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LAO ZI: Meditazioni sull’Acqua


Ci sono degli aforismi di Laozi sul tema dell’acqua estrapolati dal suo Dao De Jing, i quali messi insieme donano il senso e l’importanza simbolica dell’acqua per il sommo maestro:

Al mondo niente è più cedevole dell’acqua.
La Via dell’acqua è infinitamente ampia è incalcolabilmente profonda.
Si estende indefinitamente e fluisce senza limiti.
Abbraccia tutta la Vita senza preferenze.
Non cerca ricompense, arricchisce il mondo intero senza mai esaurirsi.
La sua Natura sottile non può essere afferrata, colpiscila e non la danneggierai, forala e non la ferirai, tagliala e non la squarcerai, bruciala e non farà fumo.
Cedevole e fluida non può essere distrutta, riesce a penetrare anche nel metallo e nella pietra.
E’ così forte da sommergere il mondo intero.
Si concede a tutti gli esseri, senza ordine di preferenza.
Essa è definita suprema virtù.
Il motivo per cui l’acqua impersona questa suprema virtù è perchè essa è cedevole e morbida.
Quindi, io dico che le cose più morbide dominano le cose più dure.
Il non-essere non ha lacune, perciò la Via è davvero grande.

Se vogliamo tentare di definire almeno due od anche tre significazioni per ogni aforisma, contestualizzandoli nella complessità della dottrina SanJiao per non renderne un senso arbitrario applicandoli nella complessità sociologica contemporanea, penso che non pochi potrebbero essere i sensi di comprensione del testo, forse anche illimitati e più profondi dello stesso sommo poema di Dante Alighieri.

L’acqua è un elemento di purezza e di fluidità semplice che scorre cedendo agli ostacoli ma senza mai arrestarsi rispetto all’obiettivo di attraversare kilometri per raggiungere tanto un lago quanto un mare.

Considerando che dalla dottrina SanJiao possiamo ricavare tre prime frattalità sistemiche correlate, possiamo ricavare una prima significativa direzione di contestualizzazione intellegibile: la dimensione intramondana delle correlazioni sociali, la dimensione extramondana delle correlazioni biologiche e vitali e la dimensione ultramondana delle correlazioni etiche e spirituali di ogni persona, come anche di eventuali soggettività sociali che possono amplificarsi al punto di essere un vero e proprio fiume di mutazione sociale.

Lasciando a voi stessi ogni possibile considerazione personale, tale che non vada ad ingabbiare la propria riflessione sugli elementi di applicazione metodologica che ora abbiamo posto per favorire la chiarezza allontanando le confusioni, andiamo a cercare di scendere maggiormente in profondità rispetto alla molteplicità complessa delle significazioni.

Il Fiume del Tao

Il Fiume del Tao

1. Al mondo niente è più cedevole dell’acqua.

L’elemento chiave di questo aforisma sta nella cedevolezza dell’acqua e pertanto rivela la cedevolezza di una soggettività, una mansuetudine soggettiva che si pone con un fare sereno e senza affanno.

2. La Via dell’acqua è infinitamente ampia è incalcolabilmente profonda.

L’elemento chiave di questo secondo aforisma sta nella Via dell’acqua, o se preferite nelle modalità di come l’acqua agisce lungo l’avanzamento immaginario della linea dello spazio-tempo, una modalità che nella sua pervasività leggera è infinitamente ampia e quindi estensivamente moltiplicatrice, come anche incalcolabilmente profonda e quindi di come intensivamente  scava lungo il sentiero del movimento e del mutamento.

3. Si estende indefinitamente e fluisce senza limiti.

L’elemento chiave di questo terzo aforima sta nell’aggettivazione delle modalità di estensione del raggio di azione dell’acqua, in quanto essa possiede una o più fonti contestuali che tendono a convergere oppure a divergere ma sempre nella stessa direzione, un modo che nelle parole di Lao zi sarebbe quello di non-agire, di agire silenziosamente e minuziosamente con grande zelo, osservanza e rispetto del prossimo, un indefinito fluire che non ha limiti.

4. Abbraccia tutta la Vita senza preferenze.

L’elemento chiave di questo quarto aforisma dell’acqua sta nel verbo ‘abbracciare’ come anche nell’oggetto dell’abbraccio, la Vita, e nella modalità di abbraccio che é l’assenza di preferenze, laddove l’abbracciare sta nell’applicazione dell’accoglienza ma senza per questo sottostare ad ostacoli, in quanto il discrimine sta nella Vita che è espressione di compatibilità, laddove l’incompatibilità diventa ostacolo da surclassare, da evitare, ma sempre senza preferenze, senza giudicare.

5. Non cerca ricompense, arricchisce il mondo intero senza mai esaurirsi.

L’elemento chiave di questo quinto aforisma sulla vita dell’acqua sta nel verbo arricchire, ovvero rendere ricchi gli altri, il mondo intero, ossia donare senza ricompense, un arricchimento che non è precipuamente materiale ma è soprattutto spirituale, ovvero di cordiale comprensione, di gentile apertura, di sforzo empatico di immedesimazione, ma sempre senza che ciò diventi ostacolo al proseguimento dello scopo, dell’obiettivo, come della propria integrità, un modo di non-agire che non si esaurisce mai.

6. La sua Natura sottile non può essere afferrata, colpiscila e non la danneggierai, forala e non la ferirai, tagliala e non la squarcerai, bruciala e non farà fumo.

