mentre vi scrivo, i telegiornali parlano di nuove scosse di terremoto che sono avvenute dopo il tragico evento di quel forte Tsunami di venerdì 11 marzo 2011, dove stanno intervenendo aiuti umanitari da tutto il mondo ma dove si distingue particolarmente la prontezza degli ‘aiuti americani’, quegli stessi aiuti che, in particolare nei Paesi in Via di Sviluppo, non fanno altro che permettere un incremento del fatturato interno degli americani e un disavanzo nella bilancia dei pagamenti dei paesi aiutati, una situazione che nello specifico del Giappone non fa altro che andare a prendersi cura di interessi egoistici dove le basi americane sono il vero movente. 

 Ma sperando in una pronta ripresa delle normali attività di questo popolo dal forte senso di responsabilità, sarebbe importante rilevare in questo momento come la cultura originaria di un popolo è il vero sangue antropologico degli esseri umani, è quel flusso di energia cognitiva che permette di tenere vivo quell’intimo rapporto con il linguaggio dimenticato del mondo onirico, quell’intimo rapporto in cui l’anima degli esseri umani si manifesta durante i vividi sogni notturni, una delle tante divine manifestazioni di Dio, quello che gli indiani chiamano il Sommo Vishnu e che i cinesi invece chiamano Shang Di.

Ritornando alla questione originaria del Ketsuekigata prima di lasciarvi alla divertente lettura delle caratteristiche specifiche del vostro gruppo sanguigno, vorrei citare un altro elemento relativo alle ricerche svolte da un’altro importante personaggio giapponese che ha destato non poche polemiche intorno alle ricerche svolte intorno alle qualità vibrazionali dell’acqua: Masaru Emoto.

Masaru Emoto è un saggista giapponese, il quale sostiene che tra l’acqua e i pensieri umani vi sia un intimo rapporto in cui le vibrazioni emotive delle parole e dei pensieri vanno a conformare la struttura interna dell’acqua in forme che si evidenziano mediante l’esposizione dell’acqua a flussi di aria fredda a -4°C , un nastro magnetico liquido in grado di registrare in modo molto sensibile le informazioni energetiche che riceve dall’ambiente, distinguendo in tal modo cristalli perfetti come quelli esposti a vibrazioni armoniche e cristalli scomposti come quelli esposti a vibrazioni caotiche e disarmoniche.

Siccome il pianeta Terra è composto anche da una grande massa d’acqua, come il corpo umano ed ogni forma di vita biologica del pianeta, vuol dire che siamo di fronte a qualcosa che potrebbe testimoniare come la buona educazione e la gratitudine verso gli affetti più cari non può far altro che aiutare la perpetuazione della vita in tutte le forme armoniche.

Allo stesso modo, infatti, il nostro sangue è composto d’acqua per circa il 90% della massa totale e pertanto il carattere e la personalità, sia di noi stessi che degli altri, influisce sullo stato delle nostre emozioni (per l’appunto azioni di trasmutazione del sangue, NdA), e quindi di conseguenza aiuta e favorisce lo stato di salute nostro e di chi riceve messaggi di attenzione al benessere altrui, una possibile dimostrazione scientifica di quel concetto di umanità elevata tanto caro a Confucio.

Quindi, l’acqua come il mondo onirico e il mondo divino, compone l’essenza della nostra stessa vita e influisce come un motore che genera e rigenera moltiplicatori di armonia sociale.

Solidarietà al Giappone per una pronta guarigione.

Buona Salute a tutti!

Vincenzo Di Maio

P.S.: Donate il sangue, soprattutto negli ospedali pediatrici! Fa anche bene alla salute. Consultatevi con il medico!

 

Ketsuekigata e l’alimentazione

Tratto da Centro Nazionale Sangue e da AAM Terra Nuova.

 

Gruppo O

Gruppo O  Le Qualità Cardinali

L’individuo di gruppo O, è di natura ottimista, estroversa e impulsiva e come il suo pianeta dominante, il sole, ama essere il centro del suo mondo. Rispetta le regole del vivere sociale ed è geloso della propria indipendenza anche nei rapporti affettivi. Ha un ingegno brillante e curioso che lo spinge a rischiare. I tuoi colori favoriti sono l’arancio, il rosso e l’oro.

La sua capacità di affascinare ben si sposa con scelte professionali che lo portano spesso a relazionarsi con il pubblico. Nel sangue ha i geni di un grande guru delle relazioni pubbliche oppure di un focoso avvocato; di un medico che fa della ricerca il suo credo oppure di un linguista che indaga quanto di nascosto c’è in una parola o ancora di un abile politico che ammalia i suoi elettori.

Il suo elemento dominante è l’Aria, che rafforza ulteriormente la sua voglia di indipendenza. Nel rapporto a due spesso fugge, ma è comunque un compagno moderno e rispettoso, amante di tutta la musica, dal rock all’opera, e della poesia. Gli uomini sono affascinati dalle donne del gruppo B, mentre le donne prediligono gli uomini di gruppo A e solo in seconda battuta quelli di gruppo B.

Il gruppo O e la salute

Appartieni al gruppo più antico, che è comparso circa 40.000 anni fa nel continente africano per poi diffondersi in Asia e in Europa , hai punti deboli nelle articolazioni e nello stomaco, cautela nel consumo di pane fagioli, legumi e latte. Carne e pesce a volontà, ma senza tanti intingoli e non mischiare tra loro le proteine.

Sei un CACCIATORE, ma anche un guerriero. Dovrai scongiurare tutti i tipi di malanni stagionali, poiché Venere, il tuo pianeta dominante, ti tiene più esposto a questo tipo di acciacchi, per cui prendi da subito le dovute precauzioni e ai primi sintomi rintanati in casa senza fare storie, altrimenti potreste portarti dietro gli strascichi per molti mesi e questo non gioverà alla tua vita sociale!

Cerca poi di mantenere più o meno fisse le tue abitudini, soprattutto quelle alimentari, poiché le novità potrebbero non essere molto tollerate.

Le allergie poi, sono sempre in agguato, quindi quando vi trovate di fronte ad un prodotto nuovo, sia alimentare che cosmetico, assumete sempre a piccole dosi…non si sa mai!

Soggetto dall’apparato digerente robusto e con un sistema immunitario attivo.

Tendenze patologiche: articolazioni, stomaco, coagulazione. E’ prescritta una dieta a base di carne e pesce, frutta e verdura. Estrema cautela, invece, per cereali, pane, fagioli, legumi in genere e latte.

Decisamente controindicati il germe di grano e i prodotti a base di frumento integrale perché racchiudono troppe lectine nel glutine: ostacolano il metabolismo dell’insulina (ormone che brucia gli zuccheri).

Ma niente paura, la carne può essere sostituita con i frutti di mare come ostriche, cozze, vongole e granchi. E poi come dimenticare le proteine vegetali: latte di soia e formaggio di soia (tofu). In più formaggio di capra, la feta, la mozzarella e le uova sono proteine neutre e possono essere inserite di tanto in tanto a tavola. Saltuariamente è permesso assumere fagioli (azuki e dell’occhio); tra i cereali sono neutri l’amaranto e la quinoa.

E frutta e verdura? Vanno bene in abbondanza. Non combinare fra loro i succhi: unica eccezione quello di carota.

CIBI SI

Prodotti biologici, quinoa e amaranto, germogli di fieno greco, lenticchie e ceci, olio extravergine d’oliva estratto a freddo, crostacei, formaggio di soia (tofu), pane di soia, pane di riso, pane di segale, fagioli azuki, fagioli dall’Occhio, alghe marine, aglio, bietole, broccoli, carciofi, cavolo rapa, cavolo verde, cipolle gialle e rosse, lattuga romana, peperoni rossi, porro, rafano, rape, scarola, spinaci , tarassaco, topinambur, verza, zucca, fichi freschi e secchi, noci, prugne, semi di zucca, sale marino integrale, tè verde.