L’elemento chiave di questo sesto aforisma sull’essenza dell’acqua sta nell’aggettivazione della sua precipua natura, un essenza, un modo di essere, di non-agire, che è sottile, fine, raffinato, che protende verso l’elevato, verso l’elevazione, e che pertanto è difficile da comprendere per gli altri, è difficile bloccarla, fermarla, arrestarla, in quanto se viene colpita non si danneggia perchè continua il suo percorso, se viene forata non si ferisce perchè si ricompone un attimo dopo, se viene tagliata non si squarcia perchè subito si rimargina, se viene bruciata non farà fumo perchè si volatilizza come vapore.

7. Cedevole e fluida non può essere distrutta, riesce a penetrare anche nel metallo e nella pietra.

L’elemento chiave di questo settimo aforisma, e quindi di questo settimo senso sulla capacità dell’acqua, sta nel verbo penetrare, un’acqua che fluisce cedevolmente ma che si infiltra in tutte le insenature, in tutte le minime aperture che le permettono di continuare a scivolare, a fluire, a scorrere nello spazio insieme al tempo e al variare delle stagioni, insinuandosi e fendendo pian piano anche il metallo più duro, come anche nella pietra più resistente.

8. E’ così forte da sommergere il mondo intero.

L’elemento chiave di questo ottavo aforisma sta nel verbo sommergere, nella copertura di ogni spazio e di ogni anfratto, una progressiva discesa verso un mare cosciente che si muove e purifica se stesso lungo il disegno delle coste che ne limitano il motus, un movimento perpetuo come l’energia, come il Qi, come il potere del Cielo, talmente forte che quella piccola goccia di’acqua, colata dalle più profonde insenature di montagna, ha attraversato anch’essa kilometri per poi riaffacciarsi al mare.

9. Si concede a tutti gli esseri, senza ordine di preferenza.

L’elemento chiave di questo nono aforisma sta nel verbo concedere, nel cedere insieme verso un progetto, un idea, un’azione che arricchisce entrambi senza farci impoverire, una disponibilità verso l’aiuto che è rivolta verso tutti gli esseri, siano essi uomini e animali, siano essi alberi e montagne, una predisposizione verso gli altri che non fa preferenza ma che neanche pone verso la morte, perchè anche l’acqua dopo l’aiuto che offre alla Vita ritorna ad essere totalmente sé stessa.

10. Essa è definita suprema Virtù.

L’elemento chiave di questo decimo aforisma sta nel verbo definire, il quale proprio per le caratteristiche intrinseche dell’acqua va a descrivere un’aspetto saliente che è il fatto di essere suprema virtù, una virtù che supera ogni definizione per la caratteristica dinamica dell’acqua in qualità di fondamentale elemento agente della Vita.

11. Il motivo per cui l’acqua impersona questa suprema virtù è perchè essa è cedevole e morbida.

L’elemento chiave di questo undicesimo aforisma sta nel verbo impersonare, proprio per evidenziare l’aspetto contestuale della simbologia espressa dall’acqua, proprio per non confondere il senso significativo dell’acqua con realtà più complesse come le relazioni umane.

12. Quindi, io dico che le cose più morbide dominano le cose più dure.

L’elemento chiave di questo dodicesimo aforisma sta nel verbo dominare, nel dominio assolto dall’acqua sul mondo, come anche il dominio delle cose più morbide sulle cose più dure, una potenza che può scaturire soltanto dal dominio di sé stessi, come dei propri istinti, una potenza che supera di gran lunga ogni forza, anche nella qualità intrinseca dell’umano più debole del mondo.

13. Il non-essere non ha lacune, perciò la Via è davvero grande.

L’elemento chiave di questo tredicesimo ed ultimo aforisma, sta nell’emersione di un nuovo soggetto, di un elemento fondamentale per la comprensione dell’essenza intrinseca dell’acqua, un modo di essere che si distigue per il suo non-essere, per il suo modo di vivere semplice, il suo modo di agire facile ed incentrato sulla conoscenza di sé stessi e delle proprie debolezze, il suo modo di pensare che è spontaneo ed allo stesso tempo rispettoso di ogni controparte, un non-essere che in questo modo non ha lacune, non sbaglia, non erra, ma continua imperterrito ad incalarsi e a fluire, convergendo sempre più con altre nuove gocce d’acqua che scorrono imperterriti insieme sincronicamente e diacronicamente come un ruscello che diventa torrente, che diventa rivo, che diventa cascata, che diventa un grande fiume, talmente grande che sovrasta ogni cosa come la piena di un fiume in un giorno di tempesta, che imperterrito scivola inarrestabile verso il mare.

E’ stato un viaggio, un bellissmo viaggio, fatto con voi, insieme a voi, con la mia scrittura im-presa dalla vostra lettura, un fluire scorrevole che come un fiume è arrivato al suo mare.
Buon fluire!

Vincenzo Di Maio

3 aprile 2011 - Posted by | Aforismi, Arte, Ascoltare, Azioni, Cultura, Musica, Progetti | , , , , , ,

2 commenti »

  1. Infatti.. hai centrato il segno… Migliaia vengono a leggere e nessuno mi commenta… come si fa?
    Obbligo di commento prima di uscire?…
    Oggi la gente è così, prende, mangia, esce e non dice neanche grazie..
    Così gira il mondo..
    Purtroppo, o per fortuna?🙂

    Commento di vincenzodimaio | 3 giugno 2011 | Rispondi

  2. le cose belle, quasi sempre, non si commentano…….. ci si lascia conquistare.

    Commento di Rosetta | 2 luglio 2011 | Rispondi


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