CIBI NO

Salumi, insaccati e affettati in genere, carne suina, edam, emmenthal, formaggini, latte intero e scremato, parmigiano, provolone, ricotta, yogurt, uova, dolci a base di mais, gelato, couscous, fagioli di Spagna, fagioli Lima, melanzane, fragole, mandarini, mirtilli, funghi coltivati, patate dolci, olive greche e nere, arachidi, noce di cocco e noci brasiliane, pistacchi, aceto di vino, condimenti speziati, bibite a base di cola e frizzanti, caffè, sottaceti, cacao e cioccolato.

 

Gruppo A

Gruppo A – Qualità cardinali

L’individuo del gruppo A persegue alti ideali, è un raffinato e un sentimentale. Sa sorridere di sé, preferisce fidarsi soprattutto di sé stesso e ha uno spiccato senso di responsabilità. Per questo predilige attività che consentano un’autonomia creativa.

La grande forza dei nati con questo gruppo sanguigno è la ricerca della verità e quindi  il coraggio e la determinazione. Qualità che applicano a settori professionali quali la ricerca, ma anche all’arte. Nel sangue portano il gene dell’eclettismo, che li porta ad amare le lettere e le scienze, la filosofia e la musica, la storia e l’arte fino alle avanguardie più estreme. Sono dei raffinati gourmet.

Gli uomini del gruppo A sono inclini al matrimonio e hanno un’idea romantica della donna. Prediligono le donne del gruppo O. Le donne di questo gruppo, invece, sono fortemente autonome e non hanno uno spiccato senso della maternità. Quando si sposano, prediligono uomini dello stesso gruppo.

Giove è il pianeta dominante. L’elemento associato al Gruppo A è il Fuoco e ciò fa sì che questi individui  amino l’azione, e non temano di mettersi in gioco, accettando sempre nuove sfide.  Certamente può sembrare arrogante il modo in cui affrontano il mondo, ma è il loro modo. Negli sport prediligono discipline dure e pure, come il rugby o le arti marziali.

Il gruppo A e la salute

L’AGRICOLTORE, questo è il tuo tema di nascita, avrebbe fatto la sua comparsa evolutiva ben 15.000 anni fa in Medio Oriente. Hai un apparato digestivo fragile, sistema immunitario sensibile ma adattabile. Il tuo metabolismo è del tutto opposto al tipo O.

Sei predisposto alle anemie e ai disturbi epatici e cardiocircolatori. Prediligi una dieta vegetariana, incentrata su verdura fresca, legumi e tanta soia, ma poca carne che ti rallenta la digestione e abbassa l’assimilazione dei nutrienti, vai avanti con le ananas che aiuta la circolazione ed evita le arance. Condisci con olio extravergine di oliva.

Dite no ai peccati di gola e soprattutto conducete una vita sana dal punto di vista alimentare. Se siete amanti dello sport invece non perdete tempo e non fatevi prendere dalla pigrizia

Tendenze patologiche: anemia, disturbi epatici e cardiocircolatori, diabete di tipo I°, neoplasie. Si raccomanda la dieta vegetariana, incentrata su verdura fresca, cereali (no al frumento) e tanta soia (latte, formaggio, semi).

Un deciso no alle carni perché rallentano la digestione e abbassano l’assimilazione dei nutrienti. Preferire i cereali biologici forniti di una considerevole germinabilità e tra i legumi eliminate ceci, fagioli di Lima e fagioli comuni che nascondono lectine capaci di frenare la produzione di insulina, avviando la formazione di depositi di grasso.

La verdura è meglio consumarla cruda e la frutta va inserita nel menù al mattino e alla sera non solo cruda, ma anche sotto forma di marmellate e di composte. Per quanto riguarda digestione e metabolismo ottimo l’ananas; attenzione alle arance.

Tra gli alimenti neutri ci sono formaggio di capra e di pecora, uova, fagioli bianchi, piselli verdi, avena, mais, miglio, germogli, uva, dattero, pera, ecc.

Infine, non mescolate succhi di frutta e verdura. Quelli densi diluirli con un po’ d’acqua. Tra gli olii quello extravergine è il più indicato mentre occorre essere prudenti nei confronti di mais e cartamo: nascondono lectine che creano problemi digestivi.

CIBI SI

Cereali integrali (orzo, farro, avena, mais, miglio, ecc.), fagioli azuki, fagioli neri, fagioli verdi, fagioli dall’Occhio, lenticchie, aglio, bietole, broccoli, carciofi, carote, cavolo rapa, cavolo verde, cicoria, cipolle gialle, cipolle rosse, lattuga romana, rape, spinaci, tarassaco, topinambur, verza, zucca, albicocche, ananas, arachidi, ciliegie, fichi freschi e secchi, limoni, pompelmo, prugne, semi di zucca, olio extravergine d’oliva e di lino, frutti di bosco (mirtilli e more), latte di soia, pane di germe di grano, pane di soia, grano saraceno, tofu, tempeh, semi e frutta fresca, germogli in abbondanza, ricotta, uovo intero, formaggi a pasta dura e molle di ogni tipo, yogurt, malto d’orzo, melassa, caffè, alghe marine, zenzero.

CIBI NO

Carne, salumi insaccati e affettati, precotti, burro, emmenthal, formaggini, gorgonzola, latte intero e scremato, parmigiano, provolone, gelati, carni insaccate in scatola e affumicate, limitare l’impiego di farine di frumento, ceci, fagioli bianchi, fagioli rossi, fagioli Lima, fagioli di Spagna, crusca, cavolo bianco, cavolo rosso, melanzane, olive greche e nere, patate, peperoni gialli rossi e verdi, pomodori, banane, mango, papaia, noce di cocco, noci brasiliane, olio di arachidi, olio di mais, aceto di vino.

 

Gruppo B

Gruppo B  – Le qualità cardinali
Gli individui di questo gruppo non passano inosservati, vista la loro passione per lo stare al centro dell’attenzione. Sono  dinamici e intraprendenti, ambiziosi e curiosi. Amano il rischio, ma lo valutano oggettivamente con i piedi per terra, grazie al loro elemento dominante, la terra, che conferisce loto  rigore e razionalità. Il loro senso del  potere li aiuta ad abbattere ogni ostacolo, agendo però sempre con correttezza e sincerità.  Sono leader nati, dotati si senso critico e capaci di ammettere i proprio errori. Anche se evitano di dichiarare apertamente di  essere i migliori,  non c’è dubbio che si ritengano tali e la loro è sempre l’ultima parola.

La grande forza dell’individuo di gruppo B è la sincerità, l’intraprendenza e la propensione al comando. Non gli manca l’ambizione, come il piacere di completare i compiti predeterminati, divertendosi mentre lo fa. Lo attraggono le professioni autonome, la politica e attività che richiedano azione. Predilige attività artistiche ad una bella tavola. 

Gli uomini di questo gruppo sono molto possessivi e appassionati e amano le donne che sanno tenere loro testa. Le donne del gruppo B sono audaci e spregiudicate, talvolta considerano il matrimonio un affare, ma sono generalmente fedeli. Saturno è il pianeta dominante.

Il Gruppo B e la salute

E’ stato etichettato come il NOMADE che avrebbe fatto la sua apparizione 10.000 anni fa tra le popolazioni mongoliche e caucasiche dell’Asia centrale.

Ha un apparato digerente forte, sistema immunitario attivo, estrema adattabilità nutrizionale ed ambientale. Deve seguire una dieta bilanciata con grande assortimento di cibi, ortaggi a foglia verde, frutta in abbondanza, cereali, latte e latticini. Bandisci il mais, lenticchie e prodotti a base di frumento, e se possibile niente pomodori, ottima la papaia.

E’ molto saggio evitare di appesantire il fegato, eliminando qualsiasi  stravizio a carico di questo organo. ‘prevenire è meglio che curare’, fatene il vostro motto e tenete sotto controllo lo stress!

Equilibrio, adattabilità e creatività. Ha un apparato digerente forte, sistema immunitario attivo, estrema adattabilità nutrizionale e ambientale.

Tendenze patologiche: sindrome da affaticamento cronico, diabete, malattie autoimmuni. Dieta bilanciata che prevede un considerevole assortimento di cibi: ortaggi a foglia verde, frutta in abbondanza, cereali, latte e latticini.

Andrebbero banditi soprattutto mais, grano saraceno, lenticchie, arachidi, sesamo, prodotti a base di frumento. La soia è un alimento neutro e di tanto in tanto può accompagnare le altre portate, ma senza esagerare. Tra i cereali un deciso apporto di avena, miglio e riso.

Preferire i semi germogliati, perchè quando i grani germogliano perdono le lectine del glutine. Insostituibili abbondanti razioni di verdure a foglia verde perché sono ricche di magnesio.

Tra gli ortaggi sono da scartare decisamente i pomodori che causano non pochi problemi. Assumere più volte durante il giorno frutta fresca tenendo conto della stagionalità. Chi soffre di flautolenze e gonfiori di stomaco dovrebbe prendere con regolarità l’ananas.

Tra i succhi un deciso no a quello di pomodoro e non consumate insieme succhi di frutta e verdura. Solo carote e mele possono combinarsi con gli altri. Sono invece neutri formaggio di soia, parmigiano, provolone, fagioli (bianchi, rossi e verdi), pane alla soia e privo di glutine, quinoa, riso, ecc.

CIBI SI

Ortaggi a foglia verde, broccoli, carote, cavolini di Buxelles, cavolo bianco, cavolo rosso, cavolo verde, melanzane, patate dolci, peperoni gialli, rossi, verdi, verza, frutta fresca, ananas, banane, papaia, prugne, uva, latte e latticini, ricotta, fiocchi di latte magro, formaggi di capra, uova, pane di miglio e riso, farro, fagioli bianchi, fagioli di Lima e di Spagna, miele, zucchero di canna, dolci di riso, curry, zenzero, ginseng, rosa canina, olio extravergine di oliva, prezzemolo, rosmarino.

CIBI NO

Salumi, carni di maiale, gorgonzola, gelato, dolci a base di mais, salatini, pane di frumento integrale, fichi d’India, nocciole, pistacchi, semi di zucca, noce di cocco, arachidi, avocado, olio di mais, sesamo, cartamo, olive, mais, tofu (formaggio di soia), crusca, frumento, couscous, farina d’orzo, germe di grano, grano saraceno, polenta, ceci, fagioli azuki, fagioli neri, lenticchie, carciofi, pomodori, rapanelli, topinambur, zucca. 

 

Gruppo AB

Gruppo AB  – Le qualità cardinali

Individui dalla personalità ricca e affascinante, sono spesso preda di una volontà capricciosa nei rapporti con il prossimo. Difendono a spada tratta la propria indipendenza, sono attenti osservatori e sanno adattarsi rapidamente alle circostanze, traendone vantaggio. Il loro senso del’umorismo è corrosivo e sembrano attratti dalle difficoltà.

La grande forza dell’individuo di gruppo AB è la sensibilità unita ad un rigore talvolta inflessibile. Ha un’intelligenza vivace e un’eccellente memoria. E’ particolarmente interessato alla matematica, alla medicina  e alle scienze in generale. Predilige il cinema e per la musica.

Se il sangue potesse parlare, il suo parlerebbe di voglia di correre, giocare, stare all’aria aperta. Le professioni che più gli si addicono sono relazioni con il pubblico, commercio e gli sport.

Gli uomini e le donne di questo gruppo si accompagnano a partner che appartengono allo stesso gruppo o al gruppo O.

Il Gruppo AB e la salute 

Ci troviamo di fronte all’ENIGMATICO , un tipo sanguigno abbastanza giovane e raro scomparso circa 1000 anni fa. Ha parecchie attinenze col gruppo A e B, e rappresenta l’equilibrata fusione di entrambi. Sopporta l’alimentazione equilibrata, il suo sistema immunitario è estremamente adattabile, potrebbe soffrire di patologie cardiocircolatorie, anemia. Raccomandati latticini, legumi, cereali, frutta e verdura. Pasta due volte la settimana. Gli giova anche lo yogurt , mentre dovrebbe rinunciare all’arancia, preferendo il pompelmo che riattiva la sua circolazione un po’ statica anche nelle notti di luna piena. Poca carne, insaccati e formaggi a pasta molle, cibi in salamoia e mai, burro e alici, peccato!

L’astro dominante è la Luna. Passiamo dalla luna nuova, al primo quarto attraverso la luna piena. la luna crescente favorisce lo sviluppo vegetale delle piante e i succhi risalgono verso la superficie, occhio alla circolazione e ai piedi gonfi scarpe comode, passeggiate lungo la battigia, al chiaror di luna.

L’elemento associato al gruppo AB è l’Acqua. Come le onde del mare, le emozioni in questi individui potrebbero travolgerli se non fosse per il loro pragmatismo e i piedi piantati ben a terra.  E’ il divenire continuo dell’acqua che li porta  a  non avere legami e anche quando si sposano, mantengono nella coppia una forte indipendenza.

Ha parecchie attinenze con il gruppo A, B e rappresenta l’equilibrata fusione di entrambi. Sopporta l’alimentazione equilibrata, il suo sistema immunitario è estremamente adattabile.

Tendenze patologiche: problemi cardiocircolatori, anemia, neoplasie. Raccomandati latticini, legumi, cereali, frutta e verdura. Consumare la pasta solo due volte la settimana.

Lenticchie, marroni e fagioli gli giovano, stessa musica per yogurt, derivati della soia (latte e tofu) e l’uovo. Introdurre con frequenza buone quantità di verdura e insalata: sono una fonte insostituibile di vitamine utili al sistema immunitario.

Tra la frutta c’è da rinunciare all’arancia che trova però una valida alternativa nel pompelmo: pur appartenendo agli agrumi ha un succo acido che non aggredisce le pareti dello stomaco. Non mescolare fra loro succhi di frutta e verdura.

Ad entrare in tutte le spremute sono solo le mele. Come che sia, quando realizzate delle miscele di succhi mescolare quelli degli ortaggi freschi con verdure leggere (ad esempio prezzemolo e spinaci con sedano e carote).

Tra i grassi vegetali la palma d’onore spetta sempre all’olio extravergine d’oliva. Neutri tofu, gruyere, uova, fagioli bianchi e verdi, amaranto, fiocchi di riso e avena, frumento, orzo, cavolini di Bruxelles, lattuga, patata, porro, carota, cavolo bianco, pomodoro, pera, uva passa, ecc.

CIBI SI

Riso, farro, fiocchi di latte magro, formaggio di capra, formaggio fresco magro, mozzarella, ricotta, uova, ortaggi (in particolare i pomodori, anche succo), uva nera (anche succo), olio extravergine d’oliva, tè verde, fiocchi di formaggio di soia, pane di segale, pane di soia, pane e dolci a base di riso, fagioli bianchi e fagioli rossi, aglio, broccoli, cavolfiore, cavolo verde, cetrioli, melanzane, sedano, tarassaco, verza, ananas, arachidi, castagne, ciliegie, fichi freschi e secchi, kiwi, limoni, noci, pompelmo, prugne, uva, olio extravergine d’oliva.

CIBI NO

Carne, carni insaccate inscatolate e affumicate, burro, gorgonzola, parmigiano, provolone, dolci a base di mais, farina di mais, grano saraceno, ceci, fagioli azuki, fagioli di Lima, fagioli di Spagna, fagioli neri, fagioli dall’Occhio, fave, carciofi, peperoni gialli rossi e verdi, rapanelli, arance, banane, cachi, fichi d’India, mango, melagrana, nocciole, noce di cocco, semi di zucca, aceto di vino, sottaceti, cibi in salamoia.

15 marzo 2011 - Posted by | Arte, Ascoltare, Azioni, Cultura, Guardare, Idee, Notizie e politica, pensieri, Scienza | , , , , , , , ,

